Passata la festa e la sbornia euforica della visita papale – con i suoi eccessi e sfarzi – ci rimane soltanto il fango che ha sommerso i pochi fedeli accorsi alla SIR ed un sindaco che, commosso, regala 1 milione e 300 mila euro di terreno alla Curia per costruirci sopra la nuova cattedrale e le scuole private cattoliche. Questo è quanto contenuto nelle due delibere: la N°467 del 03/08/2011 e la N° 511 DEL 28.09.2011.
Tutti i cittadini hanno avuto modo di vedere – in mondovisione su Rai 1 – il nostro sindaco donare al Papa un prezioso folder di pelle contenente la delibera di assegnazione dell’area stampata su altrettanta carta preziosa della Rubettino.
Un ulteriore dono, quindi.
Agli oltre due milioni di euro impegnati tra delibere e determine da Comune, Provincia e Regione si è aggiunta la consegna del terreno in piena area API.
La Curia investirà oltre 10 milioni di euro per costruire il nuovo complesso parrocchiale, in barba alle centinaia di persone che, quotidianamente, affollano la mensa Caritas cittadina. Il comune chiede in cambio soltanto la realizzazione di una piazza di raccordo tra gli stabili comunali e la nuova chiesa: un po’ come si faceva nel Medioevo quando i due potere facevano capo ad un unico soggetto!
La richiesta avanzata dalla Curia nel 2009 è stata accolta e l’iter per la modifica del Piano API già avviato.
Il terreno, infatti, passerà da “ZTO F1 sottozona FP” a “ZTO F2 sottozona FR” e cioè da area standard riservate alle attrezzature pubbliche e di uso pubblico ad area edificabile per servizi religiosi.
Noi, per curiosità, ci siamo chiesti che valore potesse avere il terreno in questione?
E’ bastata una piccola indagine di mercato per scoprire che Il terreno donato – che conta una superficie di 8487 mq – ha un valore medio di 160 €/mq.
Stiamo quindi parlando di un ulteriore omaggio di oltre 1 milione e 300 mila euro alla Curia locale per costruirci sopra finanche delle scuole private. Un modo allegro e disinvolto, quella della giunta Speranza – che vanta a proprio carico anche la tre giorni di Sbilanciamoci! – di utilizzare le risorse pubbliche, soprattutto in un periodo in cui molte scuole pubbliche chiudono e quelle esistenti versano in condizioni disastrose; per non parlare poi dei tanti insegnanti costretti ad una vita e ad un lavoro precario.
A questo punto ci sembra doveroso chiedere al Comune:
Il ritiro immediato della delibera di cessione del terreno alla Curia;
Il ritiro di tutte le delibera destinate all’evento papale per le quali non è ancora seguita una determina di spesa;
Una rendicontazione dettagliata delle spese extra e fuori delibera e non ancora dichiarate come, ad esempio: gli straordinari degli impiegati e operai della Multiservizi, quelli della Polizia Municipale, eventuali spese per l’acquisto di arredo, materiale ed attrezzatura per l’iniziativa, ecc..
Chiarimenti circa le procedure di gara utilizzate per l’affidamento di tutti i lavori, diretti ed indiretti, collegati alla visita del Papa.
Chiediamo, infine, alla Curia Vescovile un ulteriore atto di trasparenza: ci sembra doverosa la pubblicazione del bilancio di spesa (anche on line) per spiegare a tutti i cittadini calabresi come sono stati spesi, o come verranno spesi, i 750 mila euro deliberati dai tre enti pubblici come contributo all’evento. Non ci basta sapere che circa 590 mila euro sono stati spesi (come la curia stessa ha comunicato all’indomani dell’evento) per anticipare i fondi pubblici non ancora del tutto pervenuti nelle casse della chiesa locale. Sarebbe opportuno invece la pubblicazione del bilancio dettagliato perché in piena crisi globale e di mense Caritas che pullulano di affamati, ci sembra spropositato che la chiesa spenda cifre così rilevanti per un evento di poche ore.
Una amara riflessione.
L’evento religioso di domenica scorsa ha portato allo scoperto il vero volto della politica lametina e calabrese ed i reali interessi celati dietro l’accoglienza del capo della religione cattolica.
I nostri governanti – giocando sul sentimento religioso dei cittadini – hanno costruito consenso elettorale e sperperato una ingente quantità di denaro pubblico che, ribadiamo, poteva e doveva essere utilizzata per far fronte alle tante emergenze sociali ed ambientali che affliggono la nostra martoriata regione.

Un Papa Carissimo – Comitato Spontaneo per una Città Laica

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