Dai dati relativi alla situazione degli istituti carcerari italiani, emerge chiaramente il fallimento dell’istituzione “Carcere”.
Quella che dovrebbe essere la finalità principale del carcere, ovvero la rieducazione, in realtà perde la sua connotazione originaria, lasciando il posto alla sola punizione, quindi ad un clima punitivo esasperato dalle condizioni disumane in cui i detenuti sono costretti a vivere.
Il quadro è chiaro: al 20 marzo 2011 negli istituti di pena italiani erano presenti 67.318 detenuti; dal primo gennaio al 20 marzo 2011 i suicidi in cella sono stati 14, i tentativi di suicidio sono stati 194, mentre si sono registrati ben 1025 episodi di autolesionismo; si sono verificate, poi, 75 manifestazioni di protesta mentre gli scioperi della fame hanno abbondantemente superato i 1000 casi.
Per quanto riguarda la Calabria, l’indice di sovraffollamento è pari al 77,6% con 3 suicidi registrati nel 2010.
Dai rapporti delle associazioni che curano i diritti dei detenuti e dalla stampa, apprendiamo che a Lamezia, invece, la capienza regolamentare del carcere è di 30 posti, la capienza massima è di 50, ma il numero dei detenuti in alcuni casi raggiunge anche 90. Nel mese di novembre, ad esempio, un articolo di giornale documentava la presenza di 9 persone rinchiuse nella stessa cella. Non si registrano suicidi, mentre ci sarebbero stati due tentativi di suicidio nel 2010.
L’indice di sovraffollamento, quindi, per Lamezia sale dal 176,7% di dicembre 2010 al 193,3% di marzo 2011, non ci si stupisce quindi se il carcere lametino risulta essere ancora una volta il più sovraffollato d’Italia…
Un altro triste primato per la nostra città, costretta da ospitare anche un altro luogo di reclusione, quel lager per stranieri chiamato Centro di Identificazione ed Espulsione considerato il peggiore d’Italia e che nei prossimi giorni potrebbe accogliere altri migranti giunti dai paesi del Mediterraneo in rivolta.
È importante, quindi, tenere alta l’attenzione sui problemi che affliggono i detenuti e, per questo, vogliamo esprimere la nostra vicinanza a tutte quelle persone rinchiuse nelle carceri da un sistema che, troppo spesso, dimentica che la dignità umana non può essere calpestata solo perché detenuti.
Tutti gli uomini meritano un rispetto incondizionato, sul quale nessuna “ragion di Stato” può imporsi.

Collettivo Altra Lamezia

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