Laboratorio teatrale Capusutta: mancano i fondi ed i ragazzi si autogestiscono

capusuttaIn seguito al mancato rinnovo del progetto Capusutta da parte dell’Amministrazione Comunale, i giovani partecipanti hanno deciso di continuare con un laboratorio completamente autogestito.
Pubblichiamo di seguito la nota stampa dei ragazzi che stanno realizzando il laboratorio  ed il comunicato della Compagnia Punta Corsara, con l’invito a sostenere questa esperienza e soprattutto questi ragazzi che hanno rappresentato, tra le altre cose, anche un esempio concreto di integrazione e solidarietà.

Comunicato dei partecipanti al laboratorio autogestito

La trilogia aristofanesca non si completerà nel 2014 come era stato previsto. Per quest’anno infatti, Capusutta, nella sua veste ufficiale, non si farà a causa del mancato rinnovo del progetto da parte dell’amministrazione comunale dovuto all’attuale precarietà politico-economica. Per completare il progetto bisognerà attendere il prossimo anno. Ma nell’attesa, un gruppo di partecipanti, hanno deciso di continuare l’esperienza teatrale autogestendosi in tutto. Questo per non far fermare un progetto bello Capusutta, che con la sua forte energia è riuscito a creare una realtà parallela, una sorta di grande famiglia, in cui i problemi, le difficoltà, le incomprensioni della vita quotidiana spariscono.
Restano le difficoltà relative all’organizzazione dello spettacolo, che però non spaventano i partecipanti grazie anche al supporto di alcune figure, tra le quali Dario Natale di Scenari Visibili, che hanno accettato con entusiasmo questa decisione.
Quest’anno hanno deciso di portare in scena “Tingel Tangel” di Karl Valentin, in attesa di completare insieme ai Corsari, la trilogia aristofanesca.
“Tingel Tangel”, un testo chiave per i teatranti europei, prende il nome dai locali notturni bavaresi,sede di piccoli spettacoli di cabaret, negli anni ’20. Mettendo in scena una serie di personaggi, quasi caricature della società, che attraverso una rappresentazione comica e brillante svelano in realtà l’inadeguatezza del vivere dell’uomo comune.
Quest’anno sul palco non saranno presenti i bambini poiché, senza la presenza dei Corsari, hanno voluto intendere quest’anno come una sorta di anno sabbatico, durante il quale continuare ad allenarsi e a studiare.
Alla conferenza stampa di sabato 5 aprile, presso Palazzo Panariti, è stato presente l’assessore alla cultura Rosario Piccioni, che ha definito questa iniziativa una scelta per niente scontata e bellissima, nonché un grande risultato per l’amministrazione comunale che si impegna, superata l’attuale fase critica, a rinnovare il progetto per il 2015. Ed ha inoltre confermato la disponibilità della stessa a concedere per la prova aperta finale, attesa tra luglio ed agosto, la struttura comunale più opportuna alle loro esigenze.
I partecipanti: Isabella, Aurelia, Mattia, Monica, Chiara, Rachele, Aurora, Domenico, Roberto, Simone, Michele, Andrea, Antonio.

Comunicato stampa Compagnia Punta Corsara

Capusutta 2011/2014
Il progetto Capusutta è nato nel 2011, promosso dal Comune di Lamezia Terme, con la direzione artistica di Marco Martinelli | Teatro delle Albe di Ravenna, in collaborazione con l’Associazione La Strada e Dario Natale, curato e condotto dalla Compagnia Punta Corsara (il regista Emanuele Valenti, anche direttore artistico dal 2012 con Martinelli, le guide Christian Giroso, Giovanni Vastarella e Antonio Stornaiuolo, l’organizzazione Marina Dammacco e, a partire dal 2013, Francesco Bitonti, tirocinante del Corso di Alta formazione “Il teatro come strumento per le professionalità educative” dell’Università degli Studi di Bologna).
In un ideale filo rosso che parte da Ravenna e passando per Napoli arriva a Lamezia, il lavoro si è sviluppato intorno all’idea di far incontrare i giovani lametini con il teatro, attraverso l’esperienza della non-scuola del Teatro delle Albe, un laboratorio teatrale dove non si insegnano delle tecniche ma dove, tramite il gioco e l’improvvisazione, si riscrivono dei testi classici tentando di ‘rimettere in vita’, più che in scena, il loro senso originario. I testi quindi sono riscritti con l’aiuto dei ragazzi, con il loro linguaggio e i loro immaginario di riferimento. I partecipanti al laboratorio possono dunque considerarsi anche autori di ciò che presentano al pubblico.
Aristofane è stato scelto perché le sue commedie dessero struttura ad una potenziale trilogia: l’universo aristofanesco risuona nel nostro presente perché racconta schiettamente, con ironia e ferocia, di situazioni ed eventi a tutti molti vicini, perché rispecchia l’attualità dei rapporti umani e cittadini, perché restituisce un senso di comunità complessa ma battagliera.
Dunque, intorno a tutto questo, attraverso un lavoro coordinato tra Comune, la partecipazione di alcuni istituti scolastici superiori (Istituto Magistrale, Classico, Tecnico Professionale, Scientifico e Ragioneria) e l’Associazione La Strada, si è creato nell’arco dei primi due anni, un gruppo di circa 70 partecipanti, tra adolescenti e bambini della comunità rom, tra gli 8 e i 18 anni, che hanno seguito liberamente e costantemente gli appuntamenti settimanali di laboratorio a Palazzi Panariti e le due messe in scena finali di Donne al Parlamento (2011) Uccelli (2013), i due primi movimenti della possibile trilogia aristofanesca. Con Donne al Parlamento, il gruppo di Capusutta ha anche partecipato alla tre giorni dedicata al Teatro delle Albe e a Punta Corsara nello spazio del Teatro Valle Occupato di Roma, lasciando energicamente il segno e creando una eco significativa anche nella stampa nazionale.
Attraverso tutto il percorso di laboratorio fino allo spettacolo finale, il lavoro teatrale/pedagogico della non scuola ha un valore non solo artistico ma educativo di occasione di incontro tra mondi diversi (scolastici, sociali, culturali): i ragazzi condividono un tempo lungo di gioco e scoperta del mezzo teatrale che diventa per tutti possibilità di superare preconcetti e paure, di riconoscersi attraverso il non conosciuto (il teatro) e di farsi collante, vivo e energico, anche rispetto all’altro da sé (la famiglia, la scuola, la città nei suoi quartieri e nelle sue divisioni, l’istituzione politica e la realtà culturale in cui si vive).
Le rappresentazioni finali si sono svolte di fronte ad una platea piena di amici, famiglia, pubblico e autorità. Questo chiamare a raccolta la città intera, per una sera, avendo la possibilità di raccontarla con le proprie parole e con quelle di Aristofane fatte proprie rimane, oltre alla cura e al rigore artistico, uno strumento di espressione e di maturazione.
Ci piace pensare che uno dei primi frutti di questo percorso sia proprio l’iniziativa di alcuni dei partecipanti al progetto Capusutta di iniziare un percorso autonomo di lavoro, sempre a Palazzi Panariti, in questo anno 2014 in cui le condizioni generali, di natura economica e politica, non permettono al momento il naturale proseguimento delle attività.
Il terzo anno di Capusutta, nella sua forma ufficiale di collaborazione tra il Comune, Punta Corsara e La Strada, non è ancora cominciato. In attesa che possa riprendere, i ragazzi non sono rimasti fermi e stanno portando avanti il loro allenamento, di attori e cittadini, incontrandosi ogni sabato, lavorando su testi e improvvisazioni, mettendo in gioco quanto imparato e mantenendosi in allerta di quanto ancora c’è da fare. Con l’obiettivo preciso di arrivare ad una prova aperta di Tinghel Tanghel.
Non possiamo che essere grati a loro di questa perseveranza, di questo generoso rimettere in circolo quanto dato e ricevuto. Invitiamo tutti a sostenere e partecipare a questa messa in scena che è parte integrante e fondamentale del percorso di Capusutta dalla quale, noi corsari e sicuramente anche il Comune non potremo che ricominciare, per riprendere assieme il lavoro e arrivare a concludere, magari sempre con Aristofane, il nostro racconto di, con e su Lamezia.
Compagnia Punta Corsara

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