Pubblichiamo il report scritto da  compagnu che da Lamezia hanno partecipato alla Campeggia Transfemminista Antirazzista Queer 2018, che si è tenuta dal 30 agosto al 2 settembre a Otranto e che ha visto una buona partecipazione da tutta Italia e da altri paesi europei.

Dal 30 Agosto al 2 Settembre si è svolta a Otranto, la Campeggia Transfemminista Antirazzista Queer 2018, organizzata dal Sommovimento NazioAnale. L’evento è stato il punto d’incontro, di attivistu autonomu¹ e provenienti da vari gruppi e collettivi, delle più svariate città d’Italia e d’Europa.
Anche Lamezia Terme è stata presente, con una rappresentanza di compagnu, attivu nella lotta autonoma e militante, appartenenti al movimento Lgbtqi+, femminista, antirazzista, antifascista, antispecista.
Ad accogliere i partecipanti, un caloroso benvenuto degli attivistu e un bellissimo spazio autogestito e funzionale fatto di collaborazione, in cui si alternavano in perfetto equilibrio, momenti di socialità e di riflessione, di conoscenza e approfondimento. Ogni momento trascorso insieme, si è rivelata un’occasione di confronto e scambio, sono state preziose giornate in cui costruire un fronte comune di lotta, solido e coeso.
Nel corso dell’evento e dei momenti di assemblea, si è creato un gruppo aperto di discussione e dibattito, coordinato dal Sommovimento, rete che da anni unisce soggettività attive in vari percorsi di lotta. Le politiche del neoliberismo e i suoi effetti sulla collettività, l’uso strumentale del movimento LGBTQIA+ da parte della società capitalista, il neofondamentalismo sessista e razzista dilagante, sono solo alcuni, degli argomenti trattati dal movimento e nel corso delle diverse plenarie. Spontaneamente, il confronto si è orientato principalmente sulla pericolosa deriva fascista e razzista odierna, offrendo spunti di riflessione su come contrastare forze politiche che da minoranza, oggi governano il paese e si stanno pericolosamente radicando, a causa di un malessere sociale, ormai insostenibile.
Facendo un’analisi, partendo dalle proprie esperienze nei territori di appartenenza, nel corso dei vari interventi si è rivelata più che mai necessaria un’ azione concreta e coesa, di tutte quelle realtà che lottano per l’inclusione. Ci si è posti diversi interrogativi per superare il preoccupante consenso popolare salviniano, proponendo un approccio differente sui vari territori, studiando nuovi linguaggi e tecniche per sensibilizzare a partire dalle proprie città. Si è discusso su come sia possibile, costruire nuove strategie di resistenza, che concretamente contrastino questa feroce stretta repressiva, che mira a dividere sempre più le persone, creando una visione a senso unico, in cui ciò che non è conforme va espulso ed emarginato. Visione monocromatica e anacronistica, in cui ci sono solo due strade: quella in cui si colloca chi è identificato come normale e quella di chi non è socialmente accettabile, bollato come anormale, che rappresenta una minaccia per la privilegiata società colonizzatrice occidentale, eterosessuale, bianca e cattolica.
Ci si è presi un momento per ragionare sul pinkwashing² e sulla pericolosa intrusione, nel movimento Lgbtqi+, di ideologie restrittive e fasciste, che sposano l’idea della chiusura a chi cerca asilo e protezione in Italia. L’evidenza, lampante agli occhi di tutti, è che ci troviamo di fronte a una situazione impossibile da superare, se non c’è il contributo delle singole realtà in un unico fronte di lotta, che unisca tutte quelle realtà, singole o collettive, che hanno come nemico comune, l’intolleranza fascista e il capitalismo imperante.
Un momento molto importante e significativo, è stato quello dedicato a Vanessa Campos. Vanessa, ragazza trans peruviana e sex worker, da sempre attiva nell’autodifesa contro le aggressioni, sempre più frequenti, alle lavoratrici del sesso, fu uccisa nella notte tra il 16 e il 17 Agosto, da un gruppo di uomini a Parigi. Anche questo momento, è stato un’occasione per analizzare come anche nel movimento Lgbtqi+, si siano creati “i buoni e i cattivi”, coloro che meritano la commemorazione plateale e chi invece l’invisibilità, come se non contassero nulla e non meritassero protezione.
Questa Campeggia, così come le precedenti, si è conclusa con tanta voglia di fare e di mettersi in discussione, accettando la scommessa di ritrovarsi, il prossimo anno, con esperienze nuove e positive nei propri territori, ma anche da costruire insieme come una grande famiglia allargata, oltre che come rete di attivistu.

—————————
Note all’articolo:
1: la declinazione in U è usata dalla rete Transfemminista, Queer e dal Sommovimento, come ristrutturazione inclusiva non binaria del linguaggio italiano.
2: nella comunità Lgbtqia+, il termine pinkwashing (termine più generico, rainbow washing più specifico) “pink”, rosa, e “whitewashing”, imbiancare o nascondere, è spesso utilizzato per descrivere una varietà di marketing o un’attività sociale, che ha lo scopo di promuovere un prodotto o un ente attraverso un atteggiamento gay-friendly allo scopo di aumentare il consenso presso il pubblico.

Annunci