Lavoro (o non lavoro) in tempo di COVID-19: la testimonianza di una borsista

Per il nostro approfondimento sul mondo del precariato in tempo di COVID-19 ci spostiamo in Lombardia, in ambito sanitario.
Michela infatti vive e lavora a Milano da cinque anni, ha conseguito la laurea magistrale in Biologia applicata alla ricerca biomedica e attualmente è impiegata come data manager presso l’Ospedale Policlinico Maggiore.
Per l’attività lavorativa che svolge non è stata impegnata nell’emergenza sanitaria, ma ha dovuto fare i conti con un contesto territoriale e lavorativo profondamente stravolto dall’emergenza COVID-19.

Ciao Michela, grazie per la tua disponibilità. Per iniziare ci vuoi parlare del tuo lavoro?
Ciao! Lavoro come Data Manager all’Ospedale Policlinico Maggiore di Milano, nel reparto di Urologia”.

Come si svolge la tua attività lavorativa?
Il mio compito è quello di raccogliere i dati degli interventi di pazienti con patologie renali e urologiche (neoplasie renali, calcoli, tumori della prostata), collezionando le informazioni sulla loro anamnesi, esami pre e post operatori, TC e risonanze, per creare dei database su cui verranno poi eseguite delle analisi statistiche per valutare le “risposte” a lungo termine dei pazienti a seguito di questi interventi”.

Che tipologia di contratto hai stipulato?
È una borsa di ricerca”.

Quanto dura il tuo progetto? C’è possibilità di rinnovo?
È un progetto annuale con possibilità di rinnovo fino a 5 volte di fila.. E siamo già a tre!

Il tuo stipendio ti permette di vivere dignitosamente a Milano?
Diciamo che sono fortunata ad avere ancora l’aiuto dei genitori per l’affitto della casa che è molto alto”.

L’ospedale nel quale lavori ha accolto pazienti positivi al virus?
Si, molti. È stato creato il reparto Covid, un po’ a discapito di altri reparti, come il mio, che sono stati accorpati e le attività operatorie e ambulatoriali sono state ridotte al minimo. La cosa più preoccupante è che le liste di attesa per alcuni interventi saranno sempre più lunghe e i pazienti dovranno aspettare chissà per quanto”.

Quale impatto ha avuto l’emergenza COVID-19 sul tuo lavoro?
Il mio lavoro dipende dagli interventi giornalieri che vengono eseguiti e dalle visite ambulatoriali. Come ho accennato prima, queste attività sono state ridotte al minimo quindi anche il mio lavoro. Per fortuna mi sono stati affidati altri incarichi da fare anche da casa, recandomi in ospedale solo una volta a settimana per aggiornare il database in base agli interventi della settimana”.

La Lombardia è una delle regione più produttive e dinamiche del paese e questo fattore, insieme ad una cattiva gestione della sanità pubblica, ha contribuito a farla diventare la regione più colpita dall’emergenza.
Quale impatto ha avuto questa emergenza sulla vita quotidiana, sulla normalità? Com’è cambiata Milano in questi mesi?
Come tutte le città, Milano ha dovuto rallentare i suoi ritmi, dal lavoro alle uscite, gli aperitivi, gli eventi. La metropolitana è vuota in confronto a quella delle 8:30 del mattino di due mesi fa.
In più molti studenti fuori sede sono tornati nelle loro regioni e con le lezioni online penso ci resteranno per i prossimi mesi (chissà se sarà l’occasione per far abbassare i prezzi degli affitti!!).
Penso che sicuramente non sarà così facile e immediato tornare alla normalità.. nonostante qualche “furbetto” ci sia sempre stato durante questa emergenza”.

Prima ci hai detto che ti sei recata in ospedale una volta a settimana. Per andare a lavoro hai utilizzato mezzi pubblici? Sei mai stata sottoposta a controlli da parte delle forze dell’ordine? Sei mai stata sottoposta a tamponi?
Per andare a lavoro prendo un autobus e due metro che in questi mesi son stati quasi vuoti. Personalmente non sono mai stata sottoposta a controlli da parte delle forze dell’ordine, ho solo visto passare qualche pattuglia di tanto in tanto. Per quanto riguarda il tampone, no, non l’ho mai eseguito. Sono stati sottoposti al tampone solo  alcuni dei nostri medici che hanno svolto turni nel reparto Covid”.

Ti daranno la possibilità di rientrare a Lamezia per le vacanze estive?
Sicuramente si. Avendo una borsa di ricerca non ho giorni di ferie, dovrò accordarmi con il Professore. Probabilmente dovrò seguire la procedura di segnalazione dello spostamento alle autorità sanitarie”.

Prospettive per il futuro?
Riuscire a trovare un lavoro più adatto ad una biologa quale sono!”

Grazie per la tua testimonianza.
Grazie a voi!