Riportiamo dalla pagina Mai con Salvini – 10 agosto Soverato il resoconto della giornata di lotta iniziata con un presidio e conclusa con la dura contestazione sotto il palco e la carica della polizia. 

Ci sembra doveroso fare un resoconto nonché una cronaca della giornata di ieri.
La contestazione era già iniziata in mattinata, con l’esibizione di striscioni in giro per la città di Soverato che facessero capire un concetto principale: Salvini non è il benvenuto nella nostra terra, quella che ha sempre disprezzato insieme ai suoi sodali di partito ed è in parte anche su quel disprezzo che ha costruito la sua carriera politica.
Nel pomeriggio ci siamo incontrati in Via Milone per un sit-in che continuasse la contestazione con ironia, con striscioni come “pieni poteri li do solo a mia madre”, oltre che il classico “la Calabria è terra accogliente ma tu, Salvini, vattene” già esposto a Catanzaro nello scorso maggio, così come tanti altri. Molti i cittadini, le realtà politiche, le associazioni, i sindacati e i partiti presenti. Un presidio tranquillo, simpatico, leggero, che però non ha mancato di esprimere, in diversi modi, i vari contenuti della protesta.
Arrivato Salvini ci siamo spostati verso il palco del comizio, che presentava a caratteri cubitali lo slogan “Prima gli italiani”, uno slogan razzista che ha sostituito negli ultimi il “Prima il nord” leghista.
L’imponente presenza delle forze dell’ordine, le identificazioni, i cordoni della polizia in assetto antisommossa e la loro carica non hanno impedito ai tantissimi e alle tantissime presenti di arrivare quasi fino a sotto il palco, facendosi largo tra i pochissimi sostenitori salviniani.
Il comizio è poi iniziato e proseguito fra i continui fischi, i cori e gli improperi rivolti a Salvini.
Nonostante la faraonica amplificazione la sua voce si disperdeva fra gli insulti degli oppositori di tutte le età che erano più del triplo dei sostenitori della lega
Qualcuno, a cui va tutta la nostra solidarietà e complicità, ha pensato bene di staccargli il microfono, non sopportando che iniziasse a parlare dei problemi della sanità! Il risultato è che il comizio si è dovuto fermare per mezz’ora. L’autore del geniale sabotaggio è stato immobilizzato, fermato e rilasciato a fine comizio.
Altro che discorsi sulla civiltà e sulla legalità fatti dal palco! I leghisti hanno strappato una bandiera della pace e mandato al pronto soccorso una signora, per giunta rubandole la borsa. Ecco chi è Salvini e suoi sostenitori: gente a cui di questa terra non gliene frega niente, tanto da non sapere che Soverato è in provincia di Catanzaro e non di Cosenza!
Alla fine, una cosa è certa: gli abbiamo rovinato lo spettacolo, lo abbiamo fatto con ogni mezzo possibile.
Abbiamo creato un precedente per cui non solo Salvini, ma chiunque, similmente a lui, verrà nella nostra terra a imporre la sua visione razzista, colma di odio per chi sta peggio e di diseguaglianza sociale, sarà accolto nello stesso modo.

MAI CON SALVINI
… Mai con chi ripropone la sua stessa visione del mondo!