Emergenza Ambientale: contro inciuci e malaffare

Il quadro a tinte fosche della vicenda ambientale si arricchisce sempre più di nuove sfumature. E cosi nello scorso consiglio comunale si è consumata l’ennesima farsa ai danni della collettività lametina. Il Sindaco e la sua maggioranza sono andati in minoranza per l’inconsistenza della proposta e passa invece una mozione populista del Popolo delle Libertà: una commissione consiliare di indagine per monitorare la situazione ambientale e per verificare l’operato del sindaco, della giunta e della Multiservizi. Una commissione chiaramente composta dagli stessi responsabili politici della attuale disastro ambientale.
Ancora, alcuni consiglieri comunali hanno finanche chiesto al Sindaco la realizzazione di un inceneritore (o termovalorizzatore per chi cerca di camuffare dietro un termine una bugia) e per tutto risposta, il nostro caro “Sindaco ambientalista” non dà parere negativo ma rimanda a “responsabilità superiori” dicendo soltanto che “si tratta di scelte che non dipendono direttamente dall’autorità comunale”.
Noi ci chiediamo come mai di fronte a scelte che riguardano tutta la collettività, le decisioni vengono prese da un ristrette ceto politico che tra l’altro non rappresenta nessun volere popolare visto il trasformismo che ha caratterizzato questa Giunta e, trasversalmente, il centrodestra ed il centrosinistra a Lamezia Terme: a questo punto, proponiamo a Gianni Speranza, di dare un posto in giunta anche a Ugo De Sarro così tutti gli ex avversari politici del Sindaco non si sentiranno discriminati!
Sarebbe stato opportuno, a nostro avviso, coinvolgere la popolazione lametina e, in maniera democratica e dal basso, decidere quali emergenze ambientali affrontare e soprattutto come risolverle.
Invece, come al solito, sono prevalse le logiche autoritarie e di ceto nonostante il programma di governo parlasse esplicitamente di bilancio partecipativo, ma visto le ultime affermazioni, forse il Sindaco non ha ben chiaro chi devono essere i soggetti principali di questi strumento politico e decisionale!
E così il lametino continua ad essere una sorta di “zona franca” dove tutto è permesso e tutto è possibile: cementificazione selvaggia, abusivismo, piccole e grandi discariche abusive, pale eoliche, antenne telefoniche in zone sensibili (ospedale e scuole), nuove e più grandi discariche, impianti di depurazione che continuano a non voler essere fatti funzionare.
Contro questa politica di devastazione ambientale, contro gli interessi palesi ed occulti che si celano dietro finti comitati popolari e ceto politico, noi proponiamo una contropiattaforma che tenteremo di renderla visibile con le lotte in città. Pochi e chiari punti qualificanti:
1) No alla realizzazione della nuova discarica di località Stretto;
2) per una raccolta differenziata porta a porta;
3) per l’avvio del programma “Rifiuti zero entro il 2012;
4) per una gestione pubblica, trasparente e dal basso dell’impianto di depurazione consortile;
5) no all’installazione selvaggia di impianti eolici che devastano colline e montagne;
6) per una politica ambientalista che metta al primo posto la difesa dell’ecosistema, della salute dei cittadini, la trasparenza amministrativa e la partecipazione dal basso dei cittadini e delle realtà ecologiste attive sul territorio lametino.
Con questa piattaforma, avvieremo una serie di iniziative di lotta e di contrinformazione sulle quali chiediamo il sostegno concreto alla cittadinanza e a tutte quelle realtà sociali che, in questi anni, si sono opposte alle politiche di devastazione ambientale ed affaristico-clientelari espresse da un ceto politico cittadino sempre più autoreferenziale.

Sinistra Critica
Collettivo Macondo

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