Firenze: una grande lezione di politica

Si è concluso con uno straordinario successo il Forum Sociale Europeo.
Trentamila delegati di 105 paesi hanno partecipato ai 160 seminari e discusso per cinque giorni sui problemi che affliggono il nostro pianeta: agricoltura, carenza idrica, Ogm, lavoro e precarietà, emigrazione e di tanto altro ancora. Firenze ha rappresentato un momento straordinario di democrazia partecipata diventando la capitale dell’ “Altre Europa”, quella della pace, della giustizia sociale, del no al neoliberismo che distrugge i diritti di base come il lavoro, la salute, l’istruzione ed accresce il divario fra paesi ricchi e paesi poveri.
Questo immenso laboratorio è confluito nella manifestazione contro la guerra (la più grande manifestazione europea degli ultimi anni contro la guerra) del 9 Novembre: un milione di persone, provenienti da tutta Europa, si sono riversate nelle strade di Firenze per gridare in maniera forte e chiare “NO ALLA GUERRA”, divenuta strumento di dominio imperialista.
Il movimento ha parlato la lingua della nonviolenza e della disobbedienza civile, divenuti oggi, più che in passato, strumenti essenziali della rivoluzione.
E’ stato un laboratorio della vera politica, quella fatta di utopie, di sogni, di speranze, di voglia di lottare per cambiare il mondo. Lontana dalla politica fatta di intrighi, manovre e trasformismi che pervade il nostro paese ed il mondo intero. Queste speranze sono affidate in primo luogo alla costruzione
di un grande movimento di massa capace di trasformare radicalmente la società con la speranza che le forze politiche e sociali, che tutt’ora sono lontane dal movimento, ne comprendano a pieno la forza rivoluzionaria.
Con dispiacere abbiamo constatato l’assenza dei DS (fatta eccezione per la sinistra interna), del movimento dei Girotondini, di parte delle forze sindacali Cisl e Uil e di una larga fetta della cosiddetta “società civile”.
Ci auguriamo che il documento finale sottoscritto dai delegati di Firenze al FSE possa diventare una piattaforma politica su cui poter rilanciare la costruzione della sinistra d’alternativa non soltanto in Europa e in ltalia, ma anche nella nostra città che da qui a qualche anno porterà al governo della stessa una nuova classe dirigente che, a nostro aivvso, deve essere capace di ascoltare le esigenze reali di tutti i cittadini a partire proprio dai temi discussi e approfonditi a Firenze.

Cantiere Sociale TerraTerra

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