Prosegue da giorni la mobilitazione dei precari dell’Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro.
La protesta è iniziata il 4 settembre dopo l’arrivo delle lettere di licenziamento che dovrebbero interessare circa duecento lavoratrici e lavoratori.
Negli stessi giorni la Coopservice ha comunicato l’attivazione delle procedure di licenziamento collettivo per ottanta operatori socio sanitari in servizio presso lo struttura sanitaria dell’Annunziata di Cosenza.
Diversi i presidi davanti alla prefettura di Catanzaro e alla regione, sfociati nella manifestazione di martedì 10 settembre con i blocchi stradali.
Quasi contemporaneamente, l’ASP di Catanzaro ha ricevuto il decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose, ad ulteriore conferma degli interessi che si muovono dietro a quello che dovrebbe essere un diritto fondamentale per le persone.
Mercoledì 11, inoltre, i rappresentanti sindacali sono stati convocati in Regione, ma al tavolo non ha partecipato il commissario alla Sanità Saverio Cotticelli, confermando così la propria intenzione di non voler in alcun modo lavorare per una soluzione della vicenda. Durante l’incontro la protesta è proseguita davanti al palazzo della Regione.
Per tutta la giornata di giovedì lavoratori e lavoratrici hanno mantenuto un presidio davanti all’Ospedale, mentre venerdì si sono nuovamente spostati davanti alla cittadella della regione.
La protesta è sostenuta dall’USB – Unione Sindacale di Base.
Intanto martedì 17 settembre è iniziata anche la protesta contro i licenziamenti degli 80 OSS dell’ospedale di Cosenza dove le lavoratrici ed i lavoratori sono saliti sul tetto della direzione generale (maggiori info su malanova.info).
Un ulteriore presidio si è tenuto mercoledì 18 settembre davanti alla sede del Consiglio Regionale di Reggio Calabria contemporaneamente alla riunione della Commissione Sanità.

Seguiranno aggiornamenti e approfondimenti