Riguardo alle vicende che stanno interessando l’Istituto Scolastico Borrello-Fiorentino e che hanno portato ad un serie di prese di posizione contro la presenza, negli immobili di tale istituto, della sede associata di Lamezia Terme del CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) di Catanzaro, occorre innanzitutto precisare che lo stesso si trova in questi locali sin dal 2008 senza che la questione abbia mai rappresentato né un problema logistico né un disagio per bambini, insegnanti e corsisti.
Del resto, gli studenti del CPIA – corsi frequentati da adulti con elevata componente migrante – frequentavano l’istituto accendendovi da un ingresso indipendente ed andando ad occupare locali diversi in orari diversi, senza nessun contatto che giustificherebbe la denuncia di promiscuità, avanzata esclusivamente con pretese di tipo razzista.
Nonostante questo, i dirigenti scolastici, hanno preferito in seguito alle polemiche trasferire i corsi del CPIA in un un’ala chiusa ed in evidente stato di degrado.
Neppure tale soluzione è stata gradita da alcuni genitori, che continuano a ritenere indecorosa la sola presenza dei migranti.
A questo punto occorre effettuare alcune dovute considerazioni: riteniamo che ogni genitore abbia il diritto di pretendere che i propri figli frequentino scuole sicure. Ma dietro questa specifica richiesta appare invece annidata una chiara volontà discriminatoria. La vicenda sembra chiara, i migranti sono tollerati da alcuni lametini solo se relegati ai margini della società, dove possono essere sfruttati nelle campagne, ridotti esclusivamente a manovalanza a basso costo. Ma se invece la popolazione migrante diventa parte attiva della città, accede alla scolarizzazione ed ai diritti fondamentali della nostra Costituzione, allora divengono un problema. E così nascono le accuse, dalla sicurezza alla salute, ecco spuntare una serie di motivi, rigorosamente ingiustificati, per i quali i migranti non possono stare lì. Ed in questo clima d’odio razziale l’evolversi della vicenda è già immaginabile, come è accaduto a Capizzaglie nell’estate del 2015, basterà una notizia falsa, inventata e veicolata di proposito da qualche fascista in cerca di voti per le prossime elezioni, per passare dalle aggressioni verbali a quelle fisiche.
Per questo motivo è importantissimo che tutte le realtà sinceramente antirazziste prendano una posizione netta contro episodi di questo genere.
Nel frattempo le scuole lametine continuano a versare in una situazione di insicurezza e precarietà, maggiormente aggravata dal rischio sismico del nostro territorio, continuano i disagi legati a politiche nazionali di affossamento del sistema scolastico pubblico, continuano le peripezie per gli studenti pendolari che devono raggiungere gli istituti.
In questa situazione, ristabilendo le vere priorità, non ci resta che chiedere una scuola che sia PUBBLICA, LAICA e SOLIDALE, per TUTTI!

Collettivo Autonomo Altra Lamezia

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