Assemblea dei movimenti calabresi

Segue l’appello per l’assemblea dei movimenti calabresi, promossa dall’Arci Crotone e dal settimanale Carta, che si terrà a Crotone sabato 15 marzo 2008.

“Contro n’drangheta, massoneria, malapolitica
LA CALABRIA CHE R-ESISTE
Per un patto regionale dei movimenti”

15 marzo 2008 – ore 10:30 – Libreria Cerrelli Crotone

Cari compagni,
sabato 15 marzo alle ore 10.30 presso la Libreria Cerrelli, a Crotone, terremo una assemblea plenaria con tutti i movimenti e con tutte le realtà territoriali che si muovono nell’area della sinistra e che si battono per la difesa del territorio, dell’ambiente, per i diritti di cittadinanza, per il lavoro, contro la n’drangheta, il clientelismo ed il malaffare.
L’iniziativa, indetta da noi e principalmente dal settimanale CARTA, vedrà la presenza di Gigi Sullo (Direttore di CARTA) ed è mossa dall’esigenza di ricostruire un tessuto ed un agire comune tra le diverse realtà ed esperienze che agiscono sul territorio calabrese.
Dopo Genova e la stagione dei movimenti, anche in Calabria, a nostro avviso, è urgente e necessario ricostruire spazi e luoghi comuni di azione politica, dar vita a reti o coordinamenti, per rafforzare le singole esperienze di movimento territoriale e riaprire una stagione di lotta e di resistenza a partire dalla nostra regione e dall’intero Mezzogiorno.
Vi chiediamo, quindi, senza primogeniture o ricette prestabilite, di contribuire alla costruzione di questo percorso politico, ognuno rappresentando le proprie istanze e le proprie opzioni politiche e di aderire all’assemblea organizzata per giorno 15 a Crotone.
Sarebbe utile, a nostro avviso, per meglio articolare la discussione, che ogni realtà di movimento che decida di partecipare all’iniziativa, produca documenti, lettere, storie e proposte, così da avere, già in via preliminare, del materiale di approfondimento per l’assemblea plenaria.
L’idea è, infatti, quella di dar vita ad una unica assemblea plenaria, ma se ravvisate la necessità di svolgere prima una serie di gruppi tematici, per arrivare all’assemblea plenaria, vi preghiamo di comunicarlo tempestivamente per modificare il programma complessivo dell’iniziativa.
Nell’attesa di proposte, idee e suggerimenti, vi chiediamo di dare adesione ufficiale all’iniziativa del 15 mrzo a Crotone, attraverso una e-mail di risposta, così da poter chiudere il manifesto con in calce tutte le adesioni.
Di seguito un documento che da Crotone abbiamo prodotto per l’occasione.
Grazie e buon lavoro a tutti…La situazione politica economica e sociale cui stiamo assistendo, obbliga tutti noi compagne e compagni della sinistra di alternativa calabrese, ad una riflessione attenta e ponderata.
La caduta del governo Prodi, il disastro della giunta Loiero e di tutto il gruppo dirigente della sinistra di governo, rendono urgente una azione di cambiamento nelle politiche e nelle azioni della sinistra di alternativa, per ridare fiato ad una proposta di rottura che risponda colpo su colpo alla drammatica deriva neoliberista che attraversa tutto il panorama politico nazionale, sinistra compresa.
Siamo di fronte ad un arretramento significativo delle politiche di sinistra, che ha portato, di fatto, ad un impoverimento reale delle classi lavoratrici, ad una ulteriore precarizzazione del lavoro, ad una riduzione dei diritti acquisiti, ad un arricchimento delle imprese foraggiate con aiuti di stato inediti e massicci; ma anche un disastro morale che ha provocato disillusione, disincanto, perdita di fiducia, distacco dalla politica e dall’impegno attivo, demoralizzazione.
Riteniamo necessario, riaprire una discussione seria e attenta a sinistra partendo dalla drammatica situazione in cui versa la Calabria, periferia d’Europa, che rappresenta la cartina di tornasole della polverizzazione sociale e dello sfruttamento totale che il sistema capitalistico produce.
La Calabria si presenta come una Regione in perenne crisi politica, destabilizzata socialmente ed economicamente, ridotta a mattatoio per uomini da una criminalità organizzata, la n’drangheta, sanguinaria e proterva il cui proliferare mette a repentaglio l’esistenza stessa dello Stato di diritto nella regione. D’altro canto, però, in Calabria, e su tutto il territorio nazionale, durante questi ultimi anni, si registra un fermento di lotta dal basso che si traduce nel fiorire di svariati movimenti di resistenza e difesa territoriale. Da Vicenza alla Val di Noto, dai No Tav alle popolazione campane in lotta, rinasce e si concretizza una nuova stagione di lotte per l’affermazione di diritti e giustizia sociale, contro logiche neoliberiste di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e del capitale sulla natura. E ancora, le lotte territoriali di Gioia Tauro e Crotone, contro logiche di mercificazione e sfruttamento coatto delle risorse naturali, e contro il profitto criminale delle n’drine che da sempre gestiscono il ciclo dei rifiuti legale e illegale, hanno visto migliaia di cittadine e cittadini, lavoratori, studenti, pensionati, respingere dal basso scelte colonialiste e predatorie, dimostrando come un’altra Calabria sia ancora possibile.
“La Calabria è Bella quando si Ribella” diceva uno striscione apparso a Cosenza il 2 febbraio scorso, dove dopo oltre sette anni, il movimento che da Genova aveva generato proposte e speranze per una prospettiva altermondista, radicale e alternativa, si è ritrovato in piazza per chiedere libertà e giustizia per quei compagni del movimento, criminalmente arrestati, accusati di terrorismo e reati di opinione, capro espiatorio di un chiaro monito repressivo sferrato dal capitale e dalle sue rappresentanze, nei confronti di chi dissente.
Una manifestazione radicale e partigiana che ha visto confluire le tante anime del movimento, dimostrando che in Calabria esiste una risposta concreta alle barbarie che il capitalismo moderno produce.
Alla luce di questi fatti, è necessario, a nostro avviso, ricomporre una rete di resistenza sociale capace di generare dissenso, vertenze e conflitto, proponendo un patto di mutuo soccorso regionale – così come si sta sperimentando a livello nazionale – per discutere, porre problemi e diventare punto di riferimento per tutte quelle realtà che si sentono isolate o che soffrono una condizione di disagio. Negli anni passati, infatti, i vari movimenti sono stati in grado di generare momenti alti di opposizione sociale, mancando, però, l’appuntamento alla ricomposizione ed al ricompattamento.
L’obiettivo è dunque quello di superare le distanze e segmentazioni delle tante esperienze di questi anni, riunendo risorse e forze per realizzare nessi, legami, relazioni anche nella riflessione e nella elaborazione.
L’assemblea di Crotone del 15 marzo può costituire il punto di partenza per creare quello spazio in cui quel fitto mosaico di esperienze e pratiche di lotta, ad ora frantumato, possa reincontrarsi, analizzare i malesseri di questa regione e i meccanismi che determinano la degenerazione di gran parte del sistema politico, l’impoverimento sociale, l’uso scriteriato del territorio che favorisce l’espansione di una sempre più potente borghesia criminale e che alimenta marginalizzazione, esclusione, dipendenza.
La parola chiave è “legame sociale”: una rete di rapporti tra soggetti collettivi e soggetti individuali che non si rassegnano all’esistente e nel vivo di pratiche e concrete esperienze di movimento danno il senso della possibilità di cambiamento nella nostra martoriata e vilipesa regione.
Oggi, di fronte agli attacchi che certamente si coaguleranno nei prossimi mesi questa esigenza di rete è mai come adesso indispensabile a partire dal rafforzamento, e allargamento, degli strumenti oggi a disposizione: i patti contro guerra e precarietà, le mobilitazioni femministe, quelle ecologiste, le lotte per i diritti dei migranti, i grumi di resistenza nel mondo del lavoro. Una capacità vertenziale quindi e di generalizzazione delle resistenza, che passi dalla condivisione delle istanze e delle lotte, per dare assetto, partendo dalle realtà territoriali, ad una costituente dei movimenti che da sinistra contrastino il sistema e le logiche di sfruttamento che questo genera.
La resistenza sociale si regge sull’unità di azione attorno a piattaforme qualificanti, non mediate al ribasso e forti nella loro radicalità. Tutta l’esperienza degli ultimi anni dimostra questa realtà. Su guerra, ambiente, femminismo, diritti civili, lavoro e precarietà si possono costruire ampie mobilitazioni più forti e più ampi coordinamenti di lotta ma non ci possono essere ambiguità o esitazioni sulle piattaforme. L’esperienza degli ultimi anni, le piattaforme prodotte, le sperimentazioni di movimento realizzate sono acquisizioni da cui si parte, non esperienza da accantonare. Pertanto l’autentica novità dovrà essere rappresentata soprattutto dalla reale convergenza tra enunciazioni di principio e pratica politica.
Tra i promotori dell’appuntamento di Crotone, oltre ai movimenti di Cosenza, Crotone, Gioia Tauro, Lamezia, Reggio Calabria, vi è il settimanale Carta, il cui interesse verso la Calabria, risale a tanto tempo fa, all’epoca del “Cantiere” del 2003 sulla questione meridionale a Cosenza. Da allora questo interesse si è mantenuto costante e coerente concretizzandosi in una serie di interventi sulla situazione regionale e sulle diverse iniziative che il variegato arcipelago del movimento calabrese ha messo in atto in questi ultimi anni, raccogliendo testimonianze e contributi sulle questioni al centro della crisi politica e sociale della regione.

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