È quanto ci domandiamo dopo la notizia del sequestro di un’area lunga circa 4 km lungo gli argini del fiume Gaccia tra i comuni di Feroleto Antico e Pianopoli dove sono state trovate sepolte tonnellate di rifiuti di ogni genere, compresi rifiuti speciali.
Rifiuti speciali, come quelli che a breve inizieranno a confluire nella costruenda discarica privata di località Carratello, sempre nel comune di Pianopoli, l’ennesimo scempio ambientale, questa volta legalizzato, che verrà realizzato sul nostro territorio.
Quello che ci preme è porre l’attenzione sulla grave emergenza ambientale che a poco a poco sta acquisendo connotati sempre più preoccupanti e che investe più settori e più zone del nostro territorio.
Se a Pianopoli si deve fare i conti con la grave situazione del fiume Gaccia e con le anomalie e le varie vicende giuridiche relative alla discarica di rifiuti speciali, qualche kilometro più avanti, questa volta nel territorio di Marcellinara, si resta increduli di fronte al fumo che continua a uscire da mesi dalla Seteco, fabbrica che produceva fertilizzanti e che è stata posta sotto sequestro ben due volte. A cosa sia dovuto quel fumo continuo e quella puzza nessuno ha saputo dare una risposta o, forse, semplicemente non ci è dato saperlo.
Tornando verso Lamezia, tra montagne deturpate da inutili pale eoliche si arriva in località Stretto dove tra poco verrà realizzata la terza vasca della discarica consortile di Lamezia. Lamezia con le sue campagne e i suoi fiumi pieni di rifiuti ingombranti e di eternit, Lamezia con la sua cava abusiva sulla montagna, Lamezia con tutti i problemi della depurazione, Lamezia con una zona industriale che produce poco in termini di occupazione ma tanto in termini di rifiuti. Un recentissimo articolo del “Il Lametino” ha evidenziato due collinette “anomale” proprio nella zona industriale ex SIR. La prima sarebbe composta da fibre di vetro prodotte nelle vicine fabbriche ora dismesse, la seconda probabilmente un cumulo di fanghi della depurazione.
Si parla di depurazione e si pensa al mare, dove il problema non è solo quello dell’inquinamento da fogna. È di pochi mesi fa la notizia, apparsa su tutti i giornali locali, della probabile presenza di una nave affondata nel Golfo di Lamezia che potrebbe essere proprio una delle tanto famose navi dei veleni.
Nessuno ha interesse a fare chiarezza, nessuno si muove per bonificare i siti inquinati e per evitare altri ecomostri e in tutto questo ci si prende pure il lusso di autorizzare discariche di rifiuti speciali come quella di Pianopoli e centrali a biomasse come quella che si vuole realizzare a Panettieri.
Di fronte a tutto questo non ci resta altro che fare rete e pretendere sempre con maggior forza un diritto all’ambiente e alla salute che imprenditori senza scrupoli, ‘ndrangheta, politici senza palle e spesso compiacenti pian piano ci stanno togliendo!

Collettivo Altra Lamezia

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