Un altro mondo è possibile!!!

A Genova dal 20 al 22 luglio si riunirà il G8.
I capi di stato e di governo degli 8 paesi più industrializzati del mondo si ritroveranno per imporre le loro decisioni all’intera umanità che dovrebbe accettare, in nome del profitto e dell’accumulazione capitalistica, i loro diktat. Il G8 riunisce i paesi più potenti del Pianeta (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Canada e Russia), in accordo con l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) coadiuvati da il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondlale (BM) e l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Applicano ed esportano politiche subordinate alla dittatura del mercato che stanno creando profondi scompensi tra paesi e ceti sempre più ricchi e paesi e ceti sempre più poveri. Il processo di Globalizzazione delle finanze, delle industrie, dei mercati, delle infrastrutture di informazione e comunicazione che sta configurando un mondo sempre più integrato e interdipendente è una realtà sotto gli occhi di tutti. Esso implica da parte dei governi e dei popoli delle scelte precise nei settori dell’economia, della giustizia sociale, dei diritti civili, nell’assetto e nella ridefinizione dei poteri delle istituzioni.
Ma se così è, la semplice denuncia e il lamento non bastano, i movimenti e le lotte che quotidianamente
vedono impegnate associazioni, ONG, sindacati, partiti, centri sociali, chiese, contadini e contadine, lavoratori e lavoratrici, professionisti, studenti, disoccupati e disoccupate, popoli indigeni e singoli cittadini in una opposizione contro i tiranni della terra e che vedono in piazza mllioni di uomini e di donne, dimostrano che un altro mondo è possibile.
Anche noi andremo a Genova a manifestare il nostro assoluto rifiuto alle politiche neoliberiste dell’attuale globalizzazione e riaffermiamo la supremazia dei diritti umani, ambientali e sociali sulle esigenze dei capitali e degli investimenti.
La Globalizzazione neoliberista scatena il razzismo, come continuazione del genocidio e dei secoli di schiavitù e di colonialismo che hanno distrutto le basi dl civiltà delle popolazioni nere dell’Africa.
Chiediamo che venga garantito il diritto alla cittadinanza, alla libertà, alla terra,all’eguaglianza e alla pace, attraverso il riscatto del debito, storico e sociale, dei paesi del Nord rispetto alle popolazioni povere del Sud del mondo.
La Globalizzazione rafforza un sistema sessista, escludente e patriarcale. Incrementa la femminilizzazione della povertà ed esacerba tutte le forme di violenza contro le donne. L’eguaglianza tra
uomini e donne è una dimensione centrale della nostra lotta. Senza questa eguaglianza un altro mondo non sarà possibile.
La Globalizzazione neoliberista distrugge l’ambiente, la salute e le condizioni di vita dei popoli.
L’aria, l’acqua, la terra e anche gli esseri umani sono trasformati in merci. La vita e la salute devono
essere riconosciuti come diritti fondamentali, e le decisioni economiche devono essere subordinate a questo principio. Il debito pubblico internazionale dei paesi del Sud è stato pagato più volte. Ingiusto, illegittimo e fraudolento, esso funziona come strumento di dominio, privando i popoli dei loro diritti fondamentali, con l’unico scopo di aumentare i guadagni dell’usura internazionale. Esigiamo l’annullamento incondizionato del debito e la riparazione dei debiti storici, sociali ed ecologici come passo immediato verso una soluzione definitiva della crisi provocata dal debito estero. Reclamiamo la chiusura dei paradisi fiscali e l’introduzione di tasse sulle transazioni finanziarie. Le privatizzazioni trasferiscono i beni pubblici e le risorse alle imprese transnazionali. Noi ci opponiamo a ogni forma di privatizzazione delle risorse naturali e dei beni pubblici. Le compagnie multinazionali organizzano la produzione mondiale per mezzo della disoccupazione di massa, i bassi salari e il lavoro non qualificato e
rifiutano di riconoscere i diritti fondamentali dei lavoratori, così come sono definiti dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).
Chiediamo il pieno riconoscimento dei diritti dei sindacati ad organizzarsi e a negoziare per conquistare nuovi diritti per i lavoratori. Domandiamo un sistema di commercio giusto, che garantisca il pieno impiego, la sovranità alimentare, ragioni di scambio eque e benessere locale.
Il FMI, la BM e le banche regionali, Il WTO, la NATO e gli altri accordi militari sono alcune delle agenzie multilaterali della globalizzazione transnazionale. Esigiamo la fine delle loro interferenze nelle politiche nazionali. Queste istituzioni non hanno legittimità di fronte ai popoli e noi continueremo
a protestare contro le loro misure. La globalizzazione neoliberista ha provocato la concentrazione della proprietà delle terre e promosso una agricoltura transnazionale. Chiediamo una riformaagraria democratica con l’usufrutto da parte dei contadini della terra, dell’acqua e delle sementi. Promuoviamo politiche agricole sostenibili. Le sementi e il materiale genetico sono patrimonio dell’umanità. Esigiamo l’abolizione dell’uso di prodotti geneticamente modificati e della concessione di brevetti sulla vita.
il milltarismo e la globalizzazione nelle mani delle imprese transnazionali si rafforzano a vicenda per minare la democrazia e la pace. Noi rifiutiamo totalmente la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti. Siamo contro il riarmo e il commercio di armi. Esigiamo la fine della repressione e criminalizzazione della protesta sociale. Condanniamo l’intervento militare straniero negli affari nterni degli altri paesi. Esigiamo la fine dell’embargo e delle sanzioni come strumenti di aggressione ed esprimiamo la nostra solidarietà con chi ne soffre le conseguenze.
Chiamiamo a rafforzare l’alleanza su questi temi principali e a incrementare le azioni in comune.
Continueremo a mobilitarci attorno a queste questioni fino al prossimo Forum Sociale Mondiale.
Constatiamo che ora abbiamo forza maggiore per intraprendere una lotta in favore di un mondo diverso, senza miseria, fame, discriminazione e violenza; in favore della qualità della vita.
Queste proposte fanno parte delle alternative elaborate dai movimenti sociali di tutto il mondo. Si basano sul principio secondo il quale gli esseri umani e la vita non sono merci; affermiamo inoltre l’impegno per il benessere e i diritti umani di tutte e di tutti.

Cantiere Sociale TerraTerra

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