In tanti “stanno lavorando per noi”, per questo siamo seriamente preoccupati!

Dovremmo essere contenti, visto che in questi giorni tanti soggetti privati, alcuni amministratori locali, freschi e stagionatissimi amministratori regionali e chi più ne ha più ne metta, si affannano con svariate dichiarazioni ed interventi a spiegarci che nella gestione dei rifiuti tutti “stanno lavorando per noi”.
Sta lavorando per noi la Veolia, multinazionale francese che gestisce l’inceneritore di Gioia Tauro e diversi impianti e discariche regionali, che si impegna a farci uscire dall’emergenza entro il 2011 con il raddoppio del “termovalorizzatore” (e quindi dei veleni per i cittadini della Piana!), “regalando” anche seicentomila euro al comune di Gioia per “interventi compensativi” dei danni che evidentemente apporta a quel territorio.
Sta lavorando per noi la Daneco, altra grossa azienda che prospera sul business dei rifiuti e che “gestisce” la discarica di Pianopoli, già interessata da indagini della magistratura ed oggi sequestrata dopo le nostre pubbliche denunce e le nostre manifestazioni.
Stanno lavorando per noi quegli amministratori locali che, dal comprensorio lametino all’area urbana cosentina, dalla Locride al crotonese, incapaci di vedere le migliori soluzioni già adottate anche nella nostra regione, sono disponibili a svendere il territorio che amministrano per un piatto di lenticchie, sostenendo soluzioni altamente tecnologiche: le discariche!
Stanno lavorando per noi quanti fuori della Calabria si “vendono” come difensori dei beni comuni mentre qui – da amministratori – fanno scelte di segno opposto.
Stanno lavorando per noi l’Assessore regionale all’ambiente, neofita della politica ma sostenuto dai consigli e dal bacino elettorale dell’ex consigliere Sculco, ed il consigliere Nicola Adamo, un politico stagionato sui banchi del consiglio e forte delle competenze familiari nel settore.
Tutti costoro stanno lavorando per noi, per questo ritengono inutile la partecipazione dei cittadini e delle organizzazioni sociali alle decisioni che riguardano la collettività e concordano nel biasimare gli allarmisti (cioè quelli che hanno denunciato l’illegalità) e quanti manifestano civilmente per chiedere la fine degli interessi favoriti dal commissariamento (clientele, incarichi e consulenze delle società miste portate al fallimento, arricchimenti dei soliti noti…) e l’avvio di politiche virtuose finalizzate ad invertire la rotta ed affrontare con serietà e determinazione il problema nell’esclusivo interesse delle donne e degli uomini calabresi.
Aveva ragione il prefetto Ruggero, già commissario, un vero servitore dello Stato e l’unico che veramente ha lavorato per noi, quando denunciava che in Calabria la gestione commissariale serve esclusivamente per prorogare l’emergenza di anno in anno e, aggiungiamo noi, forse anche per permettere a tanti di dichiarare di “lavorare per noi”.
Per questo siamo seriamente preoccupati e continueremo con forza a difendere questo nostro martoriato territorio parlando di Rifiuti Zero, così come si è fatto nelle città di San Francisco e Canberra (che, assicuriamo il consigliere Adamo, non sono proprio piccole città) ed a Capannori (46.000 abitanti) in Italia. Rifiuti zero è l’unica politica che sosteniamo per la Calabria e che proponiamo agli amministratori locali sensibili, invitandoli a partire sin da subito con la raccolta differenziata spinta porta-a-porta, abbandonando soluzioni devastanti come le discariche e gli inceneritori.

Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”