azioneantifaCredevamo che i valori del 25 aprile fossero patrimonio condiviso della sinistra e di tutti i sinceri democratici ed antifascisti della città.
Credevamo che episodi di violenza squadrista e da picchiatori repubblichini fossero atti da condannare senza se e senza ma.
Credevamo che la Costituzione Italiana – tanto difesa dai mentori cittadini della legalità – fosse ancora in vigore anche a Lamezia Terme e che la “ricostituzione del partito fascista” e “l’apologia del fascismo” fossero cosa vietato.
Credevamo che gli eventi della scorsa notte, dove alcuni militanti antifascisti di Altra Lamezia sono rimasti vittime di una vile e violenta aggressione (con tanto di ricovero in ospedale), fossero motivi sufficienti a mobilitare i politici, il consiglio comunale, il Sindaco, le associazioni e tutte le forze democratiche che ancora operano nella nostra città.
Ci viene il dubbio (diventato poi certezza) che se ad essere pestato fosse stato non un giovane militante – che pure ha contribuito alla vittoria del centrosinistra – ma uno dei tanti politici della cosiddetta sinistra lametina che hanno calcato la scena elettorale in città durante la trascorsa tornata elettorale, sicuramente le manifestazioni di solidarietà non si sarebbero potute contare!
Credevamo infatti che l’entusiasmo, manifestato dal centrosinistra in città all’indomani della vittoria elettorale, per il “ritrovato” impegno di molti giovani in politica, si tramutasse anche in solidarietà concreta agli stessi giovani tanto glorificati.
Delusi da tutto ciò ma consapevoli che la vera anima democratica ed antifascista di questa città possa risvegliarsi dal torpore e dal disincanto politico, abbiamo manifestato tutta la nostra rabbia e la nostra voglia di lottare per cambiare questa città, nella solitudine di una manifestazione serale per l’anniversario del 25 aprile.
Da questa manifestazione quindi vogliamo ripartire, per avviare un percorso partecipato e dal basso, tentando per l’ennesima volta il coinvolgimento di tutte le realtà politiche e sociali presenti in città, chiamandole in causa una per una a partire dai partiti della cosiddetta sinistra radicale che in questa vicenda hanno dimostrato tutta la loro superficialità.
L’obiettivo a breve termine è quello di una ASSEMBLEA REGIONALE ANTIFASCISTA da tenere a Lamezia, come prima risposta all’arroganza fascista ma anche come forma di riappropriazione di spazi democratici andati perduti e che ci appartengono.
Un assemblea come momento alto di discussione sulle odierne forme del fascismo – celate e manifeste – che l’attuale crisi economica mondiale ha riportato a galla sotto mentite spoglie.

Lamezia Antifascista

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