Dignità per tutti i detenuti – Sit-in al carcere di Rossano

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” (Costituzione della Repubblica Italiana. Art. 27)
La richiesta di aiuto che giunge forte dal super carcere di Rossano (CS), ci ha fatto incontrare nei giorni scorsi per discutere di diritti e dignità dei detenuti. Le privazioni ed i soprusi subiti da Cesare Battisti, emerse dalle sue dichiarazioni riportate dai media nazionali e locali, sono comuni, purtroppo, a moltissimi detenuti italiani, che a discapito della citata Carta Costituzionale sono costretti in uno spazio vitale ai minimi termini di sopravvivenza; all’ozio forzato in una cella che il più delle volte non rispetta i canoni di legge; sprovvisti molto spesso di suppellettili indispensabili, quali, ad esempio, un computer o dei francobolli, che consentirebbero al detenuto di continuare a vivere oltre la dimensione disumana del carcere e comunicare con i suoi cari.
Nel caso specifico di Battisti, detenuto nel super carcere di Rossano da qualche settimana, nel momento in cui al predetto, che ha scritto numerosi libri pubblicati in Italia ed all’estero, si impedisce l’uso del computer, ritenendosi, provocatoriamente “che non risulta alle autorità una sua professione che implichi la disponibilità del computer o di altro materiale didattico”, è evidente che gli si vuole impedire di interagire con le istanze esterne, culturali e mediatiche, che potrebbero fargli guadagnare il consenso di democratici e garantisti.
Se così non è, si diano segnali altri, diversi; si ridia dignità a Cesare Battisti ed a tutti i detenuti italiani; che possano scontare la loro pena secondo le regole e le leggi dello Stato, senza subire da questi, dallo Stato, una vile ed inutile vendetta. La rieducazione è il fine ideale della pena; e lo Stato, durante l’esecuzione della stessa, dovrebbe creare le condizioni necessarie affinché il condannato possa reinserirsi nella società in modo dignitoso, mettendolo in condizioni, una volta libero, di non commettere nuovi reati; finalità introdotta per salvaguardare la dignità umana quale diritto fondamentale dell’uomo in quanto tale.
Sulla scorta di queste brevi ma sentite considerazioni, Vi invitiamo al SIT IN che si terrà innanzi il super carcere di Rossano
DOMENICA 25 OTTOBRE 2020 – ore 10:30

Segue la nota di adesione dell’Associazione Yairaiha Onlus.
Abbiamo aderito convintamente al presidio indetto da diversi soggetti per Cesare Battisti che si terrà domani mattina fuori dal carcere di Rossano.
Centro della manifestazione sono i diritti violati di un detenuto “eccellente”, per certi versi anche “privilegiato” non fosse altro per la capacità di avere eco nel dibattito pubblico.
Questo per noi rappresenta un pretesto per rilanciare sulle condizioni di isolamento sociale che vivono le 55.000 persone rinchiuse nelle patrie galere che al pari, se non peggio, di Cesare Battisti, fanno i conti quotidianamente con privazioni e vessazioni che poco hanno a che fare con la pena da scontare violando costantemente il dettato costituzionale ed ogni convenzione posti a tutela della dignità dei detenuti e delle detenute, per le quali ci battiamo costantemente.
Quello che sta avvenendo nelle carceri dall’inizio della pandemia ha un ché di paradossale: alla “normale” condizione di privazione della libertà si è andato ad affiancare l’isolamento totale dalla comunità con la chiusura totale delle attività e dei colloqui sin dai primi di marzo, da questi provvedimenti ne sono scaturite rivolte prevedibili non solo per le condizioni di sovraffollamento, quanto per la carenza sistemica della sanità penitenziaria di cui i detenuti e le detenute erano, e sono, altamente consapevoli. Il blocco dei colloqui e delle attività hanno rappresentato la scintilla di una miccia da troppo tempo corta e incandescente.
Al tragico bilancio di 14 detenuti morti, che ancora oggi chiedono di conoscere la verità, si sono sommate le rappresaglie scattate all’indomani delle rivolte e delle proteste ai danni di persone detenute inermi, prese a calci e pugni nel cuore della notte e trasferite forzatamente lontane dai propri cari anche in violazione del divieto di trasferimento e movimentazione imposto dall’emergenza covid19. Trasferimenti punitivi di intere sezioni che si sono tradotte in mesi di isolamento per centinaia di detenuti; una fase 2 per le carceri che ancora oggi non è partita relegando, di fatto, 55.000 persone in 41bis (colloqui col vetro, chiusura delle attività, sospensione delle semilibertà, ecc. ecc.). con il divieto finanche di un abbraccio tra il detenuto e il familiare che non vede da mesi, altrimenti incorrerebbe nella sospensione del colloquio ed in una sanzione disciplinare. È una condizione destinata a durare ancora per molto tempo, troppo per chi non ha altro durante la carcerazione ad eccezione di un abbraccio una tantum con i propri cari.
È per tutti e tutte che domani saremo a Rossano, non solo per Battisti.
Associazione Yairaiha Onlus