Nuova giornata di lotta per i precari della sanità calabrese che, in mattinata, hanno occupato la Direzione Generale del Pugliese Ciaccio di Catanzaro ed avviato lo sciopero della fame fino all’incontro con il direttore generale Mantella.
Successivamente hanno sparso liquido infiammabile sui pavimenti, mentre qualcuno ha minacciato di buttarsi dalle finestre degli uffici occupati.
Prima le dimissioni del direttore generale Antonio Mantella e poi, nel pomeriggio, è arrivato l’accordo: mantenimento in servizio sino al 31.12.2019 del personale precario ancora in servizio e nuovo rapporto di lavoro a tempo determinato per un periodo di due mesi del personale già cessato dal servizio a far data del 30.08.2019.
Dall’USB, sempre al fianco dei precari in questa vertenza, rilanciano: “i precari del Pugliese-Ciaccio ci insegnano ancora una volta come solo attraverso la lotta e la determinazione possiamo cambiare lo stato di cose presenti. Oggi portano a casa una vittoria, grazie anche all’impegno delle compagne e dei compagni dell’Usb che in questa vertenza li hanno seguiti giorno e notte, ma la battaglia per una sanità pubblica in Calabria efficace ed efficiente è solo all’inizio. Domani tutte e tutti al presidio davanti la direzione generale dell’Asp di Cosenza!”.
Per domani mattina è infatti prevista una nuova mobilitazione a Cosenza.
presidiosanitàcosenzaGiovedì 31 ottobre ore 10 sede A.S.P. (Via Alimena-CS). Ecco cosa vogliamo:
Emergenza precari.
Sblocco immediato delle assunzioni di medici, infermieri, personale sanitario e gli investimenti necessari per dare alla Calabria un sistema sanitario degno di una paese civile.
I super commissari chi li ha visti?
Che fine hanno fatto i super commissari previsti dal decreto per rimettere in piedi la sanità calabrese?
Cotticelli avrebbe dovuto nominarli entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Decreto Calabria voluto dall’ex ministro Grillo. Ad oggi ne sono stati nominati a fronte dei sette previsti solo tre. Di quest’ultimi l’iter per la nomina è stato perfezionato solo per due.
Emergenza ospedali periferici.
Da mesi è emergenza per alcuni ospedali dallo Ionio e del Tirreno.
Per l’ospedale di Castrovillari si è temuto più volte lo stop (ora è sospesa l’attività della sala operatoria). Si sono denunciate disorganizzazione e criticità nella struttura di Trebisacce e negli ospedali del Tirreno cosentino. Ovunque si sono registrate carenze di organico, come per l’ospedale di San Giovanni in Fiore.
Potenziamento punti nascita.
Al nosocomio “Iannelli” di Cetraro, alto Tirreno cosentino, nel mese di luglio una donna è morta dopo il parto. L’ospedale, in cui era attivo uno dei 13 punti nascita della Calabria, è ridotto ai minimi termini.
Potenziamento dell’Assistenza Domiciliare Integrata.
Il buon funzionamento di una attività di cura per i pazienti cronici a domicilio eviterebbe il sovraffollamento degli ospedali.
Apertura in ogni quartiere di Consultori Familiari.
Per avviare una seria politica sanitaria nel campo della prevenzione primaria per le patologie più frequenti nel sesso femminile (tumori del seno, tumori della cervice uterina).
Promozione la salute in tutti i suoi ambiti.
Controllo ambientale, sicurezza nei posti di lavoro, prevenzione delle dipendenze, salute mentale, diritto all’abitare in ambienti salubri.
Investire nel sistema Emergenza-Urgenza.
Il sistema territoriale del 118 necessita di un ammodernamento tecnologico (geo localizzazione delle chiamate ) e di mezzi. Di questi giorni il blocco di molte ambulanze ormai datate e che superano di gran lunga i 400.000 km percorsi.

Per info e approfindimenti: malanova.infocalabria.usb.it