Pubblichiamo lo sfogo di una studentessa lametina in seguito alla rissa di sabato 5 settembre in Piazza Mercato Vecchio.

E’ iniziato settembre, si ritorna in città ed è tutto nella normalità. In una città come Lamezia Terme le attrattive e gli svaghi non sono numerosi, i locali più frequentati sono pochi, situati più o meno nella stessa zona, la stessa in cui noi giovani siamo soliti riunirci per trascorrere una tranquilla serata, almeno queste sono le intenzioni… Piazza Mercato Vecchio, quella che da tempo è diventata la piazza dei giovani, la nostra piazza, si riempie di nuovo. Il 5 settembre è stato il giorno del Music Against Ndrangheta, un evento pubblicizzato ma forse non abbastanza, una manifestazione di cui si è parlato in questi giorni, ma quanti sanno cos’è successo poco dopo a non molta distanza dal palco? Perché quella stessa sera se da una parte la “cittadinanza sana” di Lamezia manifestava tra parole e note contro la criminalità organizzata, dall’altra, come al solito, per un motivo o per un altro “scattava la rissa”.Ho volutamente scritto “come al solito”, perché ormai è cosa risaputa che ogni sabato, se non più volte la settimana, Piazza Mercato Vecchio si trasforma in un ring. Sembra quasi di stare al cinema: da un lato gente che urla, si dimena, mentre volano schiaffi,calci e pugni, dall’altra gli spettatori, decine e decine di persone che stanno lì a guardare ma che magicamente appena gli si chiede un’informazione è come se non avessero visto nulla. La notte di domenica 6 all’1,30 circa il tutto è iniziato tra insulti e urla ma fino a quel punto, è triste dirlo, nessuno si è stupito di nulla, sono scene che rientrano ormai nella nostra quotidianità, finché alcuni ragazzi sono entrati nel Banshee, club al centro della piazza, all’interno del quale c’era gente che si è ritrovata non volutamente coinvolta, e lo hanno chiuso abbassando violentemente la saracinesca dall’esterno. Poi ancora urla e colpi alla saracinesca mentre quegli stessi ragazzi rimanevano lì, non si preoccupavano minimamente di scappare…del resto di cosa dovevano avere paura? Avevamo chiamato la Polizia e i Carabinieri ma sapevamo che tanto sarebbero arrivati tardi. Così il tutto accadeva mentre decine di persone erano lì, attonite davanti a quello che stava succedendo. Nessuno parlava, eravamo tutti paralizzati perché quella notte si stava davvero superando ogni limite. Forse sì, la colpa è anche nostra, avremmo potuto fare qualcosa, ma è difficile fare gli eroi se non ci si sente tutelati da chi dovrebbe farlo, se ci si sente soli davanti a certi eventi. Che altro avremmo potuto fare noi se non chiamare la Polizia? Che altro avrei potuto fare io? E sarebbe più difficile anche che certe cose accadessero se chi compie determinati atti avesse paura dell’intervento di coloro che dovrebbero mantenere l’ordine pubblico. E invece? “Lo rilasciamo per ordine pubblico…” queste le parole di un agente quando due ragazzi hanno dimostrato l’intenzione di denunciare chi l’ordine pubblico l’aveva evidentemente disturbato. Perché se la polizia quella sera, come altre volte, è arrivata con più di mezz’ora in ritardo, una volta sul posto ha dimostrato di essere inefficiente. Quella sera noi ragazzi eravamo sì indignati per le scene alle quali avevamo assistito ma sopratutto dall’incapacità di reazione delle forze dell’ordine. Passate le 2,00, dopo più di mezz’ora dalla prima chiamata, e in quel frangente di tempo poteva succedere di tutto, è arrivata la prima volante, quella della Polizia, seguita da quelle dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Possibile che non si sia riusciti a fare nulla? Ma sopratutto è possibile che ci si rifiuti di fare qualcosa dopo che due ragazzi, i primi ad avere il coraggio di reagire, chiedono espressamente di denunciare chi ha causato disordini (per dirlo in maniera molto lieve)? Il 6 notte abbiamo davvero toccato il fondo e ciò che spaventa e che dispiace allo stesso tempo è il fatto che ormai siamo abituati a certe scene, non ci stupiamo più, la rissa a fine serata rientra nella normalità. E questa normalità è ormai nota a tutti! E’ possibile che mentre tutti sanno nessuno faccia niente? Si fa forse finta di non sapere? E’ una zona che dovrebbe essere luogo di controllo e invece abbiamo avuto i poliziotti in borghese nella zona pedonale,a pochi metri, dove non succede nulla, abbiamo le telecamere in giro per la città e a Piazza Mercato Vecchio che ormai è diventato il luogo più pericoloso? I carabinieri ci vengono, ma nei momenti di tranquillità a chiedere i documenti a ragazzi che lì ci stanno solo per parlare e non certo per provocare risse. Ci si preoccupa dei lametini che scappano dalla città, dei giovani che preferiscono andare a studiare fuori e poi non sembra si faccia nulla per fermare la discesa di Lamezia verso l’inciviltà. Ormai è come se la gente sia stata legittimata a farsi giustizia da sè. Siamo arrivati al punto che si deve avere paura a girare per il centro della città perchè si rischia di essere coinvolti in una rissa da un momento all’altro…dovremmo rassegnarci al fatto che certe cose vanno così? Dovremmo smettere di frequentare determinati luoghi invece di reagire? Sabato al Music Against Ndrangheta si parlava della società civile che ha il dovere di ribellarsi, ma come si fa se è l’intero sistema che non funziona? Forse anche le manifestazioni contro la mafia rientrano nei rituali di questa strana normalità? Come si fa a rispettare chi rappresenta le istituzioni in divisa se invece di stare dalla nostra parte ignora le nostre richieste e viene chiamato per nome dalle persone dalle quali dovremmo essere difesi? E mentre con un misto tra sconforto e amarezza ci rendiamo conto che l’atmosfera è diventata invivibile mi sembra lecito chiedersi: quanti di noi torneranno per cercare di cambiare le cose in qualche modo? Vale la pena di tornare in questa Lamezia che è sempre più abbandonata a se stessa?

C.T.M. studentessa universiataria

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