I “Partigiani della Scuola Pubblica- PSP Calabria” ieri hanno tenuto un evento-dibattito alla Sala della Provincia di Catanzaro con gli esponenti di partiti che sono contrari alla Riforma della Scuola:
Silvia Chimienti, Paolo Parentela (Mov 5stelle), Mimmo Serrao (Segretario provinciale di Rifondazione comunista), Rosella Cerra (Partigiani della Scuola Pubblica), Alessio Rocca (Presidente consulta provinciale degli studenti), Mimmo Denaro (Cgil Scuola), Antonio Tindiglia (Gilda Scuola), Rocco Coluccio (Usb Scuola), Mimmo Iacopino (ANIS), Eligio Basile (Orsa).
Apre i lavori la Prof.ssa Bianca Laura Granato, dei Partigiani della Scuola Pubblica colruolo di moderatrice, specificando che il gruppo Insegnanti Calabresi, da ottobre 2015 si é affiliato a quello dei Partigiani della Scuola Pubblica, movimento sorto a Bologna come provocazione all’appellativo di “squadristi” ricevuto dal ministro Giannini in seguito ad una contestazione ricevuta in occasione della festa dell’Unità del 24 aprile 2015 da alcuni docenti .
Nel presentare gli ospiti, la moderatrice annuncia la mancanza di esponenti di SEL, dell’ufficio Scolastico Regionale e dell’assessore al Lavoro e Istruzione Federica Roccisano nonostante tutti avessero garantito la loro presenza. Nel motivare le illustri assenze dei dirigenti amministrativi e dei presidi, la Granato ricorda che le incapacità normative del Governo sono chiamate a mascherarle con minacce di penalizzazioni sulle carriere proprio queste figure, come di recente é testimoniato dal caso Luccisano, segretario capo al MIUR, che avrebbe detto che nonostante l’alternanza scuola-lavoro (inattuabile per oltre il 70% dei Dirigenti) sia una “lucida follia”, occorre portarla avanti ad ogni costo .
La parola passa all’onorevole Silvia Chimienti, parlamentare 5 Stelle. Per la prima volta in Calabria si è soffermata sulla definizione dello scontro fra il mondo della scuola ed il Governo, a cominciare dalla moltitudine delle mobilitazioni ignorate dallo stesso governo, fino alla definizione di “squadristi” data dal ministro Giannini ai contestatori. Nonostante ciò rileva che sono ancora moltissimi i momenti di incontro e discussione per cambiare la legge. Parla quindi del percorso referendario che sta vedendo al lavoro sindacati e movimenti, “ma occorre spiegare ai cittadini perché non vogliamo questa riforma”, perché gli effetti ancora non si vedono, ma già dalla conclusione della fase “C” di assunzione si capisce la confusione. Accenna quindi alla sentenza della Corte Europea del 26/11/2014 con la quale veniva condannata l’Italia all’assunzione dopo i tre anni di precariato. La risposta di Renzi è stata la “Buona Scuola” riforma rivelatasi presto un piano fallimentare. Vengono di fatto stabilizzati i precari storici, il resto è un “calderone”. La Chimienti conferma la difesa della scuola pubblica e un “no” secco all’ingresso dei privati nelle scuole raccontando l’aneddoto di Faraone il quale risponde ad una interrogazione parlamentare fatta dal movimento circa la sponsorizzazione del Mcdonald per una istruzione “a punti” che il “il Ministero non ha voce in capitolo relativamente alle scelte di marketing”. L’educazione alla salute dei bambini passa in secondo piano davanti alle esigenze dello sponsor!! Conclude il suo intervento ribadendo un “no” all’INVALSI, che la formazione non si fa con i 500 euro di Renzi e che la LIP è l’alternativa a questo modello di scuola, che “va ripensato insieme per un riscatto della società che parte dalla scuola”.
L’onorevole pentastellato Paolo Parentela fa una breve analisi dell’attacco che gli ultimi governi sia di destra che di sinistra hanno fatto alla scuola statale come bene comune, così come l’acqua ed il territorio, togliendo miliardi di euro. Assurdamente piegati alle imposizioni nefaste dell’Europa delle banche, gli ultimi governi hanno disatteso puntualmente invece le buone prescrizioni europee sul tema ambientale e su quello dei diritti. Un richiamo anche al potere dei presidi, che comporta l’ampliamento del margine di corruzione, così come l’introduzione dei privati nelle scuole statali. “Noi abbiamo fatto 7 proposte per una scuola a 5 stelle”, partendo dall’educazione alimentare a quella ambientale. Un passaggio particolare di denuncia allo stato attuale delle strutture scolastiche in materia di sicurezza” sono 20 mila le scuole costruite con l’amianto, Parentela segnala che la Calabria è l’unica regione a non avere ancora un censimento dell’amianto. Un “no” deciso arriva anche al 5 per mille ai singoli istituti che determinerebbero delle scuole “di serie A” e scuole “di serie B”, mentre propongono l’8 per mille per tutte le scuole. Un “No” anche agli sgravi fiscali per le scuole paritarie. Il Movimento 5 stelle propone di contro una “cultura del rischio” in tema di sicurezza ed edilizia scolastica. E-Book digitali per tutti e gratuiti, sia per consentire di ridurre il peso dei libri, sia per consentire a tutti gli alunni di approfondire ad libitum e di risparmiare.
L’insegnante Rosella Cerra interviene come portavoce dei Partigiani della Scuola Pubblica aggiornando l’assemblea sullo stato di non-avanzamento dell’alternanza scuola-lavoro in Calabria, che avrebbe dovuto trattare l’assessore alla formazione ed al lavoro Roccisano, assente.
Da dati del CENSIS sarebbero l’86,4% i dirigenti scolastici che lamentano la difficoltà di adempiere all’obbligo dell’alternanza per mancanza di aziende nel Sud Italia, mentre il 71% dei DS in tutta Italia lamenta la difficoltà nel procedere dovendo revisionare l’organizzazione scolastica in tempi brevi, chiedendo una proroga. La Cerra fornisce aggiornamenti inoltre sullo stato attuale del lavoro dei comitati, movimenti e sindacati per la definizione dei quesiti referendari. Due i temi certi che riguardano la dirigenza con la chiamata diretta e gli albi territoriali, e lo school-bonus che apre alla privatizzazione. Gli altri temi sono soggetti ancora a definizione che dovrebbe però giungere a termine il 6 febbraio, data in cui saranno resi noti. I PSP portano avanti il quesito sul curriculum studenti che porterebbe all’abolizione del valore legale del titolo di studio, andando quindi a coinvolgere direttamente le famiglie Ciò aumenterebbe così la possibilità che venga raggiunto il quorum. La Cerra afferma inoltre che i PSP stanno portando avanti la LIP (Legge di iniziativa Popolare), a sostegno della quale in Italia esistono 37 comitati, di cui due in Calabria. Infine un rinnovato appello ai sindacati affinché proclamino sciopero generale, anche per supportare il ricorso avverso il comma 196 della 107 che depotenzia i sindacati nella contrattazione.
Conclude gli interventi programmati Mimmo Serrao, segretario provinciale di RC, insegnante in pensione. “Questa legge ha diviso il mondo della scuola, dividendo così la società” esordisce così, definendo ancora la legge come “una condanna a morte della scuola pubblica” che ha anche spaccato il sindacato, distruggendo 40 anni di conquiste. Consapevole del valore duplice del docente come detentore e trasmettitore di saperi, senza questa arma la società non ha futuro. Un appello quindi lo rivolge agli studenti che devono essere al centro della lotta per rivendicare una scuola valida, che, precisa, non significa strumentalizzare gli studenti.
Si apre quindi il dibattito con il pubblico.
Interviene Alessio Rocca, presidente della Consulta Studentesca di Catanzaro e vice presidente della consulta regionale calabrese. Fa subito un richiamo alla scuola della Costituzione, che viene considerata una struttura al pari della magistratura, per garantire il diritto allo studio libero e gratuito. Richiama i 9 profili di incostituzionalità, cosi come li aveva individuati il giudice Imposimato. Smentisce quanto si dice degli studenti che sarebbero disinformati avendo i presidenti delle consulte di tutta Italia, prodotto un documento contro la legge, durante le consultazioni che hanno preceduto l’approvazione della riforma, rimasto disatteso. Anche sull’alternanza scuola-lavoro Rocca é critico: sottrae ore allo studio delle discipline curricolari e mortifica gli studenti, utilizzati gratuitamente come forza lavoro a costo zero, senza che essi possano scegliere l’ente formatore, per un numero altissimo di ore, 400 negli istituti tecnici e 200 nei licei. Conclude con un appello a continuare la lotta tutti uniti: sindacati, docenti, studenti, Dirigenti e forze politiche di opposizione.
Interviene Mimmo Denaro, della FLC-CGIL. Condivide tutti i passaggi emersi finora sostenendo che “siamo sulla stessa linea”. Sullo sciopero generale sostiene che nella scuola di fatto non viene invocato come forma di lotta. Ma ricorda anche lui i tagli di miliardi di euro alla scuola pubblica e di migliaia di posti di lavoro, ma anche lui avvisa una divisione. “Il Governo si è incartato con la mobilità ed il sistema di reclutamento e quindi la trattativa si sono bloccati” facendo riferimento al recente abbandono del tavolo della trattative proprio su questi temi. Denaro avverte inoltre che “ci stanno privando del Contratto Collettivo”. La sentenza della Corte Europea ne impone il rinnovo. Un riferimento agli ATA di cui non si parla. La mancata assunzione dovuta in parte al ricollocamento del personale delle ex province ed in parte alla Costituzione di reti di scuole che con la digitalizzazione dovrebbe ridurne drasticamente il numero. Denaro rivendica la salvaguardia della contrattazione integrativa, asserendo che il ruolo del collegio docenti è fondamentale, riferisce inoltre che hanno proposto, come sindacato, una piattaforma contrattuale, ma che il Governo non ha dimostrato di volere discutere, mettendo tutti i lavoratori in un unico calderone, senza un adeguamento al costo della vita.
La Chimienti qui precisa che il Governo avrebbe stanziato solo 300 milioni sul contratto!
Cifra ribadita da Rocco Coluccio, che interviene come sindacato USB. Avverte che “i rischi nell’aggiornamento del contratto riguardano i diritti e non i 10 euro di aumento!” osserva peraltro che nonostante siano tanti i punti della riforma che andrebbero modificati tanto che sarebbe meglio cancellarla tutta, non si è riusciti a trovare delle forme di lotta condivise da tutti. Una considerazione poi viene fatta sui comitati di valutazione, basati su criteri differenziati che di fatto determineranno disparità di valutazione dei docenti nei vari istituti. Anche Coluccio si sofferma sull’alternanza S-L , considerando come sia spropositato che su circa 1000 ore di attività didattica 400 siano destinate alle aziende. Avverte che il privato che entra nelle scuole deve avere il proprio tornaconto. Anche Coluccio conclude il suo intervento invitando all’unione.
Nino Tindiglia, segretario regionale della Gilda, esordisce affermando che “nulla di positivo nella 107!”. Nemmeno l’assunzione dei 60.000, a fronte dei 180.000 posti tagliati nel corso degli anni. Un’altra proporzione viene fatta sul “contentino” dei 500 euro contro i circa 2.500 che si stanno perdendo per il mancato rinnovo del contratto. Tindiglia denuncia inoltre la grave situazione degli assunti in fase “C” ancora senza stipendio e auspica un cambiamento di Governo. Sul supporto al Referendum, anche la Gilda avrebbe incaricato tre costituzionalisti per la definizione i quesiti referendari. Per quanto riguarda i contratti, poiché non ci sarebbero i fondi, potrebbe di fatto rivelarsi un massacro insistere sul rinnovo, perché il rischio é che invece che aumento si ottenga la modifica dell’orario di lavoro e riduzione dei diritti. L’incontro sulla mobilità è rinviato al 21, ma la Gilda é orientata per il “no”. Contrari anche a chiamata diretta e ambiti, precisa che vi sono diversi sindacati perché diverse sono le posizioni. La Gilda chiede il contratto separato di categoria.
Per Eligio Basile dell’OR.SA. il reclutamento della fase “C” é stato un fallimento : non solo non hanno un ruolo preciso ancora nelle scuole, ma anche vengono sostituiti se assenti per più di 10 gg con supplenti. Una battuta anche sulla questione dei poteri dei dirigenti e sui contenziosi che già hanno subito da quando é stata introdotta l’autonomia: “quanti se ne sono avuti di perdenti finora? A quanto ammonta il danno erariale?”
Mimmo Iacopino, docente in pensione, chiede al M5S quale sia la sua posizione relativamente alla mobilità. La Chimienti informa di avere già preparato una Question Time per avere delucidazioni dal Governo sui criteri tuttora ignoti.
Il Prof. Re Luigi Cozza si chiede quale sia la ratio di questa legge. Si ricollega alle lotte degli anni 90, quando la privatizzazione di fatto ebbe inizio. Una domanda ai 5stelle “chi sono i poteri forti che hanno condizionato tutti? Pensate di essere immuni da questi poteri?”
Un ultimo intervento da parte della legale che ha seguito la vicenda del ragazzo disabile di cui si è occupato l’onorevole Parentela raccontando come con un’interrogazione parlamentare e grazie ai riflettori della tv si sia risolto un emblematico caso di barriere architettoniche nelle scuole.

Resoconto scritto da Rosella Cerra, per conto di Insegnanti calabresi

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