Cosenza: irruzione degli insegnanti calabresi all’iniziativa del PD con il Ministro Orlando

cosenza01Continua la mobilitazione degli insegnati calabresi contro il Piano Scuola Reggi. Un gruppo di docenti provenienti da Cosenza e Lamezia ha fatto irruzione nel Palazzo della Provincia di Cosenza dove si svolgeva un’iniziativa del PD con la presenza del presidente della Provincia di Cosenza Oliverio, dell’europarlamentare Cozzolino e del Ministro Orlando.

Una delegazione dei docenti calabresi, nella giornata del 25 luglio, si è recata alla Provincia di Cosenza al convegno promosso dal PD presso il salone degli specchi “Rifare l’Italia, rifare la Calabria”.
L’obiettivo era la consegna di un documento-lettera (che alleghiamo) contro il nuovo “Piano Scuola” targato Renzi, Reggi e Giannini.
I docenti hanno consegnato il documento al Ministro della Giustizia, Orlando, all’eurodeputato Cozzolino, al presidente della Provincia Oliverio e al locale rappresentante del PD Guccione.
Ancora una volta (si ricordi la medesima azione svolta alcuni giorni fa a Lamezia Terme) i docenti calabresi si rapportano con il principale responsabile di questa operazione che Renzi definisce Riforma ma che, in realtà, non lo è.
Ormai in tutta Italia la protesta dilaga e ovunque i docenti consegnano documenti in cui si spiegano le ragioni della protesta e manifestano il loro pensiero al partito di governo.
L’intero partito democratico rischia di rendersi responsabile di un piano di riforme nefaste che demolirebbero la Scuola Statale, sulla stessa linea dei precedenti governi, che, ricordiamo, lo stesso partito PD ha anche contestato (vedi Riforma Gelmini)
A chi pensa e sostiene di far parte di un partito, ancora popolare, non c’è da dire che “dimostratelo opponendovi al piano Renzi-Reggi”.
Pertanto chiediamo ai rappresentanti del PD di portare il nostro dissenso in seno alle sedi in cui si prendono le decisioni importanti.
Non vogliamo i privati nelle scuole perché la Scuola Statale è una roccaforte culturale che non può cadere preda dei mercanti del sapere e dello svilimento della didattica, e non vogliamo ore in più, per 2 motivazioni: si crea una catena di esuberi a catena che rischia di travolgere i lavoratori, la seconda perché le ore in più le svolgiamo già a casa per la preparazione dei materiali di lavoro, esercizi, approfondimenti, letture interdisciplinari e tutto ciò che concerne lo svolgimento delle ore di lezione in classe.
Si ribadisce pertanto che la decontrattualizzazione del rapporto di lavoro, la creazione di una scuola-azienda, l’insegnamento nozionistico, in stile invalsi, che soppianta lo studio critico e libero, l’abolizione dell’ultimo anno delle scuole superiori, il ddl Aprea-Giannini, il licenziamento dei precari e la precarizzazione dei docenti di ruolo, lo strapotere ai Presidi che decidono i docenti “meritevoli” e reclutano in chiamata diretta i docenti, sono le linee di fondo di questi tagli, quindi non c’è nulla da contrattare, ma solo da rifiutare in pieno.

Segue la lettera dei docenti.
Salutiamo con piacere il convegno di questa sera. Si parla di “Rifare l’Italia, rifare la Calabria”. Una prospettiva da sempre inseguita dal PD, con coerenza.
Vogliamo innanzitutto ricordare che la scuola in Calabria rappresenta la più GRANDE IMPRESA, che da anni sta subendo un processo di destrutturazione, con continue perdite di posti di lavoro. Da aggiungere quindi un mancato gettito fiscale di tasse non pagate a Regione e Comuni per svariati milioni di euro (ad esempio nel 2010 ammontavano a 15 milioni).
Qui vogliamo rimarcare che con il nuovo Piano Scuola prospettato dal duo Giannini-Reggi (Scelta Civica-PD), la perdita di posti di lavoro nelle scuole colpirebbe praticamente e scientificamente ancora di più le LAVORATRICI e i LAVORATORI del SUD.
Secondo i dati della Fondazione Agnelli al Sud in 5 anni è sparito il 15% di insegnanti di ruolo. E la Calabria è tra le regioni più colpite. Mentre il numero di alunni in italia tra il 2009 e il 2012 è aumentato di 90.990 unità. Per il prossimo anno sono 34 mila alunni in più.
Mentre le cattedre, secondo studi di Orizzonte Scuola, che si perdono al Sud quest’anno sono 1505, ed in Calabria 183.
Il nuovo Piano Scuola, (al momento “blindato”, di cui non si conoscono quindi i dettagli) del sottosegretario all’Istruzione Reggi (ricordiamo che è ing. elettronico Responsabile dell’Ottimizzazione della Produzione Idroelettrica di Edipower, la seconda società italiana nel settore della produzione di energia elettrica, quella della centrale a carbone di Brindisi, per intenderci; quella del “Piano Edipower per Brindisi”, bocciato dallo stesso PD brindisino, quella della Edipower Progetto Scuola 2013, ruolo che ipotizziamo in conflitto con la libertà dell’insegnamento) rivelato da quest’ultimo il 3 luglio al giornale Repubblica, prevede l’aumento delle ore lavorative, la decontrattualizzazione del rapporto di lavoro, il cambio dello stato giuridico dei docenti, il taglio di 1 anno delle scuole superiori, l’introduzione dei privati attraverso il ddl Aprea Ghizzoni e la riforma degli organi collegiali, la cancellazione delle graduatorie d’istituto, la valutazione attraverso l’Invalsi e il conferimento dei pieni poteri al Dirigente scolastico che dovrebbe selezionare i docenti preposti al “merito”.
I docenti si oppongono perché:
– l’aumento delle ore lavorative, un anno fa 24, fino all’altro giorno 36, ora si parla di una generica “banca del tempo” dalla quale reperire 800 milioni di euro, riproponendo quindi lo stesso concetto con un cambio di definizione, comunque manderebbe in esubero una alta percentuale dei docenti di ruolo; porterebbe alla abolizione delle supplenze brevi con l’affidamento degli spezzoni ai docenti di ruolo;
– il taglio di 1 anno delle scuole superiori non ha nulla di pedagogico ma solo un risparmio stimato da Reggi in 1,5 miliardo di euro, grazie all’eliminazione di 100 mila cattedre, con un progressivo svilimento della qualità della didattica;
– il ddl Aprea Ghizzoni contenente la riforma degli organi collegiali, aprirebbe le porte ai privati, eliminerebbe la rappresentanza degli insegnanti, degli studenti e dei genitori e inficerebbe la qualità della didattica, così come accade nelle scuole private, altrimenti dette, diplomifici;
– la cancellazione delle graduatorie d’istituto che, secondo una stima di Reggi, porterebbe alla scomparsa di mezzo milione di precari e aspiranti supplenti;
– la valutazione attraverso l’Invalsi è inefficiente in quanto la preparazione di uno studente non si rileva solo dai quiz e dalle crocette;
– il cambio dello stato giuridico del docente porta alla DECONTRATTUALIZZAZIONE del rapporto di lavoro, in quanto privatizza e precarizza il rapporto di lavoro;
– il conferimento dei pieni poteri al Dirigente scolastico, dovrebbe selezionare, a sua discrezione, i docenti preposti al “merito”, cosicchè il diritto e il merito verranno sostituiti dall’arbitrarietà di qualcuno che sarà libero di assumere e licenziare.
FACCIAMO QUINDI UN APPELLO AI RAPPRESENTANTI DEL GOVERNO QUI PRESENTI AFFINCHÈ VENGA SALVAGUARDATO IL MONDO DEL LAVORO E DELLA FORMAZIONE AL SUD, MINACCIATO DALLE STESSE RIFORME CHE INTENDONO “RIFARE LA CALABRIA”.

Docenti calabresi

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