Esprimiamo piena solidarietà a tutti i lavoratori della Foderaro Autotrasporti ed in particolare ai 10 dipendenti che da gennaio vedranno perdere il proprio posto di lavoro.
La crisi economico-finanziaria che sta attraversando l’intero mondo occidentale, fa sentire i propri tragici effetti: intere famiglie ridotte ad uno stato di semipovertà e tassi di disoccupazione che oscillano dal 35% dell’Italia al 50% della Grecia. Solo in Italia in un anno sono quasi 600 mila le persone che hanno perso il posto di lavoro.
Dalla Fiat alll’Alcoa, dall’Ilva al Carbonsulcis per passare alle tante microvertenze in atto per la difesa del posto di lavoro e per resistere all’attacco padronale, si inizia a levare la voce contro le politiche di austerità italiane ed europee smascherandole per quello che realmente sono: un attacco senza precedenti ai diritti fondamentali dei cittadini europei, per scaricare sulle lavoratrici e i lavoratori, sui giovani precari/e e sulle studentesse e gli studenti il peso economico della crisi capitalistica mondiale.
Mentre le banche e le grandi imprese vengono salvate con ingenti esborsi di risorse pubbliche, i servizi sociali e locali (scuola, sanità e trasporti in primis) vengono tagliati e privatizzati, si impongono condizioni di lavoro e salariali sempre peggiori, si condannano alla disoccupazione e alla precarietà milioni di giovani.
Con il recente patto sulla produttività firmato da Governo, Confindustria e Sindacati complici, si rende esplicita la ricetta della BCE: aumentare l’intensità dello sfruttamento dei lavoratori, comprimendo ulteriormente le speranze di trovare lavoro stabile per milioni di disoccupati e precari.
Allo stesso tempo si attacca il contratto collettivo nazionale, in modo da poter ricattare più facilmente i lavoratori e le lavoratrici in ciascuna azienda, dividendoli per poter meglio comandare.
Gli attacchi agli studenti e ai lavoratori pubblici e privati hanno la stessa matrice e lo stesso obiettivo: la BCE e i padroni europei vogliono far pagare la crisi agli oppressi e agli sfruttati, salvando i poteri forti, le grandi imprese e le banche. La risposta deve essere unitaria e forte: studenti, lavoratori, precari uniti nella lotta contro le politiche di austerità.
Per questo invitiamo i lavoratori della Foderaro Autotrasporti a far sentire la propria voce in occasione delle prossime mobilitazioni nazionali del 6 dicembre, scendendo il piazza insieme agli studenti, ai precari ed ai disoccupati.
Infine, crediamo che vada rivendicata nell’immediato, come unica via d’uscita dalla crisi (per i lavoratori di un settore strategico come quello dei trasporti) una diversa forma di mobilità con un progetto ecosostenibile e gestita pubblicamente su base comunale e/o provinciale tramite aziende pubbliche, i comuni consorziati e sotto il controllo dei lavoratori e dei cittadini/utenti. Un progetto dove i tanti lavoratori impegnati nel settore privato dovranno trovare un giusto ricollocamento lavorativo.

Collettivo Autonomo Altra Lamezia

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