Come in tante altre città di Italia, anche a Cosenza sabato si è svolto un presidio di solidarietà per le vittime dell’agguato di Firenze dove martedì scorso due migranti senegalesi sono stati barbaramente uccisi da un fascista di Casapound.
Conclusa l’iniziativa, due compagni e un ragazzo senegalese, Justice, venivano fermati da una volante. Justice finiva quindi in questura per riuscirne, dopo più di tre ore, con un decreto di espulsione.
Ennesima dimostrazione di quanto ormai il razzismo sia dilagato nella nostra società, a partire dalle istituzioni e da quella che dovrebbe essere la giustizia.
E cosi mentre il nemico diventa il diverso, lo straniero, nazifascisti esaltati mettono fuoco ad un intero campo rom a Torino o, peggio, accadono episodi gravi come i fatti di Firenze.
Non possiamo stupirci se nella nostra Lamezia gruppi di cittadini, affiancati da quegli stessi fascisti, inscenano una protesta contro il trasferimento in un condominio (e per giunta in locali confiscati alla ‘ndrangheta) di due famiglie rom o se sorgono, nell’indifferenza totale, centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) – ricordiamo che ne esistono uno a Lamezia, uno a Falerna e uno a Feroleto – dove l’unico interesse di chi li gestisce è quello di intascare la quota per ogni migrante ospitato, senza preoccuparsi se oltre al ricorso gli ospiti hanno altre esigenze come, ad esempio, quella di relazionarsi con altre persone o di avere un maggior numero di coperte. Ricordiamo, a questo proposito, la protesta dei migranti del CARA di Lamezia del 30 settembre scorso davanti al commissariato di Polizia dove prontamente ci siamo recati.
Vogliamo, quindi, esprimere la nostra incondizionata solidarietà ai compagni antirazzisti di Cosenza e in modo particolare a Justice per l’infame atto repressivo, con la speranza che mai più si verifichino episodi del genere.

Collettivo Altra Lamezia

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