Intervista a Adriano D’Amico, avvocato dell’Osservatorio regionale sui CPT calabresi, a cura di meltingpot.org

Domanda: Voi come Osservatorio state per presentare un esposto alla Procura della Repubblica sul CPT di Lamezia Terme…
Risposta: In effetti noi abbiamo fatto questo lavoro: abbiamo raccolto una serie di articoli che da qualche mese compaiono sui giornali locali, abbiamo fatto un resoconto di questi articoli prendendo le dichiarazioni incredibili che hanno fatto vari parlamentari e altre persone che a vario titolo sono entrati nel CPT. Le persone che sono entrate denunciano una serie di cose abbastanza gravi, che violano la legge che istituisce i CPT. Noi siamo per la chiusura del CPT e di tutti i centri. Ma la legge che li istituisce prevede alcune cose che in questo momento vengono assolutamente violate: non è possibile che in un CPT ad esempio non ci sia l’acqua calda, non ci siano i servizi igienici, non ci sia un medico a disposizione delle persone che stanno all’interno, non ci sia la possibilità di rivolgersi liberamente ad un avvocato.
Per esempio nel CPT di Lamezia Terme la Cooperativa Malgrado Tutto ha una specie di sovvenzione con un avvocato della loro cooperativa che poi va a gestire tutte le cause con i risultati che vi potete immaginare.
Stiamo cercando di mettere in luce tutti questi aspetti e racchiuderli in questo esposto che abbiamo già scritto e dobbiamo presentare al vaglio di tutti i compagni che stanno lavorando con noi a questo esposto da presentare alla Procura della Repubblica.
Su questo volevo dire che ci sono dei precedenti che ci fanno pensare che possa andare a buon fine.
A Lecce i titolari della cooperativa che gestiva il CPT sono stati tutti quanti rinviati a giudizio perché sono emerse nei loro confronti delle questioni abbastanza serie proprio sulla base di un esposto che altri compagni hanno presentato alla Procura della Repubblica.

D: Tra l’altro il CPT di Lamezia Terme è stato indicato, nel recente rapporto dei Medici Senza Frontiere, come uno tra i CPT peggiori d’Italia…
R: Sicuramente. E poi c’è anche un’altra cosa. Ci chiedevamo come sia possibile che alcuni di quelli che fanno parte della cooperativa, ad esempio il famigerato Raffaello Conte, abbiano avuto in passato precedenti penali specifici, siano stati coinvolti in vicende giudiziarie specifiche per la questione della gestione di denaro pubblico che doveva essere tenuto a fini umanitari. Mi sto riferendo alla questione della gestione di fondi che c’è stata e che è stata contestata a Raffaelo Conte per la missione arcobaleno.
Noi ci siamo anche chiesti questo, come è possibile che la Cooperativa Malgrado Tutto sia gestita da persone che comunque, da questo punto di vista, non sono completamente puliti anche se esiste la presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato. Ma su questa cooperativa c’è sicuramente qualche velo che deve essere tolto. Questo è un altro aspetto che stiamo curando come osservatorio.

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