Tutta la Calabria contro la zona rossa!

Ieri sera decine di piazze spontanee e autoconvocate in tutta la regione: presidi a Castrovillari, Palmi, Gioia Tauro, Locri, Catanzaro, Corigliano-Rossano, blocchi stradali a Lamezia, Tortora e Scalea, a Reggio Calabria bombe carta e pietre contro i carabinieri, ma la manifestazione più imponente si è svolta a Cosenza, dove un migliaio di persone ha raggiunto in corteo l’Autostrada A2 bloccando la circolazione stradale.

Da tutta la regione arrivano notizie di iniziative, presidi e blocchi stradali contro l’inserimento della Calabria tra le zone rosse nelle quali proprio oggi parte il nuovo lockdown imposto per provare a fermare la nuova ondata di COVID-19.
Insieme a Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta dunque anche la Calabria. E certamente stupisce l’inserimento della nostra regione se si considera che i nuovi contagi giornalieri rimangono su numeri nettamente inferiori alle altre regioni: infatti la nostra regione è stata considerata zona rossa perché nonostante il basso numero di casi positivi rispetto ad altre zone d’Italia, preoccupano i nuovi focolai e, soprattutto, le carenze del sistema sanitario.
Basta infatti osservare quanto sta accadendo a Lamezia dove i dati ufficiali comunicati dal Sindaco – aggiornati al 05.11.2020 – indicano 138 positivi mentre sulla stampa si fa riferimento ad oltre 160 casi attivi in città: ritardi nella somministrazione e nella lavorazione dei tamponi, poi ancora ritardi nella comunicazione dei risultati ai pazienti e nella trasmissione dei dati alle autorità.
Dunque la responsabilità va tutta attribuita ad una classe politica che per decenni ha speculato sulla sanità calabrese e che neppure oggi, in piena crisi sanitaria, riesce a mettere da parte i proclami politici e gli interessi personali per la salute di tutte e tutti.
E questa consapevolezza, per fortuna, è emersa in diverse piazze.
La giornata di protesta è iniziata in mattinata alla cittadella regionale di Catanzaro dove circa 200 tra commercianti, ristoratori, operatori sanitari e semplici cittadini hanno manifestato contro il lockdown. Da segnalare la contestazione al presidente Spirlì, sceso evidentemente nella speranza di raccogliere qualche applauso alla notizia dell’impugnazione dell’Ordinanza che istituisce la zona rossa, ma che è stato costretto a rientrare velocemente da un coro di grida “A CASA!”
Dal pomeriggio poi diverse iniziative in altre località.
A Tortora decine di manifestanti hanno bloccato la strada principale. Un automobilista ha forzato il sit-in travolgendo diverse persone fortunatamente senza gravi conseguenze.
Analoga protesta a Scalea dove decine di manifestanti hanno bloccato per ore la Strada Statale 18.
Molto partecipati poi i presidi di Castrovillari, Corigliano-Rossano, Palmi, Gioia Tauro, Locri e Catanzaro.
Due piazze differenti a Reggio Calabria con centinaia di persona in strada: si segnala il lancio di petardi e di un sasso che ha colpito un carabiniere.
A Lamezia Terme un centinaio di persone, per lo più ristoratori e titolari di bar, si sono ritrovati in Piazza della Repubblica, davanti al Tribunale, per poi spostarsi su Via Perugini dove si è tentato un blocco stradale proprio davanti all’ingresso del Municipio.
A Cosenza circa mille persone si sono ritrovate in piazza Kennedy per muoversi in corteo per le vie cittadine verso lo svincolo dell’Autostrada A2 rivendicando reddito e sanità per tutte e tutti.
Piazze diverse, con diversa composizione e spesso anche differenti rivendicazioni, ma tutte concordi nell’attribuire alla politica regionale le gravi responsabilità che hanno portato all’istituzione della zona rossa in Calabria, situazione che ancora una volta aggraverà le già precarie condizioni economiche delle calabresi e dei calabresi.