BASTA EMERGENZE. RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!
Lo scorso 6 ottobre il Coord. dei Comitati Calabrese, dopo la pausa estiva, ha ripreso il suo cammino con una partecipata assemblea regionale tenutasi a Lamezia Terme che ha visto la partecipazioni delle rappresentanze delle realtà oggi in mobilitazione in Calabria.
Gli incontri precedenti – quelli di Trebisacce, Rende e all’Unical – hanno avuto il merito di individuare ed approfondire con chiarezza le tematiche oggi prioritarie da focalizzare e da mettere al centro delle nostre mobilitazioni territoriali con l’intento di avviare una campagna sociale e di mobilitazione con al centro l’ambizioso obiettivo di uscire dalle continue e programmate fase emergenziali che attraversano i nostri territori: rifiuti, acqua, salute, bonifiche, clima, ecc.
Il quadro emergenziale regionale è noto a tutti. Abbiamo più volte denunciato che oggi non esiste un solo settore dove – spesso artatamente – non venga costruita una narrazione dell’emergenza tramite la quale poi imporre l’ennesimo commissariamento e il conseguente intervento salvifico del privato: dalla sanità alla depurazione, dalla gestione dei rifiuti alla bonifica dei siti SIN, oggi sembra tutto inesorabilmente volgere verso la strada della gestione affaristico-clientelare dove a farne le spese sono puntualmente le comunità locali e tra queste le fasce sociali più deboli.
La gestione del ciclo dei rifiuti oggi, come d’altronde in passato, è senza alcun dubbio quella che a noi sembra più paradigmatico della, oramai consolidata, prassi dell’EMERGENZA messa in piedi dai poteri politici regionali, in combutta con le forze economiche che dall’emergenza traggono lauti profitti.
L’emergenza nel settore rifiuti, come si sa, apre alla possibilità di abbancare quantità enormi di rifiuti – spesso talquale – anche in deroga alle già di per sé precarie norme del settore.
A governare il sistema rifiuti in Calabria sono i soliti signori della monnezza che a tavolino si spartiscono i nostri territori: il gruppo dei Vrenna, la Calabria Maceri dei f.lli Pellegrino, Ecologia Oggi di Guarascio – tra l’atro candidato a sindaco per il PD a Lamezia – e la fortissima Ecosistem di Rocco Aversa.
La (ri)apertura della stagione degli ATO va in questa direzione: una zona per ogni provincia con a capo quasi certamente alcuni di questi soggetti dell’imprenditoria “green” calabrese, passando da “discariche zero” di oliveriana memoria all’apertura di nuove discariche di servizio e nuovi impianti di trattamento dei rifiuti.
Vecchie discariche che si minaccia di riaprire, Pianopoli, Castrolibero, Castrovillari, Cassano, Rende – giusto per citarne alcune – e la costruzione di nuove buche (San Pietro in Amantea, Cassano, Carpanzano, ecc.) dove abbancare l’enorme mole di rifiuti; tutte opere che, con percentuali ridicole di raccolta differenziata che oggi raggiunge la Calabria, avranno come unico effetto quello di tamponare l’emergenza per qualche mese e di riavere puntualmente i rifiuti lungo le nostre strade per poter riaprire una nuovo ciclo emergenziale.
Proprio a Morano un’intera comunità si è sollevata contro la realizzazione del cosiddetto ecodistretto facendo ritornare sui suoi passi la giunta comunale che aveva già dato il via libera ad ospitare sui propri territori l’impianto. Lo stesso è avvenuto a Castrovillari e Cassano dove tantissimi cittadini hanno impedito la realizzazione dell’ecodistretto e bloccato per una giornata il conferimento dei rifiuti.
Questi sono alcuni dei tanti momenti di mobilitazione che, da nord a sud della Calabria, si stanno sviluppando.
Da questo vogliamo ripartire perché è del tutto evidente che l’emergenza rifiuti è in forte crescita lungo tutto il territorio regionale e che ancora oggi, dopo l’approvazione della legge regionale del 2018 che ha trasferito formalmente i potere ai territori tramite gli Ato, la Regione è il vero deus ex machina del sistema rifiuti in Calabria.
Occorre quindi iniziare a ragionare come riuscire a portare il livello della mobilitazione su un piano regionale.
L’assemblea regionale dei comitati ha individuato come occasione utile la data dell’8 DICEMBRE proposta nella scorsa assemblea nazionale dei comitati contro le grandi opere inutile e imposte e le devastazione ambientali come momento di mobilitazione nazionale diffusa sui territori.
D’altronde l’8 dicembre è una data importante sia per il movimento di lotta in difesa del territorio (è la data storica di mobilitazione dei NO Tav) ma anche per il Coordinamento dei Comitati calabresi la cui storia organizzativa è partita proprio durante la prima assemblea regionale tenutasi a Trebisacce lo scorso 8 dicembre.
Questa giornata regionale dell’8 DICEMBRE vogliamo costruirla attraverso una serie di mobilitazioni ed assemblee pubbliche diffuse sui territori ed autoconvocate dalle singole realtà territoriali.
L’obiettivo è trasformare questi momenti territoriali in punto di coagulo verso e oltre la data dell’8 DICEMBRE.
#BASTAEMERGENZE #RIPRENDIAMOCIILFUTURO