La giornata è stata contraddistinta da subito dall’atteggiamento provocatorio delle forze dell’ordine nei confronti del corteo. Già dalla mattina la polizia ha bloccato circa 160 persone, fermate su pullman e auto alle porte di Roma e dirottate nella questura di Tor Cervara con motivazioni pretestuose. La polizia ha rilasciato tredici fogli di via per motivi legati agli indumenti dei manifestanti fermati; tutt* sono stati trattenuti per ore con l’obiettivo palese di impedire la partecipazione al corteo (mentre scriviamo si trovano tuttora bloccati a Tor Cervara).

La testimonianza di una ragazza fermata sul pullman proveniente da Torino:

Nonostante queste provocazioni, tante persone in piazza e tanti giovani: un pezzo di questo paese che non crede più alle promesse dei politici e che riconosce nell’Unione Europea un modello di gestione dei territori e delle proprie vite da combattere. Una parte di quei giovani che tutti, a parole, vogliono vedere in piazza per riprendere il loro futuro oggi erano in piazza! La questura di Roma sperava di poter gestire la giornata all’insegna dello spauracchio black bloc, magari cercando di fare leva sulla paura del quartiere di Testaccio attraverso cui si è snodato il corteo. Al contrario, il quartiere ha accolto con curiosità la manifestazione.
Sfumati i piani della polizia, il nervosismo di qualche dirigente della questura ha preso il sopravvento e, mentre i manifestanti si stavano dirigendo verso piazza Bocca della Verità, la polizia ha compiuto un atto di forza provocatorio per dividere il corteo e, dopo aver cercato di sequestrare il camion, impedire a uno spezzone di muoversi.
Mantenendo sangue freddo i manifestanti hanno richiesto di raggiungere la piazza finale del corteo e la polizia è stata costretta ad indietreggiare. Dopo una conferenza stampa a Bocca della Verità, il corteo si è ricomposto con la parte da cui era stato diviso e insieme hanno continuato a muoversi per la città denunciando la provocazione intollerabile respinta oggi e tenendo alta l’attenzione sui compagni e le compagne ancora tenuti reclusi a Tor Cervara.

ORE 19: Il corteo è giunto a conclusione. Come avevamo già avuto modo di scrivere e anticipare nei giorni scorsi (qui), la giornata di oggi si è contraddistinta per una gestione paralizzante e soffocante di qualsiasi forma di dissenso reale al vertice europeo. Una città completamente commissariata e militarizzata per stendere il tappeto rosso ai capi di stato dell’UE e al loro teatrino; fin dalla mattina fermi preventivi di manifestanti durati ore, fogli di via, sequestri e controlli pretestuosi: un attacco scandaloso alla libertà di manifestare che è proseguito anche in piazza con le continue provocazioni delle fdo nei confronti del corteo. Il ministro Minniti – e con lui il governo tutto – ha gettato definitivamente la maschera, cercando di rimuovere qualsiasi forma di dissenso e voce fuori dal coro che non fosse riassorbibile in un discorso pubblico normalizzato, appiattito e innocuo. Un tentativo, comunque, che non ha sortito l’effetto sperato e che ci consegna una giornata contraddistinta da una buona partecipazione e dalla presenza di tanti giovani.
Altro che democrazia, l’UE è sbarcata a Roma all’insegna di repressione e limitazioni ai diritti..come al solito del resto!

Da infoaut.org

Per info e approfondimenti:
#25M – Contro il vertice UE, perquisizioni e attivisti fermati
#25M, Maltrattati per i Trattati. Tutta colpa del formaggio
La democrazia made in UE e noi
In Italia di preventivo c’è solo la polizia
La libertà di movimento. Prima di tutto!
Fogli di via da Roma, parlano i fermati

Le foto dei nostri compagni in strada a Roma, nello spezzone bloccato dalla polizia.

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