Di seguito i report del presidio del 23 febbraio davanti a Montecitorio organizzato dalla Rete dei 65 Movimenti per il ritiro delle deleghe del sostegno e del seminario tenuto il giorno successivo sempre a Roma, con la partecipazione di una delegazione dei Partigiani della Scuola Pubblica di Lamezia.

La cultura è alla base della civiltà di una società, iniziamo così questa nota per la stampa che riassume l’avventura del 23 e del 24 febbraio a Roma.
Si è svolto infatti il presidio a piazza Montecitorio, organizzato dalla Rete dei 65 movimenti, a cui appartengono  movimenti,  associazioni, comitati dei genitori,  contro le 8 deleghe del governo sulla scuola pubblica, in particolar modo contro la delega che tende ad escludere più che ad includere i ragazzi con disabilità.
Questo presidio ha visto la partecipazione dei partigiani della scuola pubblica, e in particolar modo, di una delegazione calabrese composta da insegnanti, genitori e studenti.
Queste persone partite dalla Calabria, hanno dimostrato attaccamento al tema del rispetto e dell’inclusione sociale nel mondo della scuola.
Partiti nella mattinata del 23, hanno affrontato il viaggio in pullman verso Roma con la convinzione che solo chi lotta e non si arrende, può veramente difendere il diritto allo studio di tutti.
Ognuno di loro aveva un buon motivo per esser li, dalla maestra dell’infanzia fino al genitore di studenti con disabilità, ognuno di loro mi ha raccontato la propria storia convinti che, un mondo più equo e più giusto, sia possibile.
Le richieste dei movimenti e dei genitori sono univoche, dalla proposta di un solo alunno disabile per classe alla proposta della garanzia di un insegnante di sostegno per l’intero ciclo scolastico dell’alunno diversamente abile, che vede e vive un rapporto affettivo con chi ne segue i passi durante la formazione scolastica. Si chiede la presenza del docente di sostegno oltre al docente di classe, senza ricorrere a stratagemmi per tagliare, come quelli che saranno utilizzati dal GIT, il gruppo territoriale per l’inclusione, un organismo discrezionale che scavalcherà la legge 104 per razionalizzare.
Non una semplice gita quindi per il gruppo calabrese ma un’esperienza emotiva dettata da motivazioni forti. Alcuni ragazzi di Catanzaro, hanno raccontato le difficoltà dei loro compagni disabili nell’approcciarsi al mondo scolastico e le problematiche strutturali presenti nel loro istituto.
Infine, questo articolo vuole denunciare l’incredibile e inaccettabile silenzio da parte della classe politica, una classe politica pronta solo al momento del voto con facili promesse elettorali mai rispettate, da quella piazza e da quel pullman si alza un grido d’indignazione , persone che non ci stanno ad essere solo un bacino di voti e nulla più.

Da partigianidellascuolapubblica.org

Dopo la manifestazione del 23 febbraio davanti a Montecitorio (indetta dalla RETE DEI 65 MOVIMENTI, unendo genitori, docenti, associazioni, studenti, tutti insieme per chiedere al governo Gentiloni di non licenziare i decreti attuativi della legge 107 del 2015),  il Comitato nazionale “Per la Scuola della repubblica” in collaborazione con la “Rete dei 65 movimenti” ha tenuto, il giorno dopo,  un seminario di formazione  presso il Liceo Tasso di Roma, dal titolo: “Sostegno: INCLUSIONE o ESCLUSIONE? Il docente di sostegno e la continuità didattica. Come cambia la L.104

16681681_10208238268490115_3813584593923407283_nIl seminario è stato introdotto da Cosimo Forleo, docente romano e membro del  “Comitato nazionale per la Scuola della Repubblica” che ha promosso l’evento, insieme alla “Rete dei 65 movimenti”. Cosimo Forleo sottolinea quanto sia importante che la Rete sia nata dal basso e che raccolga il mondo della disabilità, le associazioni, gli studenti, i movimenti, i docenti, dando vita a uno splendido sodalizio, che si regge sulla passione per la giustizia sociale e per dare voce alle rivendicazioni dei più deboli.

Daniela Iacopino, docente a Reggio Calabria, giurista e membro A.S.I.S. (Ass. Ins. di Sostegno), ha condotto i lavori del seminario. Ha, quindi, presentato gli interventi puntando l’attenzione sul fatto che all’inclusione degli studenti con disabilità nelle classi comuni italiane può essere attribuito l’epiteto di “primo motore immobile”, mutuando le categorie aristoteliche, in quanto “è qualcosa che provoca il movimento senza essere mosso”, essendo una causa finale inamovibile nella qualità di perno della tradizione pedagogica italiana e, nel contempo, di processo irreversibile di crescita e sviluppo della persona umana. La moderatrice ha proseguito leggendo la relazione inviata da Ferdinando Imposimato, Presidente onorario della Suprema corte di cassazione e garante della Costituzione, che non ha potuto presenziare per motivi familiari.

Daniela Costabile, docente di Lamezia Terme, membro dei direttivi del platea-seminario-del-24-febbraio-2017-a-roma “Comitato nazionale per la Scuola della Repubblica”  e dei “Partigiani della Scuola Pubblica”, ha presentato una relazione dal titolo La delega del sostegno. Cosa cambia nel futuro professionale del docente di sostegno. Le proposte della Rete.  Daniela Costabile racconta la nascita della “Rete dei 65 movimenti”, generata da una collaborazione con i “Genitori tosti” del Veneto, ed espone gli antefatti che hanno preceduto l’approvazione della delega in Parlamento. “Si evince, infatti, – dice Daniela Costabile – dal comportamento degli autori della delega inclusione e da quello del Partito che ha portato i decreti attuativi all’esame delle commissioni parlamentari, un giorno prima della scadenza, quanto sia stata forzata la mano dal governo, nonostante la sconfitta referendaria, pur di arrivare a decretare la fine della Scuola Statale Pubblica a vantaggio dei privati e della privatizzazione. Infatti il PD non ha mai voluto condividere o consegnare i decreti attuativi a nessuno, prima dei 18 mesi, per non comprometterne la fattibilità, che poteva essere messa in discussione da tutte le parti coinvolte, se ci fossero stati tempi più lunghi da dedicare alla discussione e all’esame. Infine, ha elencato i cambiamenti, purtroppo negativi,  che la scuola dovrà affrontare a causa dei tagli previsti dalla “delega inclusione”. I docenti di sostegno saranno infatti ridotti al lumicino da un organo discrezionale che risponde al Governo: il GIT” (gruppo territoriale per l’inclusione).

16807044_761201437369636_3476420132195588236_nIl Professore Fabio Bocci di Roma, professore associato di Pedagogia e Didattica Speciale – Roma Tre, ha invece parlato di Luci e ombre nella delega in merito alla formazione degli insegnanti in ottica inclusiva e ha illustrato le nuove modalità di reclutamento del personale docente in formazione e/o già abilitato che deve continuare a cumulare CFU (iscrivendosi a corsi universitari singoli relativi ai processi inclusivi o redigendo tesi di laurea in materia di inclusione) al fine di poter accedere, mediante selezione, al corso di specializzazione sul sostegno e ha esplicato, altresì, che tale sistema produce un’ulteriore divaricazione delle carriere tra docenti di sostegno e docenti curricolari e che l’impianto normativo della legge n. 107/2015 prevede che i docenti di sostegno siano preparati su tutti i bisogni e, dunque, sulle singole patologie.

L’Avvocato Maurizio Benincasa di Catania, dell’ Associazione “20 novembre 1989”, ha invece relazionato su Profili di Illegittimità nel DDL? I diritti fondamentali degli alunni con disabilità, ponendo l’accento sull’articolo 6, comma 4 e comma 5 della delega 378 perché la valutazione diagnostico funzionale sarà distinta dall’accertamento della condizione di disabilità di cui agli articoli 3 e 4 della legge 104 del 1992. Quindi, la certificazione della disabilità non darà più il diritto al docente di sostegno, grazie all’interpolazione del famigerato GIT che razionalizzerà le risorse.

Renata Puleo, professoressa e dirigente scolastica a Roma, del “Gruppo NO Invalsi”, ha invece declinato un tema molto importante, relativo alla valutazione e dal titolo Ugualmente diversi: un ossimoro di troppo per L’INVALSI. La preside ha detto che: ” L’Istituto Nazionale di Valutazione con le prove a test censuarie elimina la divergenza. Le risposte valide sono quelle attese, standardizzate, utilizzabili dal sistema di correzione criteriale. Vale sia per la genialità che per la disabilità: sono eliminate come fenomeno di disturbo nella ricerca della media che disegna la “normalità”.

Alessandra Corradi  e Giovanni Barin di Verona, dell’Associazione Onlus “Genitori Tosti in tutti i posti”, hanno invece relazionato sul seguente tema: Il ruolo delle famiglie in un contesto inclusivo alla luce della delega sul sostegno. Hanno parlato del ruolo dei genitori e delle famiglie nell’ambito del processo inclusivo scolastico italiano, di come è adesso, delle difficoltà che ci sono e che, principalmente, riguardano l’applicazione della legge 104. Poi, attraverso l’illustrazione di un sondaggio on-line condotto dai Genitori Tosti, sui genitori di tutt’Italia, riguardante il sostegno a scuola, hanno evidenziato tutte le criticità che vanno a sottolineare quanto sia impossibile solo accettare il testo dell’atto 378, che è quindi bocciato in toto dai genitori italiani, perché legalizzerebbe tutte le cattive prassi che attualmente vengono messe in atto quando non si applica la legge 104 del ’92.

Annachiara Piffari, docente di Reggio Emilia ha illustrato: Il ruolo del docente di sostegno nella Scuola Pubblica, affermando che il ruolo del docente di sostegno non può essere ridotto al considerare l’alunno con disabilità da un punto di vista clinico, in una sorta di “medicalizzazione” della scuola, né tantomeno in termini di assistenza alla persona. Compito del docente di sostegno è, partendo dalla situazione clinica, interrogarsi su come questa abbia influito sulle abilità di apprendimento e quindi di declinare strategie didattiche, al fine di poter consentire all’alunno con disabilità la fruizione del sapere, come sancito dalla nostra Costituzione.

Margherita Franzese, docente di sostegno e Presidente di “Illumin’Italia” ha trattato un argomento che riguarda la Grammatica dell’amore, intervenendo in modo determinante sulla strutturazione armonica della persona, l’alunno con disabilità, in relazione con i coetanei e con l’approccio al sapere in senso lato. Per essere insegnata, la “grammatica dell’amore”, richiede livelli di competenza che solo un docente di sostegno specializzato può possedere, in quanto essa può mettere in campo la “comunicazione aumentativa-alternativa” con tutta la classe.

Eleonora Marrone, docente di arte e sostegno (membro dei direttivi di “Professione Insegnante” e “Co.N.GaE”, Comitato Nazionale docenti in GaE). Ha curato l’aspetto artistico e comunicativo con un intervento dal titolo: Immagine, suono e segno. Per una cultura senza barriere linguistiche. Eleonora Marrone ha dichiarato che la “Rete dei 65 movimenti” crede fermamente nell’abbattimento delle barriere linguistiche e sta adoperando ogni mezzo tradizionale e multimediale, affinché la comunità tutta (fatta da oralisti, segnanti, bilingue e multilingue), possa avere accesso alle informazioni e possa essere parte attiva nel processo didattico-educativo di ogni singolo alunno, senza che un canale o uno stile comunicativo prevalgano sugli altri, infatti l’intero convegno è stato segnato, grazie all’Associazione ANACA. Durante il seminario la rete ha presentato il video su Vola, Forrest, VOLA parlato, segnato e sottotitolato curato da Eleonora Marrone e prodotto con l’intervento di adulti e studenti di varie età. Eleonora Marrone ha anche evidenziato come sia estremamente riduttivo e dannoso il nuovo sistema introdotto con il GIT che – dice Eleonora Marrone – “non soltanto sarà staccato dal contesto degli alunni, escludendo famiglie e docenti, ma sarà estremamente determinante per i progressi da raggiungere stabilendo a priori una soglia oltre la quale, secondo il forzato binomio patologia/persona, sarà di fatto, impedito agli studenti di arrivare. I valutatori avranno dunque la responsabilità di prevedere il futuro come dei maghi. L’esperienza insegna invece che con tutti gli aiuti si possa giungere a risultati inizialmente insperati”.

Poi è intervenuto Leonardo Alagna, direttore di “Osservatorio diritti scuola”, sociologo e insegnante di sostegno palermitano. Il suo intervento è stato imperniato sulla continuità didattica soltanto annunciata da parte dello Stato e che non si è mai realizzata per una scelta politica dettata da ragioni finanziarie ed economiche che hanno portato a depauperare 300 milioni di euro in 10 anni in indennizzi legati ai ricorsi promossi dalle famiglie per ottenere insegnanti di sostegno che lo Stato non assicurava. Alagna, conti alla mano, ha dimostrato come le somme depauperate sarebbero state invece sufficienti ad assicurare la trasformazione di tutti i posti in deroga in organico di diritto, tali da garantire una continuità didattica reale che lo Stato ha soltanto annunciato e che adesso strumentalizza al fine di giustificare l’allontanamento di migliaia di docenti dal Sud al Nord d’Italia. L’origine di questo squilibrio nasce da un’errata distribuzione dei posti in organico di diritto sul territorio nazionale per un supposto riequilibrio tra le diverse regioni d’Italia. La mancata considerazione dei posti in deroga nell’organico complessivo dei posti di sostegno ha determinato una errata distribuzione dei posti in organico di diritto.

Infine è intervenuto Ernesto Ciraci, docente di Parma e leader dell’Associazione MISOS, con una relazione su I docenti di sostegno specializzati e la fase di transizione nell’ottica della continuità didattica.

Il seminario ha dato voce anche alle relazioni sindacali ed è intervenuta la prof.ssa Anna Fedeli della segreteria Nazionale della CGIL, la quale ha relazionato su Professionalità e risorse: due investimenti necessari per un’inclusione di qualità, per cui riportiamo testualmente: “Gli schemi dei decreti pubblicati il 14 gennaio, in perfetta continuità con la legge 107, danno corpo a un’idea di scuola che la FLC CGIL non può condividere perché diametralmente opposta a quella che secondo noi deve essere la scuola che realizza i suoi compiti istituzionali, che garantisce il diritto di tutte le bambine e di tutti i bambini, delle studentesse e degli studenti a un percorso scolastico di qualità, che riconosce tutte le diversità come un valore. L’aver trasformato con una modifica della 107 i livelli essenziali delle prestazioni (che la delega avrebbe dovuto definire) in fabbisogni standard di fatto impedisce l’obbligatorietà per lo Stato e gli Enti locali di trovare spazio per i diritti imprescindibili nei loro bilanci.“

Stefano D’Errico (Segr. Naz. Unicobas) è intervenuto sul tema “Inclusione, non assistenza: un’eccellenza italiana a rischio demagogia” e ha argomentato sulla formazione dei docenti di sostegno, ha escusso sui 300 git d’ambito previsti dalla delega, poi ha denunciato la scomparsa dei GLHO e lo sfruttamento dei precari che saranno sottopagati durante i 2 anni di apprendistato. Il professore ha parlato anche del ruolo delle famiglie che spariscono dal mondo della Scuola e infine ha elencato i danni di tutte le deleghe che sono da respingere al mittente, pertanto è importante la data del 17 marzo per lo sciopero e la manifestazione davanti al MIUR alle ore 9.30 indetti da unicobas, usb, cobas e anief, perché sia chiara la linea di tutti: il ritiro delle deleghe.

Ernesta Bevar, dell’Esecutivo naz. USB,  ha elencato alcuni punti importanti della delega: viene innalzato a 22 il limite di 20 alunni per la costituzione di classi prime per ciascun grado di istruzione e per le sezioni di scuola dell’infanzia (DPR 81/09; viene modificata in modo sostanziale la legge quadro 104/92; la delega assegna provocatoriamente alle scuole paritarie private contributi economici pubblici in funzione del numero degli studenti con disabilità frequentanti senza riconoscere e sanzionare la pratica diffusa in tutta Italia da parte di troppe scuole paritarie private che non accolgono ad oggi alunni con disabilità o chiedono alle famiglie di farsi carico del pagamento della figura di sostegno. Poi denuncia il limite di spesa previsto per l’assegnazione alle scuole del personale ATA in funzione della presenza di studenti con disabilità e infine ha smascherato l’inasprimento dei vincoli della mobilità professionale con l’aumento dei poteri del dirigente scolastico che potrà offrire le ore di sostegno della propria scuola al personale docente senza alcun vincolo di trasparenza delle operazioni e senza alcun tipo di stabilizzazione.

Hanno assicurato la loro presenza anche alcuni parlamentari della VII Commissione

Tra i diversi interventi, infine, ha preso la parola l’avvocato Nocera che ha affermato di volere intervenire a titolo personale e ha affermato di essere d’accordo con tutte le osservazioni fatte, e che la FISH ha chiesto al Governo di apportare delle modifiche, ha inoltre affermato che qualora queste modifiche non venissero accolte tutte anche lui avrebbe aderito alla Rete dei 65 movimenti. C’è stato, duqnue, un dibattito acceso, con posizioni contrastanti soprattutto sull’istituzione del GIT. nel concludere l’avvocato Nocera ha ringraziato la Rete per averlo fatto intervenire e ha elogiato i modi e i toni democratici usati durante i lavori.

Da retedei65movimenti.wordpress.com

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