In questi primi giorni di blocchi sulle principali arterie stradali del paese, prima di esprimere un giudizio sulla protesta in corso, abbiamo preferito osservare da vicino quanto stava accadendo per evitare di cadere, come è successo a molti, in frasi fatte e giudizi affrettati.
Abbiamo osservato questi camion fermi nei pressi degli svincoli autostradali, abbiamo visto il panico sin dal primo giorno di blocco in tutti i distributori di benzina della città con auto in fila anche per due prima di riuscire a fare il pieno, abbiamo visto gli scaffali dei supermercati svuotarsi di beni fondamentali quali pasta, farina, acqua, latte e alimenti in scatola.
Interessati a capire quali siano le ragioni di questa protesta, abbiamo fatto un giro per i blocchi presenti in zona, sulla A3 agli svincoli di Falerna e Lamezia Terme e sulla SS 280 allo svincolo di Lamezia Terme Sud, scambiando due chiacchiere con alcuni autotrasportatori proprio in quest’ultimo svincolo.
Dobbiamo riconoscere al movimento dei cosiddetti “Forconi” il merito di aver bloccato un intero paese costringendolo a prendere atto dei suoi problemi e delle sue contraddizioni e questo dimostra ulteriormente che dobbiamo convincerci che le nostre azioni contano, e molto anche, che non è vero che non si può far niente per cambiare questo paese.
Allo stesso tempo, però, molti sono gli aspetti critici di questa lotta che vanno rivisti, partendo dalle richieste che in molti punti rappresentano interessi di categoria e non generali.
Per questo riteniamo che, in questa fase, la lotta vada generalizzata e riempita di contenuti, coinvolgendo i soggetti in carne ed ossa che in questa crisi hanno avuto la peggio: operai, studenti, pensionati, migranti ed il mondo del lavoro più in generale e che, allo stesso tempo, vada estesa ed indirizzata contro i soggetti del mondo finanziario e capitalista.
Governi, banche e multinazionali sono i principali artefici della crisi sistemica che stiamo vivendo. Loro devono pagare!

Collettivo Autonomo Altra Lamezia

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