Continua a crescere la solidarietà intorno a Mimmo Lucano, agli arresti domiciliari per favoreggiamento all’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento del servizio di raccolta rifiuti. Divieto di dimora, invece, per Tesfahun Lemlem,  compagna di Mimmo.  Un teorema accusatorio messo in piedi dalla Procura di Locri per smontare un sistema, quello di Riace, che, in un territorio in mano alla ‘ndrangheta, con scelte coraggiose e spesso anche “illegali”, ha saputo mettere in discussione l’intero sistema dell’accoglienza, ponendo al centro i richiedenti asilo ed i rifugiati ed andando contro il Ministero degli Interni, la Prefettura e i vari professionisti e imprenditori dell’accoglienza.
Striscioni, presidi e iniziative si stanno svolgendo in tutta Italia.
Intanto sabato 6 ottobre, alle ore 15:00, è prevista una manifestazione a Riace.

Pullman (in aggiornamento) da:
– Lamezia Terme, partenza ore 11.30 Piazza della Repubblica [evento facebook];
– Cosenza, partenza ore 11:00 Cosenza Sud, ore 11:30 Cosenza Nord;
– Reggio Calabria, partenza ore 12:30 Piazza Indipendenza [evento facebook];
– Crotone, partenza ore 11:00 Bar Nettuno [evento facebook]
– Napoli, partenza ore 07:00  via Galileo Ferraris [evento facebook];
– Lecce [evento facebook];
– Bari [evento facebook];
– Messina, partenza ore 12:00 palacultura;

Seguono alcuni comunicati di solidarietà

Caro Mimmo,
colpendo te vogliono colpirci tutti. Vogliono colpire ed annientare l’esistenza di un’accoglienza vera, senza business, senza misure straordinarie, senza emergenze. Vogliono annientare la possibilità che come te, chi amministra un territorio smetta di coprirsi dietro l’alibi della legalità e della burocrazia, ed inizi invece ad occuparsi della giustizia sociale.
Il problema, caro Mimmo, é che tu li hai fatti proprio infastidire. Hai smontato tutte le loro scuse, ma soprattutto hai evidenziato le loro brutture, le loro incapacità, le loro meschinità.
Per questo hanno pensato bene di trovare un modo per distruggerti. Ma non preoccuparti, Mimmo. Non sei solo. Accanto a te siamo in tanti, tantissimi. E questa storia non ci fa paura , ci fa solo più incazzare.

Solidarietà NO TAV al sindaco di Riace Mimmo Lucano
Negli arresti di Riace disposti dalla Procura di Locri si misura la differenza tra difesa della legalità e vendetta, tra giustizia e rappresaglia, tra un sistema giudiziario che tutela i diritti dei cittadini facendo rispettare la sostanza delle leggi e un meccanismo perverso basato sul classico “due pesi e due misure”. Il vero colpevole non è il sindaco di Riace ma chi confonde tra giustizia e legalità, chi tenta di mettere a tacere una voce scomoda che con i fatti dimostra la sua forza contagiosa, chi mette in quarantena un portatore sano che non diffonde epidemie ma tenta di curare una società malata di razzismo e fascismo. Colpevole è chi arresta persone animate soltanto da forti ideali di giustizia che cercano disperatamente di districarsi ogni giorno tra leggi e norme che rappresentano veri crimini contro l’umanità.
Se la legge deve essere uguale per tutti occorre che le leggi rispettino i diritti soprattutto dei più deboli e non i privilegi dei più forti, e se così non è allora la disobbedienza civile è un dovere. L’esperienza di accoglienza di Riace incarna il vero spirito di una Costituzione ogni giorno sempre più derisa e violata dalle stesse norme che dovrebbero realizzarla. Si nasconde dietro una foglia di fico chi richiama altre situazioni di politici ladri e corrotti proponendo un’analogia fuori da qualsiasi logica di semplice buonsenso e onestà intellettuale.
Per questi motivi il movimento NO TAV si schiera senza se e senza ma con il sindaco di Riace Mimmo Lucano. Abbiamo conosciuto Mimmo in diverse occasioni, ci siamo sempre stupiti della sua capacità di mettere in pratica principi nei quali ci riconosciamo, ammiriamo la sua intransigenza, la sua trasparenza, il suo dire pane al pane, la sua indisponibilità a scendere a compromessi, il suo agire contro la ‘ndragheta che sui migranti lucra ogni giorno. E apprezziamo il suo modello di accoglienza che coniuga l’umanità verso chi chiede aiuto con l’amore per la sua terra e per un paese, Riace, che grazie a questo modello si è ripreso dall’abbandono ed è tornato a vivere.
Chi oggi colpisce il sindaco di Riace è il vero colpevole. È colpevole la Procura di Locri la cui sospetta solerzia è funzionale all’orientamento del potere politico che teme il diffondersi del modello Riace, l’unica seria alternativa al razzismo e all’intolleranza. Sono colpevoli i governi di ieri che si sono ripetutamente accaniti nei confronti dei migranti. Ed è colpevole l’attuale governo nel suo complesso che lascia mano libera a un ministro di polizia che con i fatti oltre che con le parole sdogana ogni giorno di più un fascismo che vogliamo combattere.
Non vogliamo suggerire paragoni fuori luogo con una lotta che ci vede protagonisti in Val di Susa: ma non possiamo non riconoscere nel provvedimento della Procura di Locri la stessa logica che da anni viene applicata dalla Procura di Torino con la repressione nei confronti del movimento no tav: “colpirne uno per educarne mille”. Riconoscere questa analogia è un motivo in più per stare al fianco di Mimmo Lucano.
Il movimento notav aderisce alla manifestazione di sabato 6 ottobre a Riace, chiede con forza il ritiro di un provvedimento ignobile e auspica il diffondersi in tutto il paese di pratiche di accoglienza di rifugiati e migranti che a Riace sono una realtà da difendere ad ogni costo, anche con la disobbedienza civile contro uno stato di polizia.
RIACE NON SI ARRESTA
Presidio di solidarietà al Sindaco di Riace Domenico Lucano
Sabato 6 ottobre ore 16
Piazzetta de Andrè Avigliana
Il movimento No Tav Val di Susa

Contro l’ondata xenofoba e securitaria: siamo tutt* fuorilegge!
Una marea nera sta crescendo in Italia e nel mondo. Episodi di razzismo e intolleranza sono ormai all’ordine del giorno. I discorsi razzisti, inizialmente pompati dalla politica e dai media, sono ormai diventati discorsi comuni che puoi sentire sui bus, a scuola, nei posti di lavoro, nelle piazze e nei bar.
Noi crediamo che tutto ciò non nasca dal nulla. Innanzitutto stanno venendo alla luce i frutti marci di almeno due decenni di leggi ingiuste e criminali contro i migranti e di demagogia spicciola fatta da politicanti a caccia di consensi. Dalla Turco-Napolitano (centro sinistra) che diede il via a forme disumane di detenzione amministrativa con i CPT, e il relativo business di chi questi centri di detenzione li gestiva, alla legge Bossi-Fini, generatrice di clandestinità e drammatica marginalità, fino ai decreti Minniti e Salvini degli ultimissimi tempi che portano a compimento (per ora) un percorso giuridico e istituzionale mirante a creare una società divisa in razze oltre che in ricchi e poveri.
L’infame percorso che ha portato la società italiana fin qui è infatti un percorso assolutamente BIPARTISAN, nel quale destra e sinistra si sono sfidate in termini di repressione e guerra ai poveri consegnando il paese a Salvini e all’estrema destra. Tra Minniti e Salvini c’è perfetta continuità, tra PD e Lega la sostanza non cambia! Non dimentichiamo le ordinanze dei sindaci sceriffi del PD, non dimentichiamo le cariche contro studenti, lavoratori e pensionati ordinate dalla polizia di Minniti. Non dimentichiamo i fogli di via e i daspo elargiti da Minniti (si sarà forse ispirato a Mussolini che vietava a comunisti, socialisti e anarchici di uscire di casa il Primo Maggio e nelle ricorrenze operaie?).
Soprattutto non dimentichiamo che le leggi contro cui Mimmo Lucano ha opposto resistenza sono le leggi infami di Minniti e del PD, Mimmo Lucano è oggi sotto attacco anche per questo!
E c’è anche un altro nodo che viene al pettine: quello riguardante legalità e giustizia. Noi crediamo che la legalità non sia sinonimo di giustizia. Il nazismo e il fascismo erano perfettamente legali, anche il colonialismo e lo schiavismo. E chi si è opposto a tutto questo, nella storia e nell’attualità, è sempre stato bollato come criminale, bandito, terrorista, fuorilegge, estremista, etc
Crediamo che il concetto di legalità, innalzato a dogma dalla sinistra istituzionale e da certa società civile, sia un concetto vuoto, fuorviante e pericoloso, oltre che conservatore e reazionario. Non ci interessa il rispetto della legge se quella stessa legge fa sì che le persone vengano deportate oppure non abbiano altra alternativa che il lavoro paraschiavista nelle nostre campagne. Non ci interessa assolutamente niente del rispetto della proprietà privata di imprese e multinazionali quando la gente non ha un tetto sulla testa e muore di freddo per strada. Non ci interessa niente della libertà di impresa quando i padroni ci sfruttano e calpestano i nostri diritti più elementari. A noi non ce ne frega niente della libera concorrenza (o dell’Europa), se vuol dire dare in pasto le nostre risorse e le nostre vite a clientele, mafie e multinazionali. A noi ci fa schifo il quotidiano spettacolo di glorificazione delle forze dell’ordine fatto da certa antimafia mentre quelle stesse forze reprimono le lotte o torturano e uccidono impunemente come per Cucchi, Aldrovandi, Giuliani e le innumerevoli di vittime della brutalità poliziesca nostrana.
La storia delle lotte sociali e dei progressi umani è storia di donne e uomini che hanno lottato CON OGNI MEZZO NECESSARIO contro le ingiustizie e le disuguaglianze.
L’attacco portato a Lucano è infatti parte di una più ampia offensiva. Sotto attacco centri sociali, occupazioni abitative, sindacalismo conflittuale, lotte in difesa dei territori, le decine e decine di migliaia di persone che ogni giorno lottano per difendere la loro dignità lontano dal clamore mediatico e dalle narrazioni dominanti assieme ai poveri e agli ultimi di ogni razza. Pensiamo ai compagni che nei mesi scorsi, da Macerata a Piacenza, si sono opposti all’ondata neofascista provando a impedire le manifestazioni di Casapound e Forza Nuova, pensiamo agli arresti e alle condanne per gli scontri con i carabinieri che difendevano la sede di Casapound a Piacenza, pensiamo ai facchini del SI COBAS che ogni giorno si devono scontrare con le forze dell’ordine quando bloccano i magazzini e le strade chiedendo maggiore dignità e condizioni lavorative più umane, pensiamo a quanti, per avere un tetto sulla testa, diritto che dovrebbe essere costituzionalmente garantito, si trovano costretti a sfondare una porta e a violare una proprietà privata di qualche palazzinaro o banca rischiando denunce, galera e botte (è il caso del comitato Prendocasa di Cosenza le cui occupazioni, in cui vivono decine e decine di italiani e stranieri, sono ora sotto minaccia di sgombero). O ancora pensiamo al compagno sardo Luisi Caria, accusato di terrorismo per aver sostenuto le YPG curde nella lotta contro l’Isis e per una società democratica!
Quando l’ingiustizia diventa legge la resistenza diventa dovere, lo diceva Bertold Brecht e lo ripetono a pappagallo anche intellettuali un po’ furbetti che fino all’altro ieri tenevano a oltranza posizioni tutt’altro che disobbedienti…
Crediamo infine che l’ondata xenofoba attuale corrisponda ad un acuirsi della crisi di questo sistema economico e politico e sia uno strumento delle elite e dei più ricchi per deviare la rabbia sociale e innescare la lotta fra poveri disinnescando la LOTTA DI CLASSE.
Provano a distoglierci dai problemi reali: la povertà dilagante, l’imbarbarimento sociale e culturale, la precarietà, la fatiscenza delle infrastrutture, la devastazione ambientale, il sempre crescente dissesto idrogeologico che insieme al cambio climatico e alla mancanza di cura e manutenzione del territorio provocano tragedie come quella che si è consumata nelle scorse ore a Lamezia Terme, in cui una giovane madre, lavoratrice di un call center, è morta assieme ai suoi due figlioletti travolta dall’esondazione di un canale di scolo mentre rientrava a casa. Non sono stati gli immigrati a provocare tutto questo ma italianissimi padroni e politici che trattano la nostra terra come un limone da spremere e poi gettare via assieme ai suoi abitanti (non prima di averci imbottiti di rifiuti tossici e schifezze varie).
Per questo i migranti non sono nostri nemici, i migranti sono nostri alleati! Possono aiutarci, come successo a Riace, nel tentativo di riprenderci la nostra terra sottraendola all’abbandono e all’emigrazione, ai politicanti e alle clientele, alla ndrangheta e alle multinazionali, ai padrini, ai padroni e ai generali.
Mimmo Lucano non è solo: ci sono sempre più persone che si stanno rendendo conto della situazione e iniziano a sentire la necessità di lottare, ognuno con i suoi metodi e secondo le sue sensibilità, per invertire la rotta e costruire un’alternativa a questo sistema in crisi. Noi siamo fra queste e crediamo che le cose possano cambiare, che la storia non è scritta e che sta a noi OSARE LOTTARE e OSARE VINCERE per aprire il presente e il futuro a un modo più giusto ed equo di vivere assieme su questa Terra. Basta col vittimismo e la rassegnazione: siamo pur sempre il 99% dell’umanità e stiamo venendo a riprenderci tutto quello che ci hanno tolto!
Libertà per Mimmo Lucano!
Libertà per tutti i compagni in galera e con limitazioni della libertà personale!
Fermiamo la guerra contro i poveri!
Stop sfratti e sgomberi!
S.p.Arrow – Spazio Precario Autogestito (Rende – CS)

SE LA SOLIDARIETÀ È UN REATO, RESISTERE DIVENTA UN DOVERE
Nella giornata di ieri il sindaco di Riace Mimmo Lucano è stato sottoposto agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e affidamento fraudolento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti a due cooperative della zona. L’accoglienza e l’integrazione dei migranti a Riace inizia nel 1998, anno in cui sbarcano oltre 100 curdi sulle rive di Riace Marina. Nel 2004 Mimmo Lucano diventa sindaco del suo paese d’origine, che come tanti piccoli borghi antichi della Calabria soffre di un processo decennale di spopolamento, causato dal radicamento della ‘ndrangheta nel territorio regionale e dalle conseguenti degradanti condizioni economico-sociali venutesi a creare per i residenti. Mimmo decide che le case abbandonate nel corso degli anni vanno ripopolate e propone una forma di inclusione sociale basata sull’accoglienza diffusa dei migranti. Vede nei luoghi abbandonati dai riacesi dei nuovi spazi conviviali dove la popolazione intera, formata da metà autoctoni e metà migranti, possa socializzare e vivere in armonia. Questa forma di integrazione funge da slancio per intendere e interpretare la politica in maniera alternativa. Essa deve avere anche il compito di riattivare le culture tradizionali locali. Si promuovono diverse politiche come: la raccolta differenziata con gli asini; la riapertura di botteghe artigiane per la tessitura della ginestra e per la lavorazione della ceramica; l’esperienza dell’albergo diffuso per integrare i turisti all’interno della comunità e sottrarre terreno alla speculazione politico-mafiosa; la battaglia contro la Sorical per l’acqua pubblica e accessibile a tutti.
Ma, arresto a parte, Mimmo è già da diverso tempo sotto i riflettori: è diventato la nemesi degli ultimi due ministri dell’Interno italiani. Gli scontri, anche mediatici, sono prima iniziati con Minniti – al punto che lo stesso Mimmo ha affermato “dal maggio 2016 non riceviamo un euro dalla Prefettura. Abbiamo un sistema che funziona, ma iniziamo a pensare che dia fastidio” – fino ad arrivare ai giorni nostri con gli scontri avuti con il Ministro Salvini (che ricordiamo essere indagato per sequestro di persona per il caso della nave Diciotti) che si è beato sui social di questa notizia.
L’accusa di favoreggiamento di immigrazione clandestina è un reato che fa schifo solo a sentirlo pronunciare. È una storia che viene da lontano e va dai taxi del mare e gli inesistenti guadagni delle ONG utilizzando la cronaca nera come volano dell’odio. Per questo Riace (come tutti gli esempi di solidarietà) dà infinitamente fastidio perché rende palese ciò che non si è disposti a fare per prendere qualche pugno di voti in più. Quindi è facile capire che l’obiettivo non è solo Mimmo Lucano ma tutti coloro che sono quotidianamente impegnati nella costruzione di una società più giusta basata su uguaglianza e solidarietà.
È abbastanza chiara la deriva xenofoba e repressiva dell’attuale governo che sempre recentemente ha approvato il Decreto Legge Salvini su immigrazione e sicurezza, che di fatto intensifica la politica dei respingimenti, abolisce la protezione umanitaria per i rifugiati e rende sempre più difficoltoso l’accettazione della richiesta del diritto d’asilo da parte delle autorità competenti.
Così come appare ancora più evidente la distanza che intercorre fra giustizia sociale e legalità.
Quello che rappresenta l’arresto di Lucano è una sfida a tutti noi e ci sprona ad uno straordinario sforzo di resistenza. Abbiamo infatti il dovere di evitare che ciò che Riace rappresenta non venga sbranato da questi ignobili rigurgiti di fascismo. Non è infatti la vicenda in sé, ma la rappresaglia che si è scatenata contro di lui (per colpire in fondo tutte le esperienze di accoglienza e solidarietà) ad essere un punto di non ritorno. Abbiamo sopportato fin troppo e concesso troppo spazio a queste pericolose nostalgie.
Progetto Azadì

#NoistiamoconMimmoLucano
Sabato 6 ottobre tutti* a Riace!
L’arresto del Sindaco di Riace, Mimmo Lucano, segnala un ulteriore approfondimento della deriva autoritaria, razzista e xenofoba che sta attraversando questo Paese sobillata da un Governo e da un Ministro dell’Interno che non perdono occasione per fomentare il clima d’odio e intolleranza.
L’arresto di Mimmo Lucano è un vile tentativo di bloccare una virtuosa e innovativa esperienza di accoglienza. Evidentemente quest’esperienza dà fastidio a chi sta artatamente costruendo uno stato di paura e repressione, perché dimostra che è possibile un altro modello di convivenza civile.
Come movimento per l’acqua esprimiamo solidarietà al Sindaco di Riace, riconfermiamo che non intendiamo restare a guardare e che porteremo il nostro contributo a tutte le mobilitazioni che puntano a ri-costruire dal basso quegli anticorpi culturali, sociali e politici verso un altro modello di convivenza civile senza la quale la nostra stessa battaglia per l’acqua, libera, pubblica, non troverebbe possibilità di realizzazione piena.
#Riacenonsiarresta #NoistiamoconMimmoLucano
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

L’arresto di Mimmo Lucano, sindaco del Comune di Riace, effettuato da parte della Guardia di Finanza su mandato della Procura della Repubblica di Locri, non fermerà un modello di accoglienza basato sul rispetto della dignità delle persone.
L’Unione Sindacale di Base esprime la massima solidarietà a un uomo che da anni lotta per la giustizia sociale e contro qualsiasi deriva razzista e discriminatoria.
Le inchieste giudiziarie a orologeria non possono sminuire l’importanza e l’efficacia del “modello Riace”, costruito da Mimmo Lucano nella massima trasparenza e senza alcun tornaconto personale.
USB è al fianco di sindaco Mimmo Lucano e della sua famiglia, perché la macchina salviniana è riuscita a colpire anche la compagna di Lucano con il divieto di dimora.
USB sarà a Riace il 6 ottobre per manifestare solidarietà e chiedere che giustizia sia fatta, contro accuse palesemente strumentali.
Unione Sindacale di Base – Confederazione nazionale

In una terra come la Calabria governata e avvelenata da decenni dalla politica in simbiosi con la ‘ndrangheta, in cui la disoccupazione e l’emigrazione aumentano giorno dopo giorno, la magistratura decide di colpire Mimmo Lucano e l’esperienza di Riace, dopo che a farlo sono stati il governo attuale e quello precedente.
Il reato che viene contestato è il “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, non c’è limite al ridicolo.
Noi continuiamo a credere che il modello di accoglienza italiano, in ogni sua forma, sia fallimentare e quindi che non possa esistere alcuna esperienza virtuosa ma l’arresto di Mimmo Lucano è una azione politica ignobile e infame, figlia del clima di guerra ai poveri e agli ultimi instaurato dal governo di Marco Minniti e alimentato ora da quello di Matteo Salvini. Noi che lottiamo ogni giorno per il diritto alla casa, contro le inutili grandi opere e per la dignità nei nostri quartieri, sappiamo bene cosa vuol dire essere delegittimati e attaccati dalle istituzioni attraverso l’apparato repressivo dello stato. Ciò che oggi è accaduto a Mimmo Lucano tra qualche settimana succederà a Cosenza, le occupazioni abitative verranno sgomberate e centinaia di persone verranno messe in strada su ordine della Procura della Repubblica e del Ministero dell’Interno. E’ giunto il tempo di trasformare la solidarietà virtuale e ad intermittenza in azione politica costante e determinata che sappia contrastare l’ondata securitaria.
Ci vediamo a Riace e davanti alle occupazioni a Cosenza!
PRENDOCASA Cosenza

Non si arresta una speranza. Non si arresta chi ha fatto della solidarietà e dell’umanità il punto di forza di una piccolo paesino della Calabria: ha ripopolato un luogo moribondo e abbandonato, ha regalato nuovi sogni. Lo ha fatto sfidando la mafia e le stesse istituzioni nazionali ed europee. Non si arresta chi ha ideato un sistema di accoglienza dal basso, invidiato in tutto il mondo. Un modello di integrazione dei migranti che è stato studiato nelle università europee, è stato raccontato sul grande schermo, nel cortometraggio Il volo, dal regista Wim Wenders, giusto per fare qualche esempio.
Qualche ora fa Mimmo Lucano è stato arrestato dalla Guardia di Finanza per favoreggiamento dell’immigrazione.
A un anno circa dalla perquisizione subita e dal suo interrogatorio, si sono presentati a casa del sindaco di Riace all’alba con un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, su richiesta del procuratore di Locri, Luigi D’Alessio, – all’interno di una fantomatica operazione denominata “Xenia”- che ha deciso anche il divieto di dimora per la sua compagna Tesfahun Lemlem.
Sappiamo che accogliere un essere umano non può essere un reato e con questo arresto si conferma conferma la pulsione reazionaria di cui sta cadendo preda il nostro paese.
Che il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, sia agli arresti per favoreggiamento immigrazione clandestina è il segno dell’imbarbarimento del paese che parte da lontano e di cui Salvini è l’esito.
Si tratta di una gravissima provocazione per chiunque pratichi solidarietà e creda in quella “utopia della normalità” portata avanti con coraggio da Mimmo Lucano.
Esistono trafficanti di persone. Schiavisti. Capi di centri di detenzione in cui la tortura è pratica quotidiana. Caporali sfruttatori.
E ancora, sorge facile il paragone tra chi architetta un perfetto sequestro di persone e chi “favoreggia matrimoni”.
Infatti, il sindaco di Riace è accusato di aver organizzato un matrimonio “di convenienza” tra una richiedente asilo nigeriana – che aveva avuto diniego dalla commissione – con un italiano di Riace, per poter farle avere il permesso di soggiorno.
Sabato 6 Ottobre la rete di cittadini e cittadine a sostegno di Riace, attraverso la pagina facebook “Riace patrimonio dell’umanità”, promuove una manifestazione nel paesino calabrese: «saremo a Riace in solidarietà con un uomo onesto per difendere un modello che sfida la deriva razzista e fascista del presente».
Ci uniamo all’appello e invitiamo tutti e tutte a raggiungere Riace per portare solidarietà diretta a Mimì Capatosta: anche questa volta ne uscirai a testa alta!
#IostoconRiace
#Riacenonsiarresta
Da Globalproject.info

L’umanità non si arresta
Era il 2002 quando ci recammo per la prima volta a Riace. Il paese era pressoché spopolato: solo poche famiglie di rifugiati e una manciata di operatori che se ne prendevano cura, ravvivavano un paese deserto, decadente e senza prospettive.
Negli anni, oltre ad ampliare il numero delle persone accolte, l’amministrazione Lucano ha creato una biblioteca comunale, una piazza con giochi attrezzati per i bambini, un sistema di raccolta differenziata porta a porta con l’uso degli asinelli, un orto biologico a terrazzamento; ha reso le vie del paese colorate e piene di richiami alla lotta alla mafia attraverso la realizzazione di murales realizzati da giovani artisti, ha dato vita a un festival cinematografico sui diritti umani, ha creato posti di lavoro. A Riace sono nate, infatti, numerose cooperative che hanno permesso a coloro che erano costretti ad emigrare di restare con le proprie famiglie. Soprattutto, ha creato un clima di convivenza pacifica fra i popoli.
Se i reati contestati sono quelli riportati all’interno del comunicato stampa della procura di Locri, esprimiamo incondizionata solidarietà a Mimmo, il quale ha avuto il coraggio di disattendere leggi ingiuste e disoneste per aiutare persone fragili, perseguitate, probabilmente abusate, violentate e torturate.
Eventuali irregolarità o superficialità amministrative non possono infangare, coprire, offuscare, screditare e cancellare quanto Mimmo abbia fatto in tanti anni, con sacrifici e passione.
Abbiamo ancora negli occhi e nelle orecchie i suoi discorsi accorati per il rispetto dei diritti umani e delle persone in quanto tali, prima ancora che italiani, africani, iracheni, afgani, palestinesi, curdi.
Non possiamo credere che Mimmo sia la persona descritta dalla Procura.
Da oltre sette anni, denunciamo il malaffare che c’è dietro all’accoglienza di tipo emergenziale, dalla cosiddetta emergenza nord africa (che emergenza non fu circa 50.000 arrivi in due anni contro i tre milioni di profughi che dalla Libia scapparono nella piccola e già sofferente Tunisia) agli attuali CAS, passando per alcuni centri di prima accoglienza per i minori aperti in prossimità degli sbarchi, in spregio a tutte le più elementari normative, in nome di un emergenza che non c’era. Nei confronti di tutti quei gestori malfattori, gli organi istituzionali hanno proceduto alla chiusura dei centri, senza conseguenze giudiziarie né amministrative né tanto meno penali, anche in presenza di palesi violazioni dei diritti umani e di utilizzo scellerato delle risorse pubbliche.
A loro nessuno ha mai chiesto il conto!
Attendiamo ancora di vedere come finirà il processo sulla mala gestione del CARA di Isola Capo Rizzuto, la cui criminale gestione denunciamo pubblicamente da oltre 10 anni e della cui vicenda stranamente i media hanno deciso di non occuparsi più, se non per dovere di cronaca nel momento in cui si tratta di diffondere comunicati della procura o udienze.
Ancora oggi il metodo emergenziale è utilizzato da questo governo (il cui partito maggioritario si è eretto a paladino di legalità e giustizia) che vuole far passare il “Decreto Salvini” con procedure d’urgenza ma senza alcun presupposto, considerato che lo stesso ministro – grazie al mirabile lavoro preparatorio attuato dal suo predecessore – ha reso quasi impossibile raggiungere il nostro paese a coloro che scappano dalle fiamme dei tanti inferni la cui esistenza preferiamo ignorare.
Grazie a questo approccio politico al fenomeno migratorio, la violazione dei più elementari diritti umani non farà che acuirsi, a tutto vantaggio di un sistema malavitoso che paradossalmente finirà sempre più in mano alle coop nere (vedi inchiesta “Mafia Capitale”, così come le vicende del Comune di Fondi, quelle di Borgo Mezzanone, di Trapani o di Padova).
Riteniamo che il rispetto delle regole debba essere il primo baluardo per chi nella nostra regione voglia cambiare realmente le cose, ma fin quando ci sarà più di una legalità da usare a proprio uso e consumo, sulla base di interessi politici o di poteri nascosti che da sempre relegano la Calabria a ultima regione d’Italia e d’Europa, disobbedire alle leggi sia un dovere.
Associazione Culturale Multietnica La Kasbah Onlus

Mimmo Lucano arrestato. Colpevole di solidarietà
E’ di stamattina la notizia dell’arresto ai domiciliari del Sindaco di Riace Domenico Lucano. La misura cautelare è stata disposta per l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento del servizio di raccolta rifiuti. Alla moglie il divieto di dimora nel comune.
L’inchiesta della Procura della Repubblica di Locri riguarda i finanziamenti che attraverso il governo e la regione arrivano al Comune di Riace per i progetti riguardanti i richiedenti asilo. Più nello specifico i soldi che arrivano dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria. Soldi che poi attraverso il comune passano alle cooperative che gestiscono direttamente l’accoglienza. Indagato anche il presidente dell’associazione “Citta Futura – don Pino Puglisi”.
Il Sindaco di Riace era già sotto inchiesta, da un anno, per concussione e truffa. Gli inquirenti avrebbero notato delle irregolarità amministrative nelle relazioni tra comune e cooperative.
Viene considerato dagli inquirenti un sindaco “spregiudicato” in quanto nonostante il ruolo ricoperto, organizza in maniera plateale matrimoni di convenienza tra donne straniere e cittadini di Riace per permetterne la permanenza sul territorio italiano. Inoltre viene proprio riportato come Lucano operasse in maniera consapevole contro leggi e norme per l’accoglienza. Le considera balorde e si prende la responsabilità, da Sindaco, di violarle. Avrebbe infatti ideato – sempre secondo quanto riportato da chi sta seguendo le indagini – insieme alla moglie un’insieme di espedienti per far funzionare al meglio il sistema di accoglienza nella cittadina calabrese. Per aggirare la disciplina prevista dalle norme nazionali che regolano l’ingresso in Italia.
Una doccia fredda per Domenico Lucano. Duro colpo per tutti i sostenitori del “Modello Riace” che ne chiedono la liberazione immediata e fissano un assemblea straordinaria già nel pomeriggio per stabilire insieme come reagire.
Torna quindi a fare parlare di se il Sindaco virtuoso che ha rappresentato e rappresenta l’opposizione istituzionale più quotata contro le politiche del PD di Minniti e la deriva dell’anti-accoglienza dettata da Salvini. Una figura molto in vista negli ultimi mesi che ha attirato a se l’interesse di opinionisti e personaggi politici della sinistra e non soltanto italiani. Inserito da Fortune nel 2016 tra i 50 uomini più influenti al mondo, Mimmo Lucano rappresenta proprio l’idea che può esistere un modello di accoglienza che funziona, che aggrega e crea comunità. Il fatto che per ottenere questo risultato abbia dovuto, più volte, oltrepassare la legge violandola, ci da la misura di quanto il sistema dell’accoglienza vigente – già prima dell’arrivo del mostro Salvini – fosse scritto proprio per creare difficoltà all’accoglienza reale e solidale.
La vicenda che si apre sembra essere frutto, dunque, di una scelta precisa di tornare a far parlare del sistema di accoglienza attuale andando a colpire quello che per gli addetti ai lavori (e per gli ostili) è esempio ed eccellenza. Per dare forza e vigore al recentissimo decreto Salvini su immigrazione e sicurezza urbana poteva non bastare la classica retorica del business sui migranti. O meglio poteva sicuramente bastare, però perché non sfruttare l’occasione per sferrare un doppio attacco a chi, più di tutti, dovrà fare i conti con le nuove regole? Perché non dare in pasto all’opinione pubblica proprio quello che, anche mediaticamente, è diventato il simbolo dell’accoglienza ma di quella onesta che non lucra? E quindi pure l’ultimo baluardo della solidarietà disinteressata e del senso dell’umanità è stato dato in pasto alle cronache giudiziarie. Salvini segna un altro punto e lo fa giocando la carta della legalità. E forse questo dovrebbe anche servire da monito. Perché questa vicenda e nello specifico proprio Mimmo Lucano ci riportano sicuramente ad un dato di fatto non trascurabile: le norme e leggi che regolano il sistema accoglienza “sono balorde”. Anche in questo caso, infatti, non basterà resistere ma costruire collettivamente le condizioni per ribaltare l’esistente.
Da Infoaut.org

Un pessimo risveglio questa mattina per la Calabria e l’Italia che resiste: Mimmo Lucano, sindaco di Riace, è stato arrestato, ai domiciliari, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Nella Calabria asfissiata dalla ‘ndrangheta e dalle sue logiche criminali, le istituzioni attaccano i simboli della resistenza e della solidarietà: ancora una volta ci vorrebbero indicare come “fuorilegge” gli ultimi e chi li difende.
Dove siamo da sempre, ci troveranno: accanto a Mimmo, alla sua compagna, a Riace e alla sua comunità, a cui va tutta la nostra massima solidarietà.
Le parole, però, non bastano!
Per questo invitiamo tutta la cittadinanza reggina a un’Assemblea Straordinaria oggi pomeriggio, 2 ottobre, alle 18.30 presso la Casa del Popolo in via Gatto 25 (Rione Ferrovieri), per coordinarci e stabilire insieme come reagire e portare la nostra vicinanza a Mimmo Lucano.
Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere!
Mimmo resisti! Riace resisti!
Potere al Popolo – Calabria

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I presidi e le iniziative promosse appena si è diffusa la notizia dell’arresto:
martedi 2 ottobre 2018
– Roma: ore 17.30 in Piazza dell’Esquilino
– Padova: ore 18.00 sotto la Prefettura
– Trento: ore 18.00 in Piazza Mario Pasi
– Treviso: ore 18.30 Piazzaetta Aldo Moro
– Venezia: ore 18.00 sotto la Prefettura di Venezia
– Bolzano: ore 19.00 in Piazza Verdi
– Bologna: ore 19.30 in Largo Ottorino Respighi
– Lamezia Terme: ore 18.30, Isola Pedonale di Corso Giovanni Nicotera
– Cosenza: ore 18.00 Piazza XI Settembre
– Reggio Calabria: ore 18.30, assemblea cittadina presso la Casa del Popolo in via Gatto 25
– Potenza: ore 1900 in piazza Prefettura
– Brescia: ore 18.00 in Largo Formentone
– Torino: ore 18.30 .sotto la prefettura di Torino in piazza Castello

Mercoledì 3 ottobre 2018
– Bergamo: ore 18.30 in Piazza Vittorio Veneto
– Barcellona: ore 19:00 davanti al Consolato Italiano di Barcellona

Venerdì 5 ottobre 2018:
– Catania: ore 17.30 in via Etnea, davanti Villa Bellini

Sabato 6 ottobre
– Vicenza: ore 16.00 in Piazza Matteotti
– Alessandria: ore 16.00 Piazzetta della Lega
– Schio (Vi): ore 10.30 in Piazza Alessandro Rossi
– Milano: ore 17.30 San Babila
– Palermo: ore 17.00 Piazza Politeama
– Val di Susa, Avigliana, Ore 16:00, Piazzetta De Andrè
– Torino, ore 16:30, Piazza Castello (di fronte la Prefettura)

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