Finalmente ci siamo, dopo una lunga attesa è uscito il nuovo album dei Punk Virus, “Fiumi di rabbia”, titolo che è giù un programma. Cambiano le sonorità e i testi rispetto al vecchio “Noi vi Odiamo”, segno che Mariuccio, Simone, Giginello e Fabrizio non scherzano, anzi lasciano capire una maggiore maturità sia da un punto di vista musicale che dai contenuti. Sparisce la goliardia dai testi per fare spazio solo a rabbia e disagio sociale, problematica trattata sempre di meno nel panorama musicale stradaiolo calabrese. Chi come noi li aveva ascoltati prima di questo album (noi avevamo avuto modo di apprezzarli al Music Against ndrangheta 3 del 2008) resterà stupito nel sentire questo nuovo lavoro. Iniziamo con “sopravvissuto” che parla di chi ogni giorno è costretto a subire i pregiudizi di un sistema che ti chiude gli spazi e a quel punto ti resta solo la musica per esprimere ciò che si ha dentro. Quindi è la volta di “Costretti a sanguinare” che nelle prime strofe lancia un messaggio chiaro: “costretti alla rabbia e alla disperazione, l’eterna illusione di un mondo migliore”. La terza traccia sta li a mostrare l’attaccamento alla propria città, in questo caso “Catanzaro”. Città dai mille problemi, città che non offre spazio ai giovani. La canzone si chiude con un chiaro avvertimento… “Rifiuto” invece si può considerare una ballata anarchica, l’urlo di chi non si riconosce negli schemi imposti dal sistema, nelle leggi e nello stato di polizia. La quinta canzone è “Fiumi di rabbia”, che dà il titolo all’album. Compare il tipo coro skinhead “OI”!, cultura alla quale il gruppo si richiama. La canzone è un vero e proprio grido, come d’altronde è consuetudine ormai per i Punk Virus, ma senza pessimismo, anzi con il chiaro obiettivo del cambiamento. Sembra un cambio di genere musicale l’inizio di “Volti Infastiditi”, sensazione che dura solo pochi secondi. Altro grido, altro avvertimento: “non sopporto più questa situazione, odiato e deriso da tutte le persone. Di abbassar la testa mi sono stancato, da oggi basta, mi sono ribellato”. E arriva l’impegno sociale al 100% con “Dall’alto al basso” canzone che parla delle condizioni di lavoro degli operai. Denuncia la situazione di sottomissione al padrone, l’illusione di cambiare vita, gli incidenti sul lavoro, esprime solidarietà agli operai. L’album si chiude con “vomito”, titolo che di certo non andrà bene ai perbenisti. In effetti la canzone sputa, anzi vomita, rabbia contro la società, la città, le menti che non cambiano, la legge e l’autorità, l’oppressione e chi nega la libertà. Se vi piace l’Oi e un certo tipo di musica impegnata non vi resta che ascoltare quest’album e sostenere questa band che sul prioprio myspace (http://www.myspace.com/punkvirus3) scrive: “Crediamo in pratiche quali l’autoproduzione della musica, mezzo per opporsi alle dilaganti logiche del mercato; l’autogestione degli spazi, per luoghi al di fuori dai canoni e dagli stereotipi che il sistema ci impone”. Probabilmente ci sarà qualcosa ancora da migliorare (di certo non nei testi), ma questo non è un problema per i Punk Virus, giovani stradaioli che hanno dimostrato chiaramente quanto le sfide li motivino.
C’è chi non ha intenzione di arrendersi!

Annunci