Lettera aperta ai cittadini calabresi dei lavoratori sanitari dell’USB

Salve a tutti, vi rubiamo solo due minuti! Sono momenti difficili e per questo saremo sintetici.
Siamo gli operatori sanitari di Catanzaro, siamo le persone che in questo momento sono in prima linea nell’affrontare questa dura battaglia contro il Covid-19.
Siamo le prime persone che vedete quando arrivate in ospedale e le ultime che salutate prima di andare via. Siamo quelli/e che si sono presi cura di voi o dei vostri cari già in passato e lo stanno continuando a fare in questi giorni difficili.
Alcuni, in questi giorni, ci definiscono “angeli”, “eroi”, ma a noi piace pensare che stiamo semplicemente facendo il nostro lavoro nel migliore dei modi e con il massimo impegno.
Siamo anche calabresi e come tali siamo abituati a lavorare in una sanità che è in continua emergenza, una sanità di trincea che spesso per mancanza di finanziamenti non è riuscita a garantire a tutti il sacrosanto diritto alla salute. Quasi tutti noi siamo precari, lo siamo da anni, e viviamo nella incertezza di contratti che scadano come gli yogurt dimenticati nel frigo, ma nonostante questo non ci siamo mai tirati indietro e non lo faremo certo ora.
Ma siamo anche preoccupati per nostra e la vostra salute. In una sanità cronicamente in sofferenza non è facile affrontare una emergenza come quella che stiamo vivendo.
Anni di tagli al pubblico e regalie al privato, il regionalismo e l’aziendalizzazione sanitaria, hanno regalato ai calabresi un sistema sanitario di serie B, non sicuramente paragonabile a quello lombardo o veneto. Proprio per questo siamo convinti che se l’epidemia dovesse assumere dimensioni importanti, in Calabria farà sicuramente più danni che altrove.
Siamo preoccupati per la nostra e la vostra salute! Stanno scarseggiando i presidi di protezione individuale (DPI) che in questo momento sono vitali! Le mascherine che servono per preservare la nostra e vostra salute sono troppo poche rispetto al fabbisogno e spesso quando le si trova siamo costrette ad usarle oltre alla loro vita utile, questo oltre che far diffondere il virus potrebbe fare ammalare il personale in un momento in cui ogni singola unità lavorativa è indispensabile.
Siamo preoccupati perché nell’ultimo DCA datato 26/02/2020 (quindi scritto in piena emergenza virale) non solo non si sono aumentate le unità lavorative per affrontare l’emergenza ma addirittura si diminuisce il personale non rinnovando alcuni contratti in scadenza, come avvenuto al GOM di Reggio Calabria.
Siamo preoccupati per noi e per voi perché per i fortunati che hanno avuto il rinnovo la nuova data di scadenza è prevista per il 30/04/2020, data che molti epidemiologi indicano come possibile picco di contagio in Italia.
Siamo preoccupati perché non c’è certezza dopo questa data nonostante tra noi ci sia chi, in questo momento, si sta sacrificando facendo turni di lavoro che non rispettano minimamente le regole contrattuali. I sacrifici li facciamo volentieri per garantire la vostra salute ma non accettiamo che ci buttino via una volta finita l’emergenza.
Per questo chiediamo tutti insieme al governo, alla regione, ai commissari, di aumentare immediatamente il personale sanitario, di stabilizzare quello precario, di fornire immediatamente tutto il personale in servizio di tutti i DPI necessari. Chiediamo anche che si aprano immediatamente tutti gli ospedali e presidi sanitari territoriali chiusi in questi atroci anni di commissariamento.
Il Covid-19 nella tragedia ci dà una possibilità: la possibilità di unirci. Ora più che mai dobbiamo stare insieme, capire che siamo una comunità in cui l’uno dipende dall’altro.
Ora più che mai la battaglia è comune: lottiamo insieme per difendere la nostra salute la nostra terra.
Se potete state a case. Riducete gli spostamenti al minimo. Uniti possiamo vincere!

I Lavoratori e Le lavoratrici USB della Sanità di Catanzaro