Calabria zona gialla: diminuiscono le restrizioni ma non la lotta

 

Ci siamo, dopo oltre un mese tra zona rossa e zona arancione, anche la Calabria ieri è finalmente passata in zona gialla.
Un lungo mese caratterizzato da importanti sacrifici imposti alla popolazione calabrese, da un aumento importante dei contagi, da tragicomici balletti politici intorno alla nomina del commissario alla sanità, ma soprattutto un mese attraversato da una mobilitazione costante e diffusa in tutta la regione: non solo proteste contro le chiusure imposte a numerose attività commerciali, questa volta le calabresi e i calabresi sono scesi in strada, sfidando le restrizioni e rischiando pesanti sanzioni, per rivendicare una sanità pubblica e accessibile a tutti.
Le calabresi e i calabresi hanno dunque saputo dare prova di forte determinazione e conflittualità bloccando strade e autostrade, come lo scorso 23 novembre a Catanzaro durante la conferenza Stato – Regioni, con la presenza del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia: otre un centinaio di manifestanti (tra militanti di movimenti di lotta e dei collettivi, dell’USB, tirocinanti, ambulanti) provenienti da diverse città calabresi, hanno presidiato la cittadella regionale in attesa del Ministro, per poi bloccare, dopo aver superato due cordoni di polizia, la rotatoria di accesso alla Regione. Terminata la conferenza, il Ministro si è allontanato in elicottero ignorando le richieste della piazza.
Le mobilitazioni dell’ultimo mese hanno sicuramente avuto come effetto primario le dimissioni del Commissario alla Sanità Zucatelli e un minimo incremento dei posti negli ospedali calabresi.
L’arrivo di Emergency nella gestione dell’emergenza Covid ha poi portato una boccata d’ossigeno nella disastrosa sanità calabrese.
Intanto le iniziative di lotta sono continuate ovunque: a Cosenza con il blocco dell’autostrada ed i cortei cittadini; a Cariati con l’occupazione dell’ospedale per richiederne l’apertura; a Villa San Giovanni con le iniziative promosse dalla rete “Salviamo Il poliambulatorio di Villa San Giovanni” ; A Soveria Mannelli con il “Comitato Pro Ospedale del Reventino”; a Catanzaro il 7 dicembre sono scesi in strada i medici specializzandi mentre il 10 il personale sanitario aderente a USB; altre azioni e iniziative si sono tenute davanti ad ospedali e strutture sanitarie di Lamezia Terme, Catanzaro, Castrovillari, Cosenza, Rende, Tropea, San Giovanni in Fiore, Siderno.
In piena zona rossa sono poi sorti diversi gruppi social sui quali sono state lanciate iniziative, sono stati avviati confronti e nuovi percorsi di lotta.
Con il passaggio in zona gialla le restrizioni si sono fatte meno pesanti, le riaperture consentiranno una ripresa lavorativa ed il calo dei contagi potrebbe lasciar credere ad un ritorno alla normalità; al contrario l’emergenza sanitaria e la crisi economica che ne consegue non sono ancora concluse e anzi potrebbero riacutizzarsi nelle prossime settimane.
Proprio in questo momento non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia, ma piuttosto dobbiamo rilanciare ovunque la mobilitazione per una sanità pubblica e accessibile e per un reddito per tutte le persone colpite dalla crisi legata al COVID-19.