Noi docenti, lavoratori della scuola, genitori e semplici cittadini, nell’esprimere il nostro profondo dissenso nei confronti del DDL la “Buona Scuola” che minaccia di negare il ruolo fondamentale della scuola come luogo di formazione e crescita, nel rispetto dei valori costituzionali della Repubblica e della libertà di pensiero e di insegnamento,
CHIEDIAMO CON FORZA
Il ritiro del DdL in quanto stravolge la visione educativa e collegiale presente finora per imporre una visione verticistica e aziendalistica della scuola.
In subordine, riteniamo particolarmente gravi e inaccettabili alcuni aspetti e in particolare
SOLLECITIAMO
– Il ridimensionamento dei poteri del Dirigente Scolastico in relazione al veto o rinnovabilità dell’incarico triennale. Poteri che vanno contro i principi della democrazia scolastica fondata sul pluralismo e sulla libertà d’insegnamento, ponendo il personale in un rapporto di sudditanza.
– L’abolizione degli ambiti territoriali in quanto lesivi dei diritti acquisiti dai docenti in anni di lavoro e il mantenimento delle graduatorie che permettono un obiettivo e trasparente modus operandi.
– L’ immediato rinnovo del contratto nazionale ormai scaduto da sei anni, al fine di garantire una dignitosa retribuzione in linea con gli standard europei.
– L’ assunzione dei precari storici con un piano pluriennale, senza fare distinzioni, scegliendoli da graduatorie di merito e non da albi.
– La non assegnazione di deleghe al governo in materia di legislazione scolastica in quanto verrebbe meno il necessario dialogo parlamentare che potrebbe portare al miglioramento degli atti legislativi.
– La ridefinizione del Comitato di valutazione dei docenti.
– L’ abbassamento del numero di allievi per classe: max 20.
– La regolamentazione dell’ingresso dei privati nella scuola senza interferenze nella didattica e nelle scelte operate dalla scuola.
– Il pensionamento dei Docenti dopo 35 anni di servizio anche per permettere ai giovani di entrare nel mondo della scuola.
– La rivalutazione della categoria docente che, al contrario di quanto avviene nella politica, è stata selezionata per merito (SSIS, TFA, PAS) e si è formata sul campo dopo decenni di insegnamento in scuole di ogni ordine e grado.

Insegnanti Calabresi

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