scuola regionalizzata no grazieIl Coordinamento Docenti Lametini interviene in merito alla nota stampa dell’Assessore all’Istruzione e Cultura Caligiuri in cui, in buona sostanza, annuncia i 4 testi unici che dovrebbero “armonizzare le oltre 50 leggi che attualmente disciplinano i settori Scuola, Università, Cultura e Beni culturali”.
La notizia potrebbe suscitare entusiasmo se fosse effettivamente indirizzata alla semplificazione normativa e ad un più efficiente funzionamento dei suddetti settori.
Ma una lettura attenta del testo unico sulla Scuola, pubblicato sul sito dell’Assessorato, consultabile da tutti, suscita invece preoccupazioni per chi ha a cuore il destino della Scuola Pubblica, la cui “regionalizzazione” non è affatto rassicurante, come già in passato il Coordinamento ha evidenziato. Ma, nel caso di specie, destano forti perplessità i seguenti punti:
Art. 9 (Funzioni e compiti della Regione)
b) sostegno all’autonomia delle istituzioni scolastiche, statali e non statali;
d) programmazione, sul piano regionale, nei limiti delle disponibilità di risorse umane e finanziarie,
h) determinazione dei contributi alle scuole statali e paritarie;
Dunque leggiamo che la Regione Calabria si prefigge di sostenere l’autonomia delle istituzioni scolastiche statali e non statali e di determinarne i contributi.
Tralasciando che si disattende un enunciato fondamentale dell’articolo 33 della Costituzione: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”, ci chiediamo come la Regione possa assumersi impegni finanziari nei confronti di scuole non statali, se è vero che, secondo una recentissima nota stampa dell’On.le Francesco Talarico, l’Ente ha problemi di liquidità tanto che i consiglieri regionali non percepiscono per ora lo stipendio, ritenendo prioritario il pagamento degli stipendi dei dipendenti.
E’ evidente, non solo a fronte delle magre casse regionali, che la Regione dovrebbe prima di tutto garantire i servizi pubblici fondamentali ai cittadini, Sanità e Scuola, nonché tutti gli altri servizi utili per la qualità della vita dei Calabresi e per il funzionamento della macchina regionale. Chi vive in questa terra sa bene quali siano invece gli standard della qualità della vita e quali difficoltà debba affrontare per barcamenarsi quotidianamente, dalla Sanità ai trasporti. Ci mancherebbe pure che le scuole pubbliche calabresi,già colpite dalla scure dei tagli di manovre varie e spesso in precarie condizioni strutturali, fossero ulteriormente penalizzate a favore di scuole private.
E’ probabile che le nostre preoccupazioni siano eccessive e premature, ma vista la marcia in atto verso le privatizzazioni in tutto il Paese e le inquietanti prospettive insite nell’ex Ddl Aprea, riteniamo ancora una volta doveroso e impellente ribadire che la Scuola deve rimanere pubblica e garantire dal Nord al Sud della penisola le medesime opportunità formative per gli studenti e lavorative per il personale, senza discriminazioni per gli insegnanti del sud che vogliano trasferirsi in Lombardia, tanto per fare un esempio, dove addirittura si è proposto di assumere solo personale residente nella Regione.
Nell’augurio che l’Assessore fughi le nostre preoccupazioni, ci appelliamo a tutti i docenti della Scuola Statale affinché prendano coscienza delle minacce che incombono sul sistema Istruzione In Calabria e in Italia.
Si allegano le 360 firme dei docenti e dei lavoratori della Scuola Pubblica Calabrese raccolte nel 2011 proprio contro la regionalizzazione della Scuola.
Le firme sono reperibili al seguente link:
http://insegnanticalabresi.blogspot.it/2011/04/scuola-pubblica-tagli-e-federalismo.html

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