Si è svolta a Roma la riunione nazionale di “Diritti Senza Confini” con una forte presenza dei protagonisti e delle protagoniste, quegli esclusi ed invisibili, che attraversarono le strade di Roma con la manifestazione Fight/Right del 16 dicembre 2017.
Numerosi gli interventi, una trentina, che hanno condiviso lo straordinario successo della giornata del 16 dicembre 2017 sia in termini di partecipazione, attraverso un forte protagonismo degli esclusi ed invisibili indipendentemente dal colore della pelle, che della provenienza geografica.
Continua a peggiorare la condizione degli invisibili creata dalla legge Bossi – Fini attraverso il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro; degli invisibili creati dalla Minniti – Orlando con la deriva da sistema apartheid imposta ai profughi e operatori nei centri di accoglienza, che si vuole nascondere al popolo; degli invisibili vittime degli sgomberi; degli invisibili rom delle baraccopoli a cui era stato promesso il superamento dei campi istituzionali mono-etnici in giro per l’Italia ma che continuano a vivere in quei ghetti e a cui viene centellinata persino l’acqua da bere.
Ma soprattutto degli invisibili dei pareri negativi delle Commissioni per il diritto d’asilo, in attesa di un permesso di soggiorno da anni, che continuano a dormire sotto i tunnel e nei piazzali delle stazioni. Parliamo degli invisibili sfruttati e schiavizzati nelle campagne, nella filiera agroalimentare, nella filiera della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), nonché gli invisibili delle politiche di austerità con tagli al welfare e ai servizi sociali., quindi gli studenti, abitanti delle periferie, lavoratori poveri e disoccupati e precari che in gran parte hanno marciato per le vie di Roma il 16 dicembre 2017.
Per tutti questi motivi assumono ancora più importanza le rivendicazioni della piattaforma del 16 dicembre: da tutti e tutte è stata ribadita la forte determinazione e volontà di portare avanti la vertenza nazionale con qualsiasi governo dovesse insediarsi in Italia, affiancata e rafforzata anche da una vertenza transnazionale mobilitando le popolazioni (in Africa, Asia, ecc…) contro gli accordi bilaterali criminali.
Tutte e tutti le/i presenti hanno inoltre ribadito la centralità della dimensione antirazzista, antifascista ed antisessista di questo processo. Infatti, la riuscita, nonostante le intimidazioni, della manifestazione antifascista del 10 febbraio a Macera è stata rivendicata anche come elemento di rafforzamento del processo messo in atto.
Tutti e tutte i/le presenti hanno convenuto di partecipare e sostenere l’assemblea antifascista del 10 o 11 marzo 2018 che si terrà nelle Marche, annunciata durante l’assemblea dai centri sociali promotori della manifestazione di Macerata.
Si è inoltre deciso di sostenere la campagna per la chiusura del Cara di Mineo, luogo in cui sono parcheggiati migliaia di profughi noto alle cronache nazionali.
Si è condiviso e deciso di convocare un’assemblea nazionale di “Diritti Senza Confini” entro il prossimo fine aprile a Napoli, che sarà preceduta da percorsi di riunioni ed iniziative il più diffuse a livello territoriale.
Si è inoltre indicato di valorizzare e sviluppare al meglio gli strumenti di comunicazione interni quali parte integrante del processo (mailing list, pagina facebook, ecc..).
Roma, 17 febbraio 2018
Diritti Senza Confini

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