Il lavoro dovrebbe essere un diritto fondamentale per tutti. Il lavoro dovrebbe essere la normalità di tutti. Purtroppo non è cosi. Si studia, si fanno sacrifici tanti anni per restare disoccupati e, se va bene, precari. Il contratto a tempo indeterminato, anche da semplice dipendente, diventa un sogno come qualche tempo fa poteva essere quello di fare il medico. In una città con un tasso elevatissimo di disoccupazione come Lamezia Terme si dovrebbe fare di tutto per incentivare nuovi posti di lavoro e salvaguardare chi il lavoro ce l’ha, ma purtroppo la crisi si fa sentire ancora più forte dove la situazione non è delle migliori e cosi impianti di produzione come la Treofan chiudono lasciando trenta famiglie per strada.
A questo si aggiungono anche i tagli della finanziaria che, anziché ritoccare i costi della politica o le spese inutili quali gli armamenti militari o le missioni all’estero, vanno a pesare sulle classi già a rischio, ovvero i precari. Due esempi si possono trovare già nella nostra città.
Da una parte ci sono i precari della scuola, uniti oggi nel comitato scuola precari Lamezia Terme, che in questi giorni hanno portato avanti lo sciopero degli scrutini per protestare contro i tagli alla scuola che impedirebbero a molti di loro, lavoratori con contratto annuale, non solo a non essere assunti a ruolo, ma a non avere riconfermato nemmeno il contratto annuale. Situazione questa che colpirà in modo particolare le regioni del Sud.
Dall’altra i ricercatori e i precari dell’Ispesl, in stato di agitazione dopo la notizia dei tagli a questo ente che inciderà, anche in questo caso, sui posti di lavoro.
Altra Lamezia ancora una volta si schiera al fianco di tutti i lavoratori in lotta per difendere il proprio posto di lavoro, siano essi docenti o ricercatori o impiegati o operai e appoggia incondizionatamente tutte le forme di protesta che metteranno in atto.

Collettivo Altra Lamezia

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