Secondo alcune narrazioni la periferia è quella catapecchia fatta di materiale di recupero sistematicamente nascosta da un grattacielo scintillante, il luogo nel quale il centro getta abusivamente ciò che ha necessità di occultare. Periferia è tutto ciò che sta ai margini, che caratterizza e allo stesso tempo definisce un centro. Al rapporto tra centro e periferia molto spesso si pensa come a quello tra dentro e fuori, tra “normale” e “anormale” in un quadro, come alla tela e alla cornice.

Perché dunque un festival sulle periferie?
Come Aula Studio Liberata, il nostro scopo è proprio quello di mettere in risalto ciò che generalmente rimane celato, proponendo una visione alternativa di tutto ciò che è reso “periferico” e sfoltendo i confini di quella realtà messa ai margini e di cui spesso non si vuole sentir parlare. Mettere in risalto quel racconto in cui si intrecciano condizioni sempre più difficili, il fascino di quella finestra che affaccia su identità meticce e propulsive, realtà alternative e storie fuori dalla norma.

L’Aula F4 ospiterà il 4-5-6 Giugno il Festival delle Periferie, diviso nelle tre giornate, ognuna attraversata da un tema chiave che caratterizzerà incontri, iniziative culturali, performances, poetry slam, concerti.

PRIMA GIORNATA – Dalle 17 dibatteremo insieme al collettivo femminista “Fem.In Cosentine in lotta” sulla tematica dei corpi periferici. Il discorso si concentrerà maggiormente sul sistema sanitario, su come infierisce in maniera del tutto opprimente e violenta su corpo e psiche femminile e come questo atteggiamento viene ad amplificarsi quando il soggetto in questione è relegato in non-luoghi marginali, resi volutamente invisibili dalle dinamiche escludenti del centro. Alle 22:30 assisteremo alla finale del Poetry Slam Championship, torneo iniziato ad ottobre, in cui verrà proclamato il poeta vincitore dell’anno e la serata culminerà con il live di Basso Profilo.

SECONDA GIORNATA – Sempre a partire dalle 17, ci si concentrerà sul rapporto città-periferia con tutte le sue implicazioni sociologiche e antropologiche. Il discorso si orienterà su tre assi centrali da sviscerare e analizzare assieme a Giovanni Sole, docente di “Storie delle tradizioni popolari”: omologazione, comunità, resistenze identitarie. Ci sarà inoltre un delicato approfondimento sui diversi approcci odierni alla cultura popolare che concernono i termini dicotomici “foklorico” e “folkloristico”. Alle 19 verrà allestito un laboratorio sugli strumenti musicali tradizionali a cura di “All’uso antico”, che alle 22:30 animeranno la serata con la festa-ballo.

TERZA GIORNATA – Tratteremo le periferie del mondo: si cercherà di porre uno sguardo critico sui confini dell’Impero occidentale, che respinge i reietti della terra verso le acque mortifere del Mediterraneo e legalizza barriere in grado di diversificare il soggetto migrante a seconda del suo status e luogo d’origine. Alle 17 ci sarà la presentazione del libro “Il sistema di accoglienza in Italia. Esperienze, resistenze, segregazione” di cui discuteremo con la coautrice Yasmine Accardo. Gli altri relatori saranno Mariafrancesca D’Agostino, docente del dipartimento di “Scienze politiche e sociali” e Nino Quaranta, che porterà la testimonianza diretta della cooperativa “S.O.S Rosarno” e della ghettizzazione della baraccopoli calabrese di San Ferdinando. Alle ore 20 avrà luogo lo spettacolo teatrale “No Pasaran. Viaggio utopico nel cuore della Palestina” di e con Giuseppe Bornino. Alle 22:30 avrà inizio il live con tre gruppi musicali: El Rojo (Stoner Rock da Morano Calabro); Across (DarkCore da Cosenza); Artico (Post Hardcore da Cosenza).

In ognuna delle tre giornate i ragazzi e le ragazze dell’Aula studio liberata prepareranno la cena sociale e cureranno il bar a prezzi modici.