lamezia04Il 2 luglio Matteo Salvini è tornato nuovamente in Calabria per un tour che lo ha visto prima a Lamezia per una conferenza stampa con i fascisti di MTL, poi a Crotone per una visita al CARA e infine a Catanzaro, ospite di un convegno del SAP sulla sicurezza. In ogni tappa il leader della lega ha ricevuto degna accoglienza da parte degli antirazzisti calabresi. Seguono report, video e foto sulla straordinaria giornata di lotta vissuta a Lamezia, Crotone e Catanzaro.

catanzaro07#MaiConSalvini In Calabria contestazioni a Lamezia e Crotone, cariche a Catanzaro

Dure contestazioni in diverse città della la Calabria per Matteo Salvini, che prosegue il suo tour nella penisola dispensando pillole di razzismo e demagogia in tutte i luoghi dove tenta di prendere parola. La lunga giornata di mobilitazione lanciata dallo slogan #MaiConSalvini è cominciata nella mattinata di ieri a Lamezia Terme, dove una cinquantina di persone ha indetto un presidio di fronte all’hotel Phelipe con striscioni che recitavano gli slogan “I terroni non dimenticano” e “Meglio una vita da clandestini che un’ora da Salvini”. Contemporaneamente all’interno dell’albergo il segretario leghista teneva un discorso sullo scandalo “Rimborsopoli” in Calabria (che ha coinvolto anche gli alleati della Lega) rimarcando in maniera ipocrita la sua “vergogna di essere italiano” dopo essersi – per anni – riempito la bocca di insulti contro i meridionali e la popolazione calabrese. Più tardi, verso le 12,30 il leader del Carroccio è giunto al Cara di Isola Capo Rizzuto in compagnia del segretario nazionale del Sap, Gianni Tonelli, al quale è stato però vietato l’ingresso nel centro. Nel frattempo una decina di persone hanno esposto uno striscione di protesta contro l’arrivo del carrozzone leghista. Tensioni anche poco dopo nella città di Crotone, dove Salvini si è recato nei pressi in un campo rom ricevendo dure contestazioni da parte di un gruppo di residenti. Nel pomeriggio, infine, almeno 150 persone hanno risposto all’appello dei collettivi di Catanzaro riunendosi in presidio nel piazzale antistante alla sede della Prefettura. Qui un enorme dispiegamento di polizia costituiva una vera e propria “zona rossa” dal momento che le autorizzazioni per la manifestazione erano state revocate e vigeva il divieto di muoversi in corte per le strade della città. Il motivo della militarizzazione era, ovviamente, il dibattito a cui avrebbe presenziato Matteo Salvini nel vicino palazzo della Provincia; l’evidente nervosismo degli agenti presenti era, inoltre, dovuto al fatto che l’incontro era sato organizzato dallo stesso Sap, il sindacato di polizia noto per le prese di posizione contro le famiglie Cucchi e Aldrovandi e che ha recentemente ricevuto l’appoggio del segretario della Lega Nord per quanto concerne il rifiuto dell’istituzione del reato di tortura in Italia. I manifestanti hanno quindi deciso di rompere i divieti della Questura muovendosi in corteo verso la Provincia, scatenando la violenta reazione della celere che ha così caricato a freddo il presidio provocando diversi contusi. Il corteo però è riuscito a ricompattarsi riuscendo ugualmente ad infrangere la zona rossa per poi arrivare davanti al palazzo dove si trovava Salvini. Qui il presidio ha continuato la contestazione per oltre un’ora raccogliendo la solidarietà dei passanti riuscendo così a dimostrare che, ancora una volta, respingere la propaganda razzista e xenofoba della Lega è possibile e necessario in ogni città.
Fonte: infoaut.org

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Catanzaro si è svegliata, i catanzaresi non hanno chinato la testa. Una piazza meticcia in cui migranti e giovanissimi studenti e precari (componente largamente maggioritaria del corteo) hanno sfilato insieme ai vigili del fuoco e a cittadini comuni rompendo i divieti posti dalla questura “per motivi di ordine pubblico”. Ieri, infatti, nutrito gruppo di persone, anche provenienti da diversi punti della Calabria sono riuscite ad arrivare davanti Piazza Prefettura,luogo intorno al quale era stata creata una vera e propria zona rossa, per urlare il loro disprezzo verso il modello razzista di “sicurezza” della Lega Nord. Una volta violata la zona rossa e arrivati sul corso, grazie alla solidarietà della popolazione è stato chiaro che gli unici ESTRANEI da respingere a Catanzaro erano il Savini il SAP e la politica corrotta che governa questa città! Un messaggio importante è arrivato al capoluogo, i cui residenti esprimendosi anche nel web hanno visto le forze dell’ordine difendere i politicanti chiusi nei palazzi del potere, manganellando chi invece si opponeva alla provocazione di Salvini e del Sap. Un opposizione anche nei confronti dei politici nostrani che hanno accolto il leghista, e che da anni si arricchiscono sulle spalle di tanti catanzaresi costretti a emigrare al Nord o all’estero. Il no del corteo #maiconsalvini era indirizzato anche a loro, che rappresentano una classe politica corrotta e collusa con il malaffare. Lo striscione esposto sopra il cavatore parlava chiaro: “L’insicurezza è il capitalismo. Sicuri di odiare il razzismo”. Ciò Significa che questo sistema, anteponendo i soldi alla dignità umana, genera disoccupazione, sfruttamento e insicurezza; i fratelli migranti sono, come noi meridionali – ieri e oggi – costretti a emigrare per cercare un lavoro, che però è spesso precario, malpagato e in condizioni di schiavitù: la colpa è di chi deve guadagnare sulla vita di chi lavora. Abbiamo quindi lanciato un messaggio chiaro a chi vuole fomentare la guerra tra poveri, tra italiani e migranti: il Sud non accetta le provocazioni di chi fino a ieri diffondeva l’odio verso il meridionale, e ora fa fronte comune insieme alle altre estreme destre per dire che il colpevole è chi è costretto a migrare. “Siamo tutti clandestini” se si tratta di difendere il nostro diritto a cercare un presente e un futuro migliore per sé e la propria famiglia! La vittoria di questa giornata è da ricondurre principalmente – all’essersi ripresi una piazza e il proprio diritto di espressione; – all’aver riscoperto il proprio orgoglio e la propria volontà di cambiamento; – all’aver indicato come modello di sicurezza, la dignità di avere una casa, un reddito e una sanità garantiti per tutti. #MaiConSalvini

Collettivo Autonomo Totem – Catanzaro

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La Calabria non ha bisogno di politiche xenofobe e razziste
Catanzaro, la Calabria e l’Italia non hanno bisogno di politiche xenofobe e razziste contrarie ai fondamentali diritti dell’uomo. Salvini si curi la sua padania!
E’ facile raccogliere consensi facendo leva sugli istinti della gente in difficoltà
E’ facile accattivarsi le simpatie della gente che non ha lavoro o lo ha perso, gente che non arriva a fine mese.
È facile parlare alla pancia della gente facendo leva sulle paure del diverso.
E’ facile, sì, ma occorre ricordare bene che dietro questi soliti e beceri slogan populisti, c’è gente, c’è un partito che fino a ieri è stata al governo ed ha condiviso le politiche dell’Europa elle banche e delle finanze, politiche di austerità e di rigore, causa delle difficoltà odierne.
Sulla questione del reato di tortura, poi, che tanta presa sta facendo tra le forze dell’ordine, riteniamo che un Paese che si definisce “civile” e “democratico”, culla di tanta civiltà, non possa e non debba mettere in discussione la legittimità di un intervento legislativo in materia.
Come USB vigili del fuoco siamo stati a fianco dei manifestanti nel 2001 a Genova, cosi come siamo a fianco dei tanti Aldrovandi, con il nostro cuore con la nostra solidarietà.
Il Paese e le sue genti hanno bisogno di sicurezza, non certo di violenza gratuita.
Ci chiediamo come sindacato: di cosa si ha paura se è tutto in regola??
La lezione su come fare “sicurezza” non può certo venire da uno come Salvini, un secessionista, uno che vuole spaccare l’Italia, uno che vuole costruire recinti e muri divisori ed abbattere quello che non si comprende a suon di ruspe.
Da uno che fino a ieri ci ha definiti, noi meridionali, “zulu’”.
Ecco oggi Catanzaro e l’Italia si trovano paradossalmente davanti ad un bivio: da una parte c’è la non violenza, la tolleranza, l’accoglienza propria di un popolo che ha sempre accolto, ma che è dovuto anche emigrare in ogni angolo del mondo; dall’altra parte c’è il popolo della violenza, dell’intolleranza, dell’incapacità di relazionarsi, che cerca qualcosa su cui scaricare le proprie ire e frustrazioni: l’extracomunitario, il diverso, il rom, l’omosessuale.
Ci chiediamo come possa fare un violento secessionista federalista, uno che vuole distruggere l’Italia e frammentarla ad andare in giro per l’Italia a raccogliere adepti??? Fino a ieri esisteva la solo la “sua padania” ed i meridionali considerata feccia!!!
Questo pezzo d’Italia, questa Calabria che diede il nome all’intera nazione, sicuramente non gli appartiene, perché in Calabria i profughi vengono accolti e non vengono cacciati al largo per essere fatti annegare; in Calabria le ruspe servono per costruire non per distruggere.
Abbiamo comunque la sensazione che Salvini altro non faccia che spostare l’attenzione di parte dell’opinione pubblica su problemi marginali, per tentare di difendere i corrotti, i ladri, i politici che hanno veramente affamato l’Italia e che cercano ora di farle fare la fine della Grecia.
In Italia le ruspe devono essere usate sì, ma per spazzare via una classe politica che mille volte viene indagata e mille volte trova il sistema dì riciclarsi; le ruspe potremmo anche ammetterle ma solo con i politici corrotti a cominciare da chi razzola bene e predica male (rimborsopoli, il trota, mafia capitale) e da chi – Lega nord con i loro amici di Forza Italia – scese a patti e tagliò tanti fondi al sociale a cominciare proprio dalle forze dell’ordine, prese in giro con una vuota circostanza di “specificità”
Siamo convinti che anche la maggioranza di tanti appratenti al comparto sicurezza aborrisca il metodo della violenza e della tortura per perseguire l’ordine pubblico e per sostenere gli onesti lavoratori di polizia, quelli che, finito il servizio, rientrano nelle loro case ed anche loro hanno gli stessi problemi di tutti gli italiani che non ce la fanno ad arrivare a fine mese.
Per cui diciamo :
– si al potenziamento degli organici dei vigili del fuoco e del comparto sicurezza;
– si al potenziamento del parco macchine per garantire il soccorso e la sicurezza dei cittadini ;
– si alla valorizzazione dei lavoratori del comparto sicurezza con la previsione di stipendi adeguati all’aumentato costo della vita;
E soprattutto lo diciamo dall’alto della nostra esperienza, come vigili del fuoco, un ente sociale al servizio della collettività un servizio sociale che, proprio il “regionalista salvini”, vuole trasformare in un’altra forza di polizia militarizzata!!
Ma in tutti casi diciamo NO al razzismo, NO all’intolleranza, NO alla demagogia.
USB Vigili del Fuoco

 

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