romaGli Insegnanti calabresi- PSP Partigiani della Scuola Pubblica chiedono al Governo di non abolire la figura del docente di sostegno, come previsto dal DDL Faraone e Malpezzi.
Il 13 ottobre 2015 infatti si discuterà al MIUR sul tema Disabilità.
Infatti al Tavolo “Disabilità ( delega in bianco)” Faraone porta la sua Riforma del sostegno.
Una riforma, che di fatto abolisce la figura del docente di sostegno.
Il 10 giugno 2014 è stata depositata in Parlamento una proposta di legge che aveva come primo firmatario il sottosegretario all’istruzione Davide Faraone. Successivamente la Legge 107 (la cosiddetta “Buona Scuola”) ha dato delega al governo ad adottare decreti legislativi in materia di inclusione scolastica di studenti con disabilità. La proposta di giugno recava il titolo: Norme per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e altri Bisogni educativi speciali e, poiché potrebbe costituire il nocciolo della nuova iniziativa legislativa del governo in fatto di inclusione, qui ne vorremmo discutere i punti chiave.
All’articolo 2 del DDL Faraone Malpezzi si legge così:
L’articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è sostituito dal seguente:
«5. All’individuazione dell’alunno come persona con disabilità e all’acquisizione della documentazione risultante dalla diagnosi funzionale fa seguito un piano educativo individualizzato, alla cui definizione provvedono congiuntamente, con la collaborazione dei genitori della persona con disabilità, gli operatori delle aziende sanitarie locali e, per ciascun grado di scuola, i docenti curricolari delle singole classi e il personale insegnante specializzato della scuola».
La 104/1992 invece, all’articolo 13 (Integrazione scolastica), recitava così sull’assegnazione del docente di sostegno:
4. I posti di sostegno per la scuola secondaria di secondo grado sono determinati nell’ambito dell’organico del personale in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge in modo da assicurare un rapporto almeno pari a quello previsto per gli altri gradi di istruzione e comunque entro i limiti delle disponibilità finanziarie all’uopo preordinate dall’articolo 42, comma 6, lettera h).
5. Nella scuola secondaria di primo e secondo grado sono garantite attività didattiche di sostegno, con priorità per le iniziative sperimentali di cui al comma 1, lettera e), realizzate con docenti di sostegno specializzati, nelle aree disciplinari individuate sulla base del profilo dinamico-funzionale e del conseguente piano educativo individualizzato.
6. Gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse, dei consigli di classe e dei collegi dei docenti (1 ter).Abbiamo la legislazione più avanzata del mondo in questo ramo con la Legge 104/1992.
In Italia abbiamo osservatori che arrivano da tutto il mondo, per studiare il nostro sistema integrato scuola – sanità, che rappresenta il nostro fiore all’occhiello.
Il sostegno alle persone con disabilità e le figure dei docenti abilitati sulla disciplina e poi specializzati, costituiscono per il nostro Paese (che non ama se stesso evidentemente) il faro mondiale dell’integrazione.
Si è andati in direzione sbagliata quando è stato tolto il docente specializzato all’alunno DSA. Lo dimostra il fatto che nelle scuole si è dovuti ricorrere all’inserimento in classe del DSA, insieme allo studente con disabilità, così che il docente di sostegno aiuti anche lui.
E ancora si rischia di andare in direzione sbagliata, quando si vuole fare la separazione delle carriere, perché il docente non più intercambiabile, fa fallire il nobile disegno dell’integrazione in classe.
Il docente di sostegno non è stato concepito come una figura badante o come personale sanitario che si specializza ulteriormente nelle singole disabilità. Il docente specializzato sa bene che gli studenti con autismo, sono tutti diversi tra loro e così tutte le altre disabilità presentano specificità, singolarità che appartengono solo a quella persona, quindi perché andare nella direzione del fallimento dell’obiettivo principale che è quello dell’integrazione in classe? Perché snaturare il ruolo e la funzione principale del docente specializzato?
Nella scuola secondaria di secondo grado, durante il Governo Monti, è stata avviata la soppressione delle aree di specializzazione (scientifica, umanistica, tecnica, motoria) per favorire non certo l’apprendimento dei ragazzi con disabilità i quali hanno diritto ad avere un “sostegno” competente, come giustamente sostenuto nella sentenza n.245 del 26 gennaio 2001 del Consiglio di Stato, ma solo per facilitare la mobilità dei docenti. Sarebbe invece utile ripristinare le aree di competenza professionale.
Riformare il sostegno con soluzioni che non hanno nulla di ragionato e all’insegna del risparmio, con il rischio di eliminare una figura di altissimo profilo quale è quella del docente specializzato in integrazione, arrecherebbe un ulteriore danno alle scuole statali che, oggi, si reggono in piedi da sole, senza l’aiuto dello Stato.
Non si tocchi la legge 104/1992 e non si abolisca il docente di sostegno!

Insegnanti Calabresi PSP- Partigiani Scuola Pubblica

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