Da settimane leggiamo sulla stampa locale prese di posizione di più o meno noti esponenti e movimenti politici che invocano ordinanze nei confronti di chi chiede l’elemosina per strada o davanti ai supermercati, come se la povertà fosse un problema risolvibile con semplici divieti. Nessuna proposta concreta, ma semplicemente un questione di decoro: relegare i poveri dietro l’angolo, dove nessuno li nota, dove non danno fastidio e non diventano un problema per la sicurezza dei cittadini.
A maggior ragione se si tratta di africani ospiti nei vari centri di accoglienza sparsi sul nostro territorio, facendo diventare il problema anche una questione di razza o etnia. Non è un caso che le prime misure del genere siano state emanate proprio da sindaci leghisti come ad esempio Tosi a Verona.
I problemi nella nostra città di certo non mancano: quartieri popolari in stato di degrado, mancanza di lavoro e prospettive per il futuro, racket delle estorsioni che impedisce sul nascere qualsiasi tipo di attività. Ci piacerebbe però leggere altri tipi di richieste: messa in sicurezza delle palazzine popolari, aiuti alle famiglie senza casa, raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale, servizi pubblici diffusi e accessibili, solo per citarne qualcuna.
A chi ritiene di acquistare consenso con la povertà altrui rispondiamo che le priorità sono altre: casa, reddito e diritti per tutti!

Quartieri in Movimento – Campagna per la riappropriazione degli Spazi, dei Beni Comuni e dei Diritti

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