Come rete di associazioni e movimenti che da anni si battono per la difesa del territorio, dell’ambiente e della salute dei calabresi non possiamo non esprimere la nostra vicinanza e la nostra solidarietà a chi, in sintonia, con chi esige una pratica urbanistica democratica e partecipata, si sta battendo contro l’abbattimento dell’ex zuccherificio di Lamezia Terme.
Convinti, come siamo, che delle moderne e sostenibili politiche urbanistiche impongano di limitare il consumo del territorio puntando massicciamente al recupero e alla fruibilità del patrimonio edilizio esistente, soprattutto quando esso rappresenta un patrimonio storico e architettonico unico nella nostra regione, ci appare sciagurata la scelta che sostanzialmente ha fatto prevalere l’urbanistica contrattata su quella partecipata nella vicenda dell’ex zuccherificio.
Questa vicenda ci parla di un ritardo culturale di certa politica locale, tutta ripiegata su quella idea che un noto urbanista ha definito “concezione prefettizia dell’urbanistica”, che, in palese contrasto con le acquisizioni più avanzate dell’urbanistica democratica di questo Paese e con altre ben più significative esperienze (come il recupero e la trasformazione degli zuccherifici di Parma e Ferrara), decide sulla testa dei cittadini la sorte di importanti segmenti del territorio e del patrimonio edilizio su di essi ricadenti.
Ci parla, così come abbiamo sempre denunciato per il ciclo dei rifiuti, per la depurazione, per le politiche energetiche e, significativamente a Lamezia Terme, per l’acqua, di un ruolo esclusivo riservato ai privati sulle scelte fondamentali che si assumono in questa regione in spregio alla tutela dei nostri beni comuni.
Una scelta, quella di Lamezia, che si inserisce in quella devastante campagna propagandistica, che da oltre vent’anni avvelena il nostro Paese, con l’esaltazione del ruolo dei privati e del profitto, a discapito del bene comune, in settori importanti per il destino dell’ambiente e del territorio.
Una scelta, che, se non fermata, rischia di segnare negativamente e definitivamente la vita di ognuno e ognuna di noi e, che per questo esige una posizione chiara e inequivocabile da parte di quegli organismi, a partire dalla sovrintendenza, deputati alla salvaguardia del patrimonio storico e ambientale delle nostre città e dei nostri territori.

Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”

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