Chi volete prendere in giro?

 Attentati, intimidazioni, omicidi. È questo il volto di Lamezia da un mese a questa parte. Un volto che non ci stupisce, che non ci meraviglia, ma che ci indigna incondizionatamente, che ci costringe nuovamente a ribellarci.
Ribellarci, è proprio questo il punto. Ribellarci alla ‘ndrangheta, quella che spara, che chiede il pizzo, che finisce sulle prime pagine dei giornali, mostrando all’Italia intera sempre e soltanto la parte peggiore di questa terra. La ‘ndrangheta che piega la nostra città e che ci priva del nostro futuro. Non siamo stati i soli a pensarlo.
Molti giovani come noi volevano esporsi, ancora una volta, per dire un “No” secco alla ‘ndrangheta. Si sono mosse le associazioni e poi anche i partiti. Partiti che, dopo una riunione aperta a tutte le realtà politiche, da destra a sinistra, hanno deciso di tenere un sit-in davanti al tribunale. Le forze politiche lametine hanno deciso di unirsi, mettendo da parte le loro controversie, per opporsi alla criminalità. Con il rischio che tra di loro potessero essere presenti persone che dai mafiosi hanno ereditato terreni e fortuna o, ancora, persone che hanno permesso a figli e fratelli di mafiosi di candidarsi. Oltre, ovviamente, al fatto che la maggior parte di quelle forze politiche usano l’antimafia come slogan elettorale per accampare voti e visibilità.
Per questo motivo, molte associazioni hanno scelto di non aderire e molti giovani di non partecipare. Ma la voglia di ribellarsi continuava ad esserci. E a quel punto non bastava più ribellarsi alla ‘ndrangheta, bisognava ribellarsi anche al servilismo e alla ipocrisia di alcune forze politiche.
Per questo motivo, abbiamo pensato di fare un volantino di protesta. Abbiamo pensato che l’antimafia appartiene tutti e che nessuno può strumentalizzare un valore tanto importante. Abbiamo pensato che in uno stato democratico, e soprattutto in nome della legalità da loro tanto millantata, era giusto rispondere al loro sit-in con una protesta civile e pacifica. Semplici volantini, attaccati intorno al tribunale, per mostrare anche un altro volto. Quello della gente comune, della gente perbene, che con l’antimafia non si arricchisce le tasche.
Non avremmo mai potuto credere che a distanza di neanche venti minuti dall’affissione, tutti i volantini erano spariti, strappati e buttati, da quelle persone che erano lì in nome della legalità e della democrazia. E’ questo che resta adesso. Un gesto che va oltre la semplice arroganza di chi prova a far tacere il pensiero contrario al suo e che entra perfettamente in quelle logiche mafiose alle quali, appunto, volevamo ribellarci.

Cittadini Resistenti

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