Sylla Naumè, trentadue anni, è l’ennesima vittima del razzismo istituzionale nella tendopoli di San Ferdinando.
Tra fuoco, colpi di pistola o di fucile, nella Piana di Gioia Tauro si continua a morire.
L’incendio, questa volta, è avvenuto nella nuova tendopoli costruita nel 2017, dotata di sistemi di videosorveglianza, recinti e reti, con accesso controllato tramite badge.
Solo due settimane fa lo sgombero della vecchia tendopoli, imposto come soluzione per evitare nuove tragedie, le successive deportazioni verso i Cas sparsi per la regione ed il trasferimento nelle nuove tendopoli sorte a pochi passi dalla vecchia.

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