Con il pretesto di contrastare la clandestinità i provvedimenti del Governo e del Parlamento colpiscono tutti gli immigrati, soprattutto coloro che vivono e lavorano regolarmente nel nostro paese rispettando le leggi. Si tratta di un meccanismo simile alla patente a punti, solo che in ballo non c’è la possibilità o meno di guidare una macchina, ma il rischio per un immigrato regolare, cioè dotato di regolare permesso di soggiorno, di vederselo revocare ed essere rispedito al paese di provenienza, perdendo tutto quello che nel frattempo si era costruito in Italia: un lavoro, un’abitazione e forse anche una famiglia!
Prevede il permesso di soggiorno con un totale di dieci crediti, che vengono scalati in caso di “comportamenti illeciti”, fino ad arrivare all’espulsione una volta esaurito il punteggio. Proprio come la patente, al punto che si prevede perfino la possibilità di recuperare i punti persi attraverso appositi corsi di integrazione.
Però per ottenere il permesso di soggiorno a punteggio pieno sarà necessario dimostrare di avere i seguenti requisiti:
1) un “livello adeguato” di conoscenza dell’italiano;
2)’adesione alla “Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione” sancita dal ministero dell’Interno;
3)la “conoscenza basilare delle regole fondamentali dell’ordinamento giuridico”.
4)al momento del rinnovo il cittadino extracomunitario dovrà non solo dimostrare di non aver avuto nel frattempo nessuno dei “comportamenti illeciti”, ma dovrà anche consolidare quelli rimasti mediante “superamento di un corso per verificare il livello di integrazione sociale e culturale”, e dimostrare di aver raggiunto “un livello adeguato di partecipazione economica e sociale alla vita della comunità nazionale “.
Vengono ostacolati ancora di più i matrimoni misti, per cui nessun immigrato può sposarsi se prima non ha ottenuto il permesso di soggiorno, con i comuni che potranno perfino controllare la “idoneità alloggiativa” della casa in cui i coniugi intendono andare a vivere. C’è l’aumento di 200 euro alla tassa di 70 euro che l’immigrato paga per ottenere il permesso, con la scusa provocatoria che metà di questa sovrattassa servirà a finanziare un “fondo” finalizzato a “progetti di sviluppo locale” nei paesi che accettano accordi per la limitazione dei flussi, in base allo slogan “AIUTARLI A CASA LORO PER ESSERE PIÙ SICURI A CASA NOSTRA”: fanno 540 euro l’anno a persona, nel caso di permesso rinnovato ogni sei mesi. E c’è perfino l’obbligo per i medici di denunciare i “clandestini” che ricorrono alle loro cure!
Questo insieme di provvedimenti contraddicono le normativeinternazionali sui diritti umani fondamentali inoltre la stessa Costituzione italiana che afferma la parità dei diritti tra le persone, senza distinzione di sesso, razza, lingua o religione.
In questo modo si stravolge sia la carta delle nazioni unite dell’ ONU sia la normativa umanitaria del nostro paese. Molte persone che giungono in Italia come clandestini fuggono dai loro paesi per evitare le persecuzioni politiche e noi abbiamo il dovere di ospitarli, così come durante la dittatura fascista molti grandi Italiani riuscirono a salvarsi, grazie all’ospitalità offerta dagli Stati liberali e democratici ( come Sandro Pertini).
Altri sfuggono dalla miseria, quella stessa in cui molti Italia evitarono emigrando in altri Stati e contribuendo con le loro rimesse a rendere l’Italia più industrializzati del mondo.

Francesco

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