Lavoro (o non lavoro) in tempo di COVID-19: la testimonianza di un tutor universitario

Per il nostro approfondimento sul mondo dei lavori atipici oggi ci spostiamo nell’ambito universitario.
Salvatore ha da poco concluso un eccellente percorso di studi che lo ha visto conseguire prima una laurea quinquennale in Teologia presso l’Istituto Teologico Calabro e, successivamente, una laurea magistrale in Scienze filosofiche presso l’Università della Calabria.
Durante gli studi universitari Salvatore ha prestato la propria attività in un progetto di doposcuola tenendo, saltuariamente, lezioni private di recupero.
Attualmente è tutor del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria.

Ciao Salvatore, intanto grazie per la tua partecipazione. Per iniziare parlaci del tuo attuale lavoro.
Attualmente presto servizio come tutor presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Unical, occupandomi principalmente di aiutare gli studenti che frequentano i corsi di studio del Dipartimento. In particolare questo mio prestare aiuto si traduce nella risoluzione di problematiche riguardanti i piani di studio, i trasferimenti, l’iscrizione a singoli corsi o il contatto diretto con le segreterie dei singoli corsi di laurea predisposti a determinate attività. Certamente un ulteriore attenzione viene rivolta ai maturandi, i quali passano in Ateneo o chiamano al nostro numero per poter avere informazioni riguardati il Dipartimento e i suoi singoli corsi di laurea”.

Come si svolge la tua attività lavorativa?
La mia attività lavorativa si svolge a stretto contatto con gli studenti. Insieme a un secondo tutor siamo sempre disponibili durante la settimana a riceve gli studenti o a rispondere alle loro chiamate, guidarli nella compilazione di qualsiasi domanda formale al Dipartimento o all’Ateneo oppure a risolvere i vari problemi che ci presentano”.

Il tuo percorso di studi ha tutti i requisiti per portarti prima o poi nel mondo della formazione. Per te sarebbe una buona opzione?
In realtà mi considero già operante nel mondo della formazione. Ripeto sempre che, uno dei primissimi compiti svolti dall’ufficio tutor, è quello di umanizzare la realtà universitaria, la quale molto spesso si dimentica che, affianco alla formazione specifica, alla specializzazione di una materia d’insegnamento e alla sua piena acquisizione, lo studente deve essere condotto a comprendere se stesso e gli altri, capace di alimentare il tessuto sociale non solamente con la sua competenza o capacità economica ma soprattutto con il suo essere per l’appunto sociale. Pensando però ad un’azione diretta, didattica, credo sarebbe certamente un’opzione da considerare e valutare, tanto è vero che anche io come molti altri guardo al concorso bandito dal MIUR per la scuola pubblica”.

Torniamo al tuo attuale impiego. Che tipologia di contratto hai stipulato?
Formalmente rientro nelle collaborazioni coordinate e continuative”.

Quanto dura il tuo progetto? C’è possibilità di rinnovo?
Il mio progetto ad oggi ha una durata annuale ma non so dire se il Dipartimento, indipendentemente dalle procedure amministrative legate al MIUR, sarà in grado di poter riformularlo o meno rispetto alla sua durata”.

Che impatto ha avuto l’emergenza COVID-19 sul tuo lavoro?
Anche noi, come qualsiasi altro front-office, siamo stati bloccati e, formalmente, l’ufficio tutor è fermo nelle sue funzioni. In realtà, chi possiede i nostri contatti personali, continua a scriverci per poter avere indicazioni su alcune questioni importanti per la propria carriera”.

Hai diritto a qualche sussidio economico per l’emergenza COVID-19? Lo hai ricevuto?
Sì. Ho ricevuto il bonus di 600 euro previsto per i Co.Co.Co.

Come pensi di uscire da questa crisi?
Uscire dalla crisi sarà certamente dura. Dal punto di vista dell’impiego universitario credo si riuscirà a trovare una forma di collaborazione per poter estinguere gli obblighi lavorativi; ma certamente guardando alla possibilità diretta di approccio alla didattica, come si diceva prima, la crisi non può che essere lontana dalla sua estinzione. Bisognerebbe qui citare non solo la precarietà dei docenti scolastici, ma la precarietà di un’intera agenzia educativa statale e non credo sia lo spazio opportuno; in ogni caso si potrebbe accendere il televisore e seguire un qualsiasi telegiornale per poter ascoltare (ogni giorno) le proposte di un Ministro senza visione e le problematiche già presenti in questo settore ma emerse attraverso l’emergenza pandemica”.

Prospettive per il futuro?
Una prospettiva è certamente quella di continuare la formazione accademica ma, per parafrasare un amico: al giorno d’oggi le prospettive per il futuro te le devi inventare”.

Sei stato preciso ed esaustivo. Grazie per il tuo contributo.
Un saluto a tutti voi di AltraLamezia e grazie per il vostro impegno sul territorio”.