Il resoconto di Infoaut sul corteo per il C.S.O.A. Cartella.

Un grande corteo non poteva che essere l’immediata risposta all’attentato incendiario al CSOA Cartella della notte tra il 14 e il 15 maggio, e così è stato.
Realtà provenienti da tutto il Paese, ed in particolare dal meridione, hanno aderito alla campagna “Io sto con il Cartella” lanciata dal centro sociale calabrese, dandosi appuntamento oggi pomeriggio a Gallico per unirsi alla popolazone locale e portare la propria solidarietà attraverso una manifestazione cittadina.
Una risposta numerosa e determinata: migliaia di persone hanno attraversato le vie del quartiere dell’Angelina Cartella e hanno lanciato un segnale inconfondibile a chi pensava di poter spegnere, nel fuoco, un progetto condiviso da chi da anni porta avanti lotte sociali e territoriali come quella contro il Ponte sullo stretto, grande opera tanto costosa quanto inutile e dannosa. Linfa vitale è giunta così a chi, in realtà, non si è mai fatto intimidire e scoraggiare e ha espresso sin da subito la volontà di ricostruire il centro “più grande e più bello”.
Il centro, nel pieno della periferia di Reggio Calabria, è circondato da un grande giardino e da strutture abbandonate che gli occupanti hanno saputo restituire all’utilizzo degli abitanti: iniziative sociali estranee ai modelli di servizi (pubblico-privati) ancorati a dinamiche di mercato e improntate piuttosto sulla volontà di costruire e autogestire le risposte alle necessità di chi vive nel quartiere. Un quartiere che ha espresso sin da subito la sua vicinanza al CSOA Angelina Cartella, mettendo a disposizione del progetto le risorse, umane e materiali, utili alla ricostruzione del centro.
Un quartiere, ubicato a Nord di Reggio, privo dei più elementari servizi sociali, un quartiere che tra i suoi diecimila abitanti ne vede alcuni impegnati da anni nelle lotte per renderlo più vivibile e nello studio delle speculazioni che lo attraversano: “flussi di denaro che in questi anni abbiamo seguito, quelli per la costruzione del ponte sullo Stretto, quelli legati alle esternalizzazioni dei servizi pubblici, quelli che potrebbero arrivare con l’area metropolitana, quelli connessi alle speculazioni che vorrebbero questi territori immolati in nome del profitto di pochi.”
Oggi il Cartella ha avuto la conferma di non essere solo e di poter continuare a vivere e lottare.
Nessuna paura dunque, ma occasione di rilancio di uno spazio sociale che, da sempre, rappresenta un punto di riferimento in un territorio pieno di contraddizioni come quello calabrese e che al suo interno prova quotidianamente a gettare la basi per la costruzione di sistemi di vita slegati dagli interessi di piccoli e grandi potentati economici.

Da infoaut.org

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