Questura, Procura e Ministero dell’Interno continuano a lavorare senza sosta per sconfiggere il crimine radicato nella nostra provincia attraverso decine di misure repressive. Dirette a chi? Attivisti e ultrà, perchè evidentemente siamo il problema principale del nostro territorio. In pochi giorni in decine, da Celico a Cosenza, siamo statI oggetto di 3 diversi procedimenti.
La Prefettura di Cosenza ha deciso di comminare una multa da 2500 euro a chi nel marzo del 2014 ha resistito con coraggio e determinazione, mettendo i propri corpi in prima fila,contro chi voleva riempire i boschi della Sila di rifiuti allo stato tal quale.
La Questura di Cosenza ci ha notificato un avviso di conclusioni indagini per la manifestazione di novembre 2014, quando nella serata di conclusione della campagna elettorale per le elezioni regionali rovinammo, nel cuore del centro storico, l’insopportabile passerella del presidente del consiglio Matteo Renzi, di Mario Oliverio e del Partito Democratico.
Sempre in queste ore sono in corso di notifica 55 D.A.S.P.O, tutti i passeggeri del bus diretto al “Renzo Barbera” di Palermo, per gli Ultrà Cosenza 1978, che sommati a quelli già sottoposti al provvedimento privano la Curva Sud di circa 140 persone.
Un accanimento vergognoso e premeditato, che troverà come sempre una risposta adeguata da parte della città e dell’intera provincia.
Il porto delle nebbie della Procura di Cosenza, il Ministero e la locale Questura si svelano ancora una volta per ciò che realmente sono: forti con i deboli e deboli con i forti, strenui difensori della malapolitica.
Difronte a tutto ciò reagiremo a testa alta, senza lasciarci scalfire o intimorire da chi vuole ridurre le pratiche di resistenza e l’impegno in difesa del territorio a banali reati da perseguire.
Prendocasa Cosenza
Centro Sociale Rialzo
malanova.info

 

La RESISTENZA non si processa e non si arrende
A 30 giorni dalla prescrizione, la Prefettura di Cosenza ha deciso di comminare una multa da 2500 euro (più 2 di bollo) a chi nel 2014 ha resistito in modo pacifico e gioioso contro chi, violando leggi nazionali e comunitarie, voleva riempire i nostri boschi di rifiuti allo stato tal quale.
Con i blocchi del 2014 la Presila ha costretto la Regione Calabria a lavorare i rifiuti prima di sversarli in discarica. Ha costretto il dipartimento ambiente a cessare la pratica dello smaltimento in deroga da norme comunitarie per le quali sono stati pagati per anni milioni di euro di multe arricchendo le solite “famiglie”. Con la mobilitazione è stato aperto un dibattito per dimostrare come sia possibile gestire il ciclo dei rifiuti in modo virtuoso.
La decisione della Prefettura di Cosenza, che ricordiamo è l’organo che rappresenta il Governo a livello territoriale e il cui Prefetto dipende gerarchicamente dal Ministro dell’interno, è chiaramente un atto politico repressivo inaccettabile: si colpiscono i cittadini che impediscono la violazione di norme e si proteggono gli usurpatori.
Nel prossimo fine settimana organizzeremo un’assemblea pubblica per stabilire tempi e modi per presentare un ricorso collettivo al Giudice di Pace. Non un solo euro sarà pagato per aver difeso la nostra terra e per una multa comminata sulla base di presupposti inesistenti.
Facciamo appello affinché si costituisca un corposo pool di legali che segua la vicenda per arrivare a sconfessare una decisione repressiva e antidemocratica. I presupposti per sconfessare una decisione liberticida ci sono tutti.

Comitato Ambientale Presilano

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