Medici in Mobilitazione Permanente: Torniamo in piazza!

Il 29 maggio scorso, studentesse e studenti, medici neoabilitati, camici grigi, medici in formazione specialistica e generalista, per la prima volta uniti in 21 piazze d’Italia e negli ospedali universitari, hanno dato vita ad un grande movimento che rivendica una riforma dell’intero percorso formativo in medicina, per la riqualificazione del servizio sanitario pubblico e universalistico.
Oltre alla grande partecipazione, abbiamo ottenuto già i primi riscontri anche da parte delle istituzioni: abbiamo ottenuto dal Ministro Manfredi l’apertura di un tavolo per la costruzione della riforma della formazione medica, siamo stati ricevuti dai presidenti e dagli assessori di diverse regioni (Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Marche) che si faranno portavoce delle nostre istanze presso la conferenza Stato-Regioni. Anche a livello locale, i comuni e le città metropolitane si sono resi disponibili a supportare le nostre istanze.
Ma il 29 non è stato che l’inizio!
Ancora di più oggi è necessario proseguire la mobilitazione. Non possiamo aspettarci che la risposta alle nostre richieste derivi unicamente dall’interlocuzione con le istituzioni. Dobbiamo, ogni giorno, essere portatori in prima persona del rinnovamento che vogliamo, verso un’evoluzione culturale della figura del medico in formazione. Per la salvaguardia del nostro lavoro e del servizio sanitario nazionale. Non ci aspettiamo alcun regalo, e continueremo a sostenere le nostre rivendicazioni con la mobilitazione.
Il 19 giugno saremo di nuovo in piazza, nelle principali città d’Italia, per sostenere le nostre proposte di emendamento al “DL Rilancio” e di riforma. La nostra battaglia è per la salute di tutte e tutti, e non possiamo che rivolgerci a tutte e tutti.
Il 26 giugno saremo in manifestazione a Roma, per richiedere con urgenza un tavolo di lavoro condiviso interministeriale, destinato a una riforma radicale e generale della formazione medica post-laurea. Il tavolo già concordato con il ministro Manfredi deve partire quanto prima, ma non basta: chiediamo con forza l’avvio dei lavori, sottolineando l’urgenza e il carattere prioritario di questa riforma. Come medici, ci rivolgiamo al ministro della Sanità Roberto Speranza, perché ascolti le nostre istanze e partecipi ad un tavolo interministeriale.
Per superare la vergognosa e, ormai, insostenibile condizione dei medici bloccati nell’imbuto formativo.
Per l’ampliamento della rete formativa.
Per una riforma del contratto di formazione medica che garantisca i diritti dei medici in formazione e il rispetto del loro lavoro.
Per la garanzia di una formazione medica postlaurea uniforme e di qualità su tutto il territorio nazionale.
Per restituire alla medicina territoriale il ruolo cardine nel garantire assistenza alla popolazione.
In difesa del diritto alla salute per tutta la popolazione.

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