Domani l’USB ha convocato a Catanzaro una giornata di mobilitazione per la situazione del lavoratori della sanità calabresi. Sono oltre 1200 i precari che con varie forme/rapporti contrattuali vedono la loro esperienza lavorativa messa a rischio. In una regione dove puntualmente vengono violati i LEA, dove gli anni di commissariamento hanno prodotto disservizi e aumento di spesa, dove il finto privato in combutta con i politicanti locali sta producendo un sistematico smantellamento del sistema sanitario pubblico 1200 famiglie rischiamo di finire in mezzo ad una strada. Oggi la Calabria spende più di 300 milioni di euro ogni anno per ripagare la migrazione sanitaria verso altre regioni, soldi nostri che finisco in Lombardia, Veneto, Emilia.
Ci chiediamo quante persone si potrebbero curare qui ed ora con questi soldi? Quanti precari si potrebbero stabilizzare? Quante nuove assunzioni potrebbero essere fatte in una terra con il più alto tasso di disoccupazione giovanile in Europa? Quanti giovani costretti alla migrazione potrebbero rientrare.
Invitiamo tutti a partecipare alla mobilitazione perché questa è una battaglia di DIGNITA’ per tutti e tutte.
Basta solo un dato: tra i 220 precari dell’ASP di Catanzaro con scadenza di contratto al 31/12/2019, 19 sono infermieri laureati che lavorano al pronto soccorso del “Pugliese”, uno dei più grandi del meridione. Togliere 19 operatori da questo Pronto Soccorso significa uccidere un servizio che già giace in uno stato comataso causando ulteriori tragedie spesso evitabili.
RIPRENDIAMOCI IL DIRITTO ALLA SALUTE
CACCIAMO IL COMMISSARIO!