USB vince la battaglia per la stabilizzazione dei precari

Nel DL Rilancio norme a favore della stabilizzazione dei lavoratori della sanità: premiate le battaglie della USB.
È un segnale di attenzione importante per i precari della Sanità quello contenuto nelle poche righe dell’art. 255 del DL Rilancio approvato dal Consiglio dei Ministri del 13 maggio. Una attenzione frutto dell’impegno e delle lotte che USB, a livello regionale e nazionale, ha portato avanti rivendicando diritti e dignità per i tanti lavoratori “a tempo determinato” che mantengono in piedi interi reparti del nostro martoriato sistema sanitario, nonostante blocchi del turnover e insostenibili piani di rientro.
Dopo mesi di battaglie che USB Calabria ha condotto per evidenziare il dramma di migliaia di lavoratori del comparto sanitario, riuscendo a far sì che questa tematica divenisse oggetto di diversi incontri con il Ministro Speranza, un cortocircuito normativo che lo stesso Governo ha creato sembrava avesse vanificato le giuste aspettative di questi precari. Con l’art. 255 il Governo evidenzia la volontà di superare queste problematiche e di voler mantenere gli impegni presi con la nostra organizzazione sindacale.
Non nascondiamo la nostra profonda soddisfazione per una modifica normativa che abbiamo fortemente voluto e che riteniamo una tappa storica nella vicenda sociale e rivendicativa del comparto sanitario, ma al contempo sappiamo che la strada da percorrere per la definitiva stabilizzazione di tutto il precariato della sanità pubblica è ancora lunga e tortuosa.
Salutiamo quindi con favore questo importante passo in avanti nella definizione della infinita querelle del precariato nella sanità, pronti a riportare la mobilitazione in ogni singolo presidio ospedaliero, fino a quando tutti i lavoratori saranno stabilizzati.
Ma la battaglia di USB non è solo contro la precarietà nel mondo del lavoro: il nostro impegno è a salvaguardia dell’intero sistema sanitario pubblico. Sconfiggere la piaga economica e sociale del pendolarismo sanitario, che tanto pesa nei bilanci della nostra regione, significa investire in termini di strutture e in termini di personale, troppo falcidiati dai drastici tagli prodotti in questi dieci anni di commissariamento. La sola stabilizzazione dei precari non basta a dare ristoro agli organici del personale troppo sottodimensionati: è necessario assumere attingendo dalle graduatorie dei tanti idonei che ancora attendono di essere assunti, e che vedranno sempre nella USB un’organizzazione sindacale attenta alla loro causa.

USB Calabria